Archive for the ‘crocifissione di Gesu’’ Category

Quali sono i piu’ antichi resoconti della crocifissione di Gesu’?

domenica, luglio 20th, 2008

Se i libri del  Nuovo Testamento fossero stampati nell’ordine in cui vennero scritti originariamente, le lettere di Paolo apparirebbero per prime. Le sue lettere piu’ antiche-1-2 Tessalonicesi, Galati, 1-2 Corinzi, e Romani-furono scritte fra il 49 e il 57 d.C. (forse le lettere ai  Galati persino prima), prima che fossero stati scritti i vangeli di  Matteo, Luca, e Giovanni e quasi contemporaneamente al vangelo di  Marco. Percio’, i resoconti scritti  delle ultime ore di Gesu’ sulla terra -l’ultima cena il giovedi’ sera, la crocifissione fatale il venerdi’, e la resurrezione gloriosa la prima domenica di Pasqua si trovano nelle lettere di Paolo.

I riferimenti piu’ antichi, espliciti a questi eventi si trovano nella prima lettera di Paolo ai Corinzi, scritti verso il  57 d.C.. Paolo noto’, “Io ho ricevuta dal Signore cio’ che vi ho anche trasmesso, che il Signore Gesu’ nella notte in cui fu tradito prese del pane: e dopo aver reso grazie lo spezzo’, e disse: Prendete, mangiate; questo e’ il mio corpo che e’ spezzato per voi: fate questo in memoria di me”. Parimenti, dopo aver cenato prese anche il calice, dicendo:” Questo calice e’ il nuovo patto nel mio sangue : fate questo ogni volta che ne bevete, in memoria di me”. Poiche’ ogni volta che mangiate, di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché Egli venga ” (1 Corinzi 11:23-26). E non e’ tutto. Piu’ tardi nella stessa lettera, Paolo scrisse ai suoi lettori , “Vi ho prima di tutto trasmesso cio’ che ho anch’io ricevuto, e cioe’ che Cristo e’ morto per i nostri peccati secondo le Scritture; e che fu sepolto, e che sorse di nuovo il terzo giorno secondo le Scritture” (1 Corinzi 15:3-4).

Questo triplice aspetto della missione di Gesu’ che egli mori’, fu sepolto e risorse e’ riecheggiata , in molte delle altre lettere di Paolo. Questi altri riferimenti rappresentano spesso solo allusioni e riferimenti impliciti agli eventi scritti in dettaglio nella narrativa del vangelo narrativo. Comunque,  il resoconto di Paolo fornisce un’evidenza scritta che dimostra che un resoconto orale della vita di Gesu’ circolava in tutto il bacino del Mediterraneo prima che i vangeli fossero scritti.

Cos’e’ la Via Dolorosa?

domenica, luglio 20th, 2008

Molti visitatori della citta’ vecchia a Gerusalemme colgono l’opportunita’ di camminare lungo una via affollata di pedoni nota in arabo, inglese, ed ebraico come  la”Via Dolorosa.” Il nome latino significa “La via del dolore,” “Via della pena,” o “la via della sofferenza .” Secondo una a tradizione risalente a  Ricoldo de Monte Crucis nel 1288, la Via Dolorosa e’ la strada che Gesu’ percorse dal palazzo del giudizio di Pilato dove era stato condannato, sino al Golgota, il luogo della sua esecuzione (vedere Matteo 27:31-33; Marco 15:20-22; Luca 23:26-33; e Giovanni 19:16-17). Durante i secoli seguenti, emersero Stazioni della Croce , presumibilmente segnando punti specifici dove erano avvenuti determinati eventi nell’ultimo cammino di Gesu’  , incluso il luogo dove Simone di Cirene fu costretto a portare la croce, dove il viso di Gesu’  fu come le tre cadute e l’intervento di Veronica, vennero da fonti non canoniche, leggende che non sono radicate nella narrazione  dei vangeli .

