Archive for the ‘crocifissione di Gesu’’ Category

Perche’ Dio abbandono’ Gesu sulla croce?

domenica, luglio 20th, 2008

Matteo e Marco, gli unici vangeli che registrano dettagliatamente quest’accaduto, notano che Gesu’ si senti’ abbandonato da Dio senza spiegare perche’ (vedere Matteo 26: 46; Marco 15:34).

Piu’ tardi, alcuni commentatori cominciarono a esplorare l’ imponderabile; suggerendo una varietà di spiegazioni sul perche’ Gesu’, innocente e senza colpa, abbia provato una completa separazione dal Padre in questo terribile momento.

Alcuni studiosi e teologi suggeriscono che il Padre non poteva portare testimonianza della morte del suo beneamato figliolo e perciò si distolse al  momento della sofferenza finale di Gesu’.

Altri ipotizzano che il Padre doveva partire, un divino fiat, cosicché  Gesu’ potesse compiere l’espiazione completamente solo.

Infine, alcuni postulano che Gesu’ fu completamente abbandonato da Dio come tutti i peccatori poiche’ Gesu’ soffri’ e mori’ al nostro posto (vedere Galati 3:13; 1 Pietro 2:24).

Perche’ il Padre abbia dimenticato Gesu’ mentre moriva di una terribile morte sulla croce e’ degno di una riflessione profonda. 

Cio’ che si sa chiaramente, a prescindere delle cose a cuMatteo e Marco, gli unici vangeli che registrano dettagliatamente quest’accaduto, notano che Gesu’ si senti’ abbandonato da Dio senza spiegare perche’ (vedere Matteo 26: 46; Marco 15:34).

 Piu’ tardi, alcuni commentatori cominciarono a esplorare l’ imponderabile; suggerendo una varietà di spiegazioni sul perche’ Gesu’, innocente e senza colpa, abbia provato una completa separazione dal Padre in questo terribile momento.

Alcuni studiosi e teologi suggeriscono che il Padre non poteva portare testimonianza della morte del suo beneamato figliolo e perciò si distolse al  momento della sofferenza finale di Gesu’.

Altri ipotizzano che il Padre doveva partire, un divino fiat, cosicché  Gesu’ potesse compiere l’espiazione completamente solo.

Infine, alcuni postulano che Gesu’ fu completamente abbandonato da Dio come tutti i peccatori poiche’ Gesu’ soffri’ e mori’ al nostro posto (vedere Galati 3:13; 1 Pietro 2:24).

Perche’ il Padre abbia dimenticato Gesu’ mentre moriva di una terribile morte sulla croce e’ degno di una riflessione profonda. 

Cio’ che si sa chiaramente, a prescindere delle cose a cui non possiamo trovare pienamente una risposta, e’ che il Padre e’ perfetto in ogni  attributo – e non avrebbe permesso che Gesu’ vivesse questo momento di solitudine se non fosse stato per raggiungere il suo proposito immutato : il bene eterno di  Suo Figlio e di tutti i Suoi figli, incluso ognuno di noi.

 non possiamo trovare pienamente una risposta, e’ che il Padre e’ perfetto in ogni  attributo – e non avrebbe permesso che Gesu’ vivesse questo momento di solitudine se non fosse stato per raggiungere il suo proposito immutato : il bene eterno di  Suo Figlio e di tutti i Suoi figli, incluso ognuno di noi.

