Sperimentare il nostro debito
La comprensione della nostra impotenza se manca l’aiuto divino del Signore Gesù Cristo ci permette di contare sulla Sua grazia, come la nostra vera fonte di forza. Le parole dell’inno: “Vieni, tu Fonte di ogni Benedizione” sottolinea quanto sia facile per le anime umane sbagliare e come siamo indebitati verso la grazia del nostro Salvatore, che lega a Lui le nostre anime che vagano nell’errore.
Come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (soprannominata “Chiesa mormone” dagli amici di altre religioni), crediamo che tutti siamo debitori alla grazia infinita del nostro Salvatore debito che non potremo mai ripagare. Siamo tutte pecore perdute che hanno bisogno della guida costante del nostro pastore. Anche come membri della Chiesa restaurata di Gesù Cristo siamo pecore perdute, inclini a sbagliare perché spesso sopravvalutiamo la nostra parte nel patto del Vangelo. In tal modo, siamo in pericolo di trascurare il fatto che siamo totalmente alla mercé della grazia del nostro Salvatore.
Molti di noi fraintendono la dichiarazione di Nefi (Nefi è un profeta del Libro di Mormon), “Perché noi sappiamo che è per grazia che siamo salvati, dopo tutto ciò che possiamo fare» (2 Nefi 25:23). Alcuni hanno interpretato questo versetto per dire che dobbiamo fare tutto il possibile per perfezionarci, poi, una volta che abbiamo esaurito ogni oncia di autosufficienza, auto-disciplina, e di rettitudine, il Signore completerà qualunque cosa che resta ancora da perfezionare.
Quando facciamo questo, siamo in pericolo di assumere una posizione quasi anti-cristiana, ponendo la nostra fiducia nel nostro Io. Pare che diciamo che la maggior parte del merito per la nostra salvezza è solo nostra. Pare anche che diciamo che dovremmo tentare tutto quanto è in nostro potere per non ricorrere all’aiuto del Salvatore, ma se dovessimo avere problemi, saremmo lieti di permettergli di fare la differenza. Questo rivela una conoscenza molto superficiale del contributo infinito del Signore alla nostra relazione di alleanza finita. Solo trovandoci in un rapporto di alleanza con Cristo, un essere infinito, il nostro conto spirituale può riflettere i meriti infiniti, sufficienti per salvare ed esaltarci. Quello che facciamo non potrà mai essere sufficiente.
Una formula che ci potrebbe aiutare a comprendere la differenza drastica tra la nostra parte insufficiente (finita) nel patto e quella del Salvatore sufficiente (infinita), è questa: I – F = I. In altre parole, la differenza tra ciò che è infinito e quello, che è finito, è sempre una differenza infinita. La differenza tra quello che facciamo e ciò che il Salvatore fa per noi sarà sempre infinita. Anche se abbiamo preso F e l’abbiamo innalzato al centesimo di potenza, la differenza sarebbe lo stesso, infinita.
Non importa quanto grande diventi F, la differenza tra qualcosa di infinito e qualcosa di finito sarà sempre una differenza infinita. Non importa quanto sforzo mettiamo nella nostra parte dell’alleanza, per salvarci dovremo sempre fare un completo affidamento sul potere infinito del Salvatore. Come mortali caduti, saremo sempre “servi inutili» (Mosia 2:21).
Dovremmo dare a Gesù Cristo, tutta la gloria per il suo contributo infinito alla nostra salvezza. Dovremmo gioire nel sapere che ha compiuto il sacrificio espiatorio infinito ed eterno per noi. Dobbiamo lodarlo e e adorarlo per la sua grazia sorprendente. E ‘un dono infinito che non potremmo mai procurarci da soli.
E comunque cosa pensiamo di poter realizzare da soli? Anche se la nostra partecipazione volontaria è essenziale, niente di ciò che facciamo sarà mai sufficiente. Tutto quello che possiamo fare è venire a Gesù Cristo, partecipare alla sua grazia salvifica, e riconciliarci con il Padre mediante il Suo sangue espiatorio. Noi facciamo, ovviamente, un affidamento completo sulla sua grazia poiché egli ci consente anche di contrarre le alleanze. Siamo dipendenti dalla sua grazia che ci permette di esercitare la fede. e di sforzarci di obbedire ai suoi comandamenti. Siamo debitori alla sua grazia ad ogni passo del cammino.
Giacobbe (un profeta del libro di Mormon), che aveva visto il Salvatore nella sua giovinezza, ci insegnò a fare affidamento sulla grazia del Salvatore: “…riconciliatevi con la volontà di Dio, e non con la volontà del diavolo e della carne; e ricordate, dopo esservi riconciliati con Dio, che è solo per grazia di Dio, e tramite essa, che siete salvati. »(2 Nefi 10:24).
Moroni (un altro profeta che testimoniò di Cristo nel Libro di Mormon) affermò che la salvezza è disponibile quando arriviamo a Gesù Cristo e lasciamo che il potere della sua grazia lavori in noi per completarci e perfezionarci. Egli disse: ” Sì, venite a Cristo, e siate perfetti in Lui, e rifuggite da ogni empietà; e se rifuggite da ogni empietà e amate Dio con tutta la vostra forza, mente e facoltà, allora la sua grazia vi sarà sufficiente, cosicché mediante la sua grazia possiate essere perfetti in Cristo; e se mediante la grazia di Dio siete perfetti in Cristo, non potrete in alcun modo negare il potere di Dio” (Moroni 10:32).
Sydney Reynolds, parlando alla Brigham Young University (BYU) alla Conferenza delle donne, disse: “Il tipo di perfezione di cui Moroni parla quando ci invita a venire a Cristo non ha nulla a che fare con la realizzazione impeccabile. Non ha nemmeno nulla a che fare con un’ eccezionale competenza o abilità in una data area, ma ha tutto a che fare con avere fede nel Signore, con il pentirsi del peccato, e col mantenere i comandamenti del Signore”. Come Neal A Maxwell ha detto,” La Chiesa è ‘per il perfezionamento dei santi’ (Efesini 4:12), non è una casa di riposo ben fornita per i quasi perfetti “.
Si noti che Moroni non ha detto: ” Prima perfezionatevi, e poi venite a Cristo.” Come uomini caduti non abbiamo assolutamente alcun potere di farci o mantenerci degni senza la grazia del nostro Salvatore Gesù Cristo. Ci è stato detto prima di venire a Cristo, e poi Egli inizierà il processo di perfezionarci e completarci in Lui. Allora la sua grazia sarà sufficiente per permetterci di rinnegare la malvagità. La sua grazia, poi, continuerà a lavorare in noi, santificandoci e rendendoci santi senza macchia. Questo viene fatto solo nella Sua grazia attraverso di essa e tramite il Suo sangue espiatorio.
Moroni continua: « E ancora, se mediante la grazia di Dio siete perfetti in Cristo e non negate il suo potere, allora sarete santificati in Cristo mediante la grazia di Dio, tramite lo spargimento del sangue di Cristo, che è nell’alleanza del Padre per la remissione dei vostri peccati, affinché diventiate santi, senza macchia»(Moroni 10:33).
This entry was posted on giovedì, gennaio 12th, 2012 at 7:45 pm and is filed under Gesu' Cristo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.