Alla fine, lungo questa strada  vennero stabilite fermamente quattordici stazioni. Sette si trovano nel quartiere musulmano della citta’; due nel quartiere cristiano ma fuori dalla chiesa del Santo Sepolcro; e le ultime cinque si trovano entro le mura della chiesa del Santo Sepolcro. Archeologi e storici tutti hanno rigettato il percorso  come un tracciato dei veri passi di Gesu’ . Molti sono d’accordo sul fatto che Gesu’ sia stato giudicato da Pilato nel palazzo di Erode il Grande, collocate nella parte occidentale della citta’, e non nella Fortezza Antonia , posta nella parte orientale, il  luogo dove e’ collocata la prima Stazione della croce sulla Via Dolorosa. Inoltre, il sentiero originale giace molto al di sotto del livello presente della citta’ vecchia ed era collocate in una parte differente della citta’. Cionondimeno, molti pellegrini continuano a camminare lungo la Via Dolorosa per avere un’opportunita’ di contemplare l’ultimo cammino sulla terra di Gesu’ come il Messia sofferente.

 

Quali sono le narrazioni della passione ?

domenica, luglio 20th, 2008

 

Le narrazioni  della  passione erano alcuni dei piu’ antichi resoconti orali o scritti sulla sofferenza e la morte di Gesu’. Il termine passione deriva dal Latino per “sofferenza” (patior/passus) e si trova in Atti, nella versione della Bibbia di Re Giacomo :  “Ad essi, dopo aver sofferto, si presento’ vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando loro delle cose riguardanti il regno di Dio” (Atti 1:3, ). Sebbene gli studiosi differiscano su dove siano iniziate le narrazioni della passione, e siano finite nei vangeli individuali canonici, di solito sono d’accordo che il materiale che tratta del periodo dal Getsemani sino alla tomba  e’ incluso (vedere Matteo 26:36-27:66; Marco 14:32-15:47; Luca 22:39-23:56). Nel quarto vangelo il materiale trovato in Giovanni 18:1-19:42 e’ spesso associato alla Passione.

Chi uccise Gesu’ ?

domenica, luglio 20th, 2008

I vangeli forniscono un ritratto dettagliato delle ultime ventiquattro ore di Gesu’, inclusa la sua esecuzione (Matteo 26-27, Marco 14-15, Luca 22-23 e Giovanni 18-20). Gli studiosi sono quasi unanimi nella loro interpretazione che i vangeli sinottici indicano che una squadra di esecuzione romana uccise Gesu’ il giorno di Pasqua in Gerusalemme in  un certo periodo verso il 30  a.C. Comunque gli autori, dei vangeli evidenziano una cospirazione per arrestare Gesu’,  che comprendeva alcuni capi giudaici di Gerusalemme (Matteo 26:3-4); almeno uno degli stessi discepoli di Gesu’, Giuda Iscariota (Matteo 26:14-16); e Ponzio Pilato, il governatore romano. Il Nuovo Testamento contiene riferimenti aggiuntivi al coinvolgimento di Pilato (vedere Atti 3:13; 4:27: 13:28; 1 Timoteo 6:13).

Cominciando con il suo arresto nel Getsemani, i vangeli notano come Gesu’ fu portato ripetutamente in vari luoghi e alla fine venne consegnato a quelli che lo misero fisicamente a morte.