 

 

 

Gli ebrei sono responsabili per la morte di Gesu’?

domenica, luglio 20th, 2008

No. Gesu’ fu crocifisso. La crocifissione era una punizione romana , non una punizione ebraica. Inoltre, non ci si dovrebbe dimenticare che  Gesu’ era un ebreo. Sua madre e i Suoi discepoli erano tutti ebrei. Essi, naturalmente, non furono responsabili della morte di Gesu’ .  Tantissimi ebrei che vivevano al di la’ della Galilea e della Giudea non incontrarono mai, o sentirono parlare di Gesu’ . Ovviamente essi non erano responsabili per la condanna a morte di Gesu’, su cui non avevano nessun detto o conoscenza durante la loro vita mortale. La maggior parte degli ebrei del I  secolo erano totalmente ignari della Sua vita e del Suo ministero e, percio’, non ebbero niente a che fare con la Sua morte  e dunque non furono responsabili delle azioni  di pochi individui  (Giuda-che lo consegno’ agli ufficiali perche’ lo arrestassero; i soldati che lo condussero dal sommo sacerdote Ebreo; Caifa-che lo consegno’ al governatore romano; e Pilato, che lo consegno’ allo squadrone di esecuzione romano). Naturalmente, gli ebrei vissuti prima del I secolo e quelli che vissero dopo il I secolo non ebbero niente a che fare con i tragici eventi di quel fatale venerdi’ di tanto tempo fa a Gerusalemme.

In Galilea e Giudea, molti ebrei erano simpatizzanti con il suo messaggio  “i minimi, gli ultimi e i perduti.” I suoi nemici avevano paura delle folle dei giudei che lo ascoltavano  e lo seguivano (Marco 14:1-2). Molti giudei che lo incontrarono pensarono che era un insegnante retto, un guaritore, persino un profeta (Matteo 16:13-14). Gli altri credevano che fosse il servo unto da lungo atteso -il Messia. Anche fra i capi giudei a Gerusalemme, c’erano quelli che credevano che Gesu’ fosse stato mandato da Dio (vedere Giovanni 19:39; cf. Giovanni 3:1).

Dopo la sua morte, molti giudei continuarono ad accettare il messaggio di Gesu’  e divennero ferventi discepoli ( vedere Atti 2:41; 4:4). Alla fine, la chiesa completamente giudaico-cristiana apri’ le sue porte ai gentili  (vedere Atti 10) che si unirono in cosi’ gran numero da diventare la maggioranza verso la fine del I secolo.

Solo molto piu’ tardi, i gentili-cristiani iniziarono a biasimare i giudei come nazione, dimenticando che tutti gli eroi e le eroine dei vangeli che essi ammiravano cosi’ tanto (Simeone, Anna, Maria Maddalena, Giovanni Battista, Marta, e Lazzaro) erano ebrei osservanti che credevano che Gesu’ fosse il messia ebraico. Inoltre queste persone dimenticarono anche che Gesu’ stesso prego’: “Padre, perdona loro; perche’ non sanno quello che fanno ” (Luca 23:34).

Il Nuovo Testamento non assegna responsabilita’  di questo ai Romani, ai Gentili, o agli Ebrei. Esso fornisce la storia di un crudele governatore romano e di un gruppo di ebrei piuttosto piccolo, e collaborazionista, che era a capo del popolo, e che cospiro’ per liberarsi di Gesu’ perche’ era cosi’ popolare fra i giudei che vivevano in Galilea e in Giudea nel I secolo.

Quali sono i piu’ antichi resoconti della crocifissione di Gesu’?

domenica, luglio 20th, 2008

Se i libri del  Nuovo Testamento fossero stampati nell’ordine in cui vennero scritti originariamente, le lettere di Paolo apparirebbero per prime. Le sue lettere piu’ antiche-1-2 Tessalonicesi, Galati, 1-2 Corinzi, e Romani-furono scritte fra il 49 e il 57 d.C. (forse le lettere ai  Galati persino prima), prima che fossero stati scritti i vangeli di  Matteo, Luca, e Giovanni e quasi contemporaneamente al vangelo di  Marco. Percio’, i resoconti scritti  delle ultime ore di Gesu’ sulla terra -l’ultima cena il giovedi’ sera, la crocifissione fatale il venerdi’, e la resurrezione gloriosa la prima domenica di Pasqua si trovano nelle lettere di Paolo.

I riferimenti piu’ antichi, espliciti a questi eventi si trovano nella prima lettera di Paolo ai Corinzi, scritti verso il  57 d.C.. Paolo noto’, “Io ho ricevuta dal Signore cio’ che vi ho anche trasmesso, che il Signore Gesu’ nella notte in cui fu tradito prese del pane: e dopo aver reso grazie lo spezzo’, e disse: Prendete, mangiate; questo e’ il mio corpo che e’ spezzato per voi: fate questo in memoria di me”. Parimenti, dopo aver cenato prese anche il calice, dicendo:” Questo calice e’ il nuovo patto nel mio sangue : fate questo ogni volta che ne bevete, in memoria di me”. Poiche’ ogni volta che mangiate, di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché Egli venga ” (1 Corinzi 11:23-26). E non e’ tutto. Piu’ tardi nella stessa lettera, Paolo scrisse ai suoi lettori , “Vi ho prima di tutto trasmesso cio’ che ho anch’io ricevuto, e cioe’ che Cristo e’ morto per i nostri peccati secondo le Scritture; e che fu sepolto, e che sorse di nuovo il terzo giorno secondo le Scritture” (1 Corinzi 15:3-4).

Questo triplice aspetto della missione di Gesu’ che egli mori’, fu sepolto e risorse e’ riecheggiata , in molte delle altre lettere di Paolo. Questi altri riferimenti rappresentano spesso solo allusioni e riferimenti impliciti agli eventi scritti in dettaglio nella narrativa del vangelo narrativo. Comunque,  il resoconto di Paolo fornisce un’evidenza scritta che dimostra che un resoconto orale della vita di Gesu’ circolava in tutto il bacino del Mediterraneo prima che i vangeli fossero scritti.

Quali sono le narrazioni della passione ?

domenica, luglio 20th, 2008

 

Le narrazioni  della  passione erano alcuni dei piu’ antichi resoconti orali o scritti sulla sofferenza e la morte di Gesu’. Il termine passione deriva dal Latino per “sofferenza” (patior/passus) e si trova in Atti, nella versione della Bibbia di Re Giacomo :  “Ad essi, dopo aver sofferto, si presento’ vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando loro delle cose riguardanti il regno di Dio” (Atti 1:3, ). Sebbene gli studiosi differiscano su dove siano iniziate le narrazioni della passione, e siano finite nei vangeli individuali canonici, di solito sono d’accordo che il materiale che tratta del periodo dal Getsemani sino alla tomba  e’ incluso (vedere Matteo 26:36-27:66; Marco 14:32-15:47; Luca 22:39-23:56). Nel quarto vangelo il materiale trovato in Giovanni 18:1-19:42 e’ spesso associato alla Passione.

Chi uccise Gesu’ ?

domenica, luglio 20th, 2008

I vangeli forniscono un ritratto dettagliato delle ultime ventiquattro ore di Gesu’, inclusa la sua esecuzione (Matteo 26-27, Marco 14-15, Luca 22-23 e Giovanni 18-20). Gli studiosi sono quasi unanimi nella loro interpretazione che i vangeli sinottici indicano che una squadra di esecuzione romana uccise Gesu’ il giorno di Pasqua in Gerusalemme in  un certo periodo verso il 30  a.C. Comunque gli autori, dei vangeli evidenziano una cospirazione per arrestare Gesu’,  che comprendeva alcuni capi giudaici di Gerusalemme (Matteo 26:3-4); almeno uno degli stessi discepoli di Gesu’, Giuda Iscariota (Matteo 26:14-16); e Ponzio Pilato, il governatore romano. Il Nuovo Testamento contiene riferimenti aggiuntivi al coinvolgimento di Pilato (vedere Atti 3:13; 4:27: 13:28; 1 Timoteo 6:13).