Sin dal medioevo, i  cristiani europei, ora virtualmente cento per cento non ebrei , cominciarono a demonizzare tutti i giudei , passato e presenti, per la morte di Gesu’ mentre si focalizzavano su alcuni passaggi del Nuovo Testamento  che leggevano come antiebraici se non addirittura anti-semiti. Questi interpreti evidentemente dimenticarono che Gesu’ era ebreo, come lo erano i suoi discepoli. Il testo del Nuovo Testamento,  contrariamente alle raffigurazioni sulla scena e sullo schermo  rivelano una risposta complessa a Gesu’ da parte del suo popolo alla sua missione; alcuni credevano che era il Messia da lungo atteso, altri lo accettavano come un sant’uomo, un profeta, guaritore e insegnante. Alcuni erano ambivalenti al suo messaggio e alcuni erano apertamente ostili. Comunque, questo gruppo piuttosto piccolo, ma potente aveva spesso paura del “popolo” (Matteo 26:5), suggerendo che la maggior parte dei giudei che vivevano nella Palestina giudaica erano almeno in qualche grado comprensivi con Gesu’. Altri ebrei che vivevano nel bacino del Mediterraneo e nel vicino oriente, ovviamente sapevano poco o niente, delle sue attivita’ e degli  eventi successivi al suo arresto ed esecuzione fino a molto tempo dopo.

Sembra che nessuna persona o gruppo sia stata unicamente e completamente responsabile della morte di Gesu’ ma piuttosto che molti individui e gruppi vari siano stati coinvolti nei terribili eventi di quella  Pasqua fatale che fini’ nella crudele crocifissione di Gesu’ di Nazareth.

“Dopo un’entrata messianica in  Gerusalemme proprio prima di Pesah nel 30 d.C., fu arrestato come rivoluzionario potenziale ed ucciso  (tramite la crocifissione) per ordine del procuratore romano Ponzio Pilato, probabilmente dietro  istigazione di circoli ebraici che temevano le reazioni dei Romani all’agitazione messianica .”

R. J. Zwi Weblowsky and Geoffrey Widoder, eds. , The Oxford Dictionary of the Jewish Religion (New York: Oxford University Press, 1997), p. 368

“A volte si afferma che anche se gli ebrei avessero ucciso Gesu’ (come descritto dal vangelo di Giovanni ), quella dev’essere stata una cosa buona, poiche’ porto’ alla resurrezione. Ma se un effetto e’ buono o cattivo, la responsabilita’ per la causa della crocifissione dev’essere affermata onestamente . Inoltre, possano i cattolici del dopo concilio vaticano II e i protestanti liberali capire ‘gli ebrei’ come sostituti per ‘tutti noi.’ Come vedremo sotto, c’e’ una profonda verita’ in quella interpretazione di responsabilita’ unita, ma non puo’ mai scusare l’aver attribuito tale responsabilita’ universale a qualche gruppo specifico, e  certamente non agli “ebrei.”

John Dominic Crossan, professore emeritus all’ Universita’DePaul , un membro fondatore del seminario di Gesu’.

 

Perche’ Cristo ha sofferto nel Getsemani ?

domenica, luglio 20th, 2008

Di tutte le domande che meditiamo in merito al Getsemani, perche’ il Salvatore abbia sofferto la’, e’ forse quella che  lasciato perplessi studiosi e membri della chiesa.

Gli scrittori dei vangeli ci dicono quello che successe in quel luogo importante, ma non  ne spiegano chiaramente il perche’.

In uno sforzo di rispondere alla domanda, alcuni suggeriscono che Cristo abbia sofferto perche’ aveva riconosciuto l’ingratitudine degli uomini che non avrebbero accettato l’Espiazione che avrebbe fatto per loro sulla croce, o perche’ ci amava cosi’ tanto e tuttavia sapeva cio’ che avremmo commesso o dovuto fronteggiare in futuro, cose come peccati, tradimenti, rinnegamenti, e persecuzioni; altri ipotizzano che forse  Cristo soffriva perche’ capiva che doveva sottomettere la sua natura divina e restare obbediente sino alla morte, divenendo percio’ il “servitore sofferente” poiche’ gli sarebbe stato richiesto di abbandonare tutte le cose buone che potevano riempire la sua vita.

 Alcuni raccomandano di capire Cristo sofferente in un contesto escatologico, e vedono che cio’ che Cristo sopporto’ e prego’ di poter evitare, cioe’ la sofferenza e la lotta, sono le cose che precedono la venuta del regno.