Cominciando con il suo arresto nel Getsemani, i vangeli notano come Gesu’ fu portato ripetutamente in vari luoghi e alla fine venne consegnato a quelli che lo misero fisicamente a morte.

Sin dal medioevo, i  cristiani europei, ora virtualmente cento per cento non ebrei , cominciarono a demonizzare tutti i giudei , passato e presenti, per la morte di Gesu’ mentre si focalizzavano su alcuni passaggi del Nuovo Testamento  che leggevano come antiebraici se non addirittura anti-semiti. Questi interpreti evidentemente dimenticarono che Gesu’ era ebreo, come lo erano i suoi discepoli. Il testo del Nuovo Testamento,  contrariamente alle raffigurazioni sulla scena e sullo schermo  rivelano una risposta complessa a Gesu’ da parte del suo popolo alla sua missione; alcuni credevano che era il Messia da lungo atteso, altri lo accettavano come un sant’uomo, un profeta, guaritore e insegnante. Alcuni erano ambivalenti al suo messaggio e alcuni erano apertamente ostili. Comunque, questo gruppo piuttosto piccolo, ma potente aveva spesso paura del “popolo” (Matteo 26:5), suggerendo che la maggior parte dei giudei che vivevano nella Palestina giudaica erano almeno in qualche grado comprensivi con Gesu’. Altri ebrei che vivevano nel bacino del Mediterraneo e nel vicino oriente, ovviamente sapevano poco o niente, delle sue attivita’ e degli  eventi successivi al suo arresto ed esecuzione fino a molto tempo dopo.

Sembra che nessuna persona o gruppo sia stata unicamente e completamente responsabile della morte di Gesu’ ma piuttosto che molti individui e gruppi vari siano stati coinvolti nei terribili eventi di quella  Pasqua fatale che fini’ nella crudele crocifissione di Gesu’ di Nazareth.

“Dopo un’entrata messianica in  Gerusalemme proprio prima di Pesah nel 30 d.C., fu arrestato come rivoluzionario potenziale ed ucciso  (tramite la crocifissione) per ordine del procuratore romano Ponzio Pilato, probabilmente dietro  istigazione di circoli ebraici che temevano le reazioni dei Romani all’agitazione messianica .”

R. J. Zwi Weblowsky and Geoffrey Widoder, eds. , The Oxford Dictionary of the Jewish Religion (New York: Oxford University Press, 1997), p. 368

“A volte si afferma che anche se gli ebrei avessero ucciso Gesu’ (come descritto dal vangelo di Giovanni ), quella dev’essere stata una cosa buona, poiche’ porto’ alla resurrezione. Ma se un effetto e’ buono o cattivo, la responsabilita’ per la causa della crocifissione dev’essere affermata onestamente . Inoltre, possano i cattolici del dopo concilio vaticano II e i protestanti liberali capire ‘gli ebrei’ come sostituti per ‘tutti noi.’ Come vedremo sotto, c’e’ una profonda verita’ in quella interpretazione di responsabilita’ unita, ma non puo’ mai scusare l’aver attribuito tale responsabilita’ universale a qualche gruppo specifico, e  certamente non agli “ebrei.”

John Dominic Crossan, professore emeritus all’ Universita’DePaul , un membro fondatore del seminario di Gesu’.

 

Quali sono le narrazioni della Passione?

domenica, luglio 20th, 2008

Le narrazioni della Passione erano alcuni resoconti molto antichi orali o scritti sulla sofferenza e la morte di Gesu’ Cristo.Il termine passione deriva dal latino per “sofferenza” (patior/passus) e si trova nella versione della Bibbia di re Giacomo in Atti, “Ad essi dopo aver sofferto si presento’ vivente con molte prove convincenti facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio” (Atti 1:3, ). Sebbene gli studiosi siano discordi su dove inizino le narrazioni della Passione  e finiscano nei vangeli canonici individuali di solito concordano sul fatto che il materiale che tratta il periodo dal Getsemani fino alla tomba e’ incluso  (vedere Matteo 26:36-27:66; Marco 14:32-15:47; Luca 22:39-23:56). Nel quarto vangelo il materiale trovato in Giovanni 18:1-19:42 e’ spesso associato alla Passione.

Cos’e’ la Sacra Sindone di Torino?

sabato, luglio 19th, 2008

La domanda pressante per quelli che liquidano la sacra sindone di Torino dicendo che e’ un falso e per quelli che invece ne professano l’autenticità‘ e’ quali elementi della sua esistenza possono essere provati ragionevolmente. Sebbene sia sorprendente per alcuni, il fatto e’che si puo’provare molto poco.

La sindone di Torino  e’, si suppone, il sudario di Gesu’ di Nazaret . Il tessuto misura quattordici piedi in lunghezza e tre piedi e mezzo di larghezza. Recentemente un gruppo di studiosi, l’ha riesaminata, usando i metodi piu’ moderni, e ha scoperto che una datazione precedente al carbonio 14, che collocava la data della sindone all’inizio del medioevo, aveva testato solo una parte del tessuto che era stata un’aggiunta e puo’ darsi che abbia sorvolato il fatto che le fibre datano veramente attorno il I secolo. In certe condizioni di luce, il sudario pare che mostri l’impressione di un viso di un uomo adulto. Gli esami di medicina legale sulla sindone suggeriscono inoltre che una volta aveva coperto il corpo di un uomo  che era stato battuto brutalmente al capo, al viso e sulla schiena e aveva avuto delle ferrite aperte in un fianco.  Alcuni credono di poter scoprire anche segni di ferite sulle mani. Malgrado precedenti asserzioni che la sindone era un tarda frode, pia o malevola che fosse, gli esami seguenti hanno mostrato anche che essa non era stata dipinta. L’immagine preservata sul sudario era il risultato di una reazione chimica fra il tessuto e i fluidi corporei dell’uomo avvolto in esso.

La sindone e’ certamente il sudario di un uomo che era stato battuto crudelmente prima della morte, forse persino morte per crocifissione. Quello e’ il solo fatto verificabile in merito al sudario.

La sindone puo’ essere probabilmente quella di Edessa – dove le leggende pongono l’inizio della cristianità al I secolo sotto Abgar V. La sindone di Edessa era stata trovata sotto una pila di rocce o incastonata in un muro di cemento nel  544 A.D.  La sindone fu portata a Constantinopoli nell’ agosto 944 e poi susseguentemente portata in Europa dopo il sacco di Constantinopoli nel 1204-7. Dopo lo spostamento della sindone da Edessa, dozzine di individui riferirono di averla vista, tramandandone l’eredita’. Alla fine, La sindone fu posta nella cattedrale di Torino,  Italia, per tenerla al sicuro.

Molte storie di fantasia sono state unite insieme per raccontare dove sia sorta la sindone e come sia arrivata a Edessa. Le vaste lacune nel documentarne gli spostamenti e le leggende che sono cresciute in merito ad essa hanno creato enorme scetticismo fra gli studiosi protestanti. Essi hanno attaccato la sua autenticità da molte angolazioni, inclusa l’impossibilita’ di trovarne le origini, l’originale datazione al carbonio-14, le pratiche funebri romane ed ebraiche che sembrano differire da come sia stato usato il sudario, e il semplice fatto che nessuno sapeva niente di esso fino al sedicesimo secolo. D’altra parte , I difensori della sindone  hanno indicato il fatto che sia probabilmente stata usata per coprire il corpo di un uomo crocifisso, che leggende della sua esistenza abbondano-tutte per preservarne la tradizione, e che frammenti di pietra del sepolcro siano state trovate anche nella regione di Gerusalemme (travertino aragonite). Sfortunatamente a meno che non sorgano altre informazioni, la sua autenticità non puo’ essere ne’ provata, ne’  confutata.