Tuttavia altri suggeriscono che la sua sofferenza venne dal suo desiderio di trovare un altro modo di essere il Messia, un modo diverso da come il Padre aveva stabilito. Di solito alcuni concludono che la pena e la sofferenza di  Cristo sono venute a causa del timore di cio’ che sapeva che lo aspettava, la sua morte sulla croce e la sofferenza e l’umiliazione che avrebbe dovuto sopportare prima di essa.

I santi degli ultimi giorni capiscono che non era solo la paura della morte futura, del tradimento, dell’essere rinnegato, o lo sforzo che fece chiedere al  Salvatore se  potesse “non bere la coppa amara e mi ritraessi”, ma piuttosto qualcosa di immediato  e di un significato molto piu’ grande (Dottrina e Alleanze 19:18). Come il Salvatore rivelo’ tramite Joseph Smith, “Io, Dio, ho sofferto queste cose per tutti,  affinché non soffrano se si pentiranno; e queste sofferenze fecero si’ che io stesso Iddio, il piu’ grande di tutti tremassi per il dolore e sanguinassi da ogni poro, e soffrissi sia nello spirito che nel corpo -e desiderassi di non bere la coppa amara e mi ritraessi – Nondimeno, gloria sia al Padre bevvi e portai a termine  i miei preparativi per i figlioli degli uomini” (Dottrina e Alleanze  19:16-19).

Re Beniamino, [un profeta nell'antica America], insegno’ al suo popolo la stessa verita’ : “Egli soffrira’ le tentazioni  e i dolori del corpo, la fame, la sete, e la fatica,  anche di piu’ di quanto l’uomo possa sopportare, a meno che ne muoia; poiche’ ecco, il sangue gli uscira’ da ogni poro, cosi’ grande sara’ la sua angoscia per la malvagità e le abominazioni del suo popolo” (Mosia 3:7). 

Il Salvatore risorto porto’ una simile testimonianza ai discendenti di  Lehi raccolti al tempio di  Bountiful: “Io sono la luce e la vita del mondo ;  ed ho bevuto da quella coppa amara che il Padre mi ha dato, ed ho glorificato il Padre prendendo su di me i peccati del mondo, ed in questo ho accettato la volontà del Padre in tutte le cose , fin dal principio” (3 Nefi 11:11). Giacobbe aggiunse la sua testimonianza di questa verita’: “Egli verra’ nel mondo per poter salvare tutti gli uomini se daranno ascolto alla sua voce; poiche’ ecco, egli soffre le pene di tutti gli uomini, si’, le pene di ogni creatura vivente, siano uomini , donne e bambini, che appartengono alla famiglia di Adamo ” (2 Nefi 9:21).

Cosi’ noi comprendiamo che la causa primaria della sofferenza del Salvatore eravamo noi poiche’ egli prese su se stesso tutto il dolore, la sofferenza, e il peso, la paura, e l’angoscia dei nostri peccati e perciò opero’ l’Espiazione grande e infinita .

Mentre molta della sua angoscia sarebbe venuta  tramite l’umiliazione, la tortura, e la crocifissione che Egli avrebbe sopportato dopo essere stato tradito e arrestato, noi comprendiamo che la maggior parte della sulla sofferenza espiatoria avvenne nel  Getsemani.

 

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Quali sono le narrazioni della Passione?

domenica, luglio 20th, 2008

Le narrazioni della Passione erano alcuni resoconti molto antichi orali o scritti sulla sofferenza e la morte di Gesu’ Cristo.Il termine passione deriva dal latino per “sofferenza” (patior/passus) e si trova nella versione della Bibbia di re Giacomo in Atti, “Ad essi dopo aver sofferto si presento’ vivente con molte prove convincenti facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio” (Atti 1:3, ). Sebbene gli studiosi siano discordi su dove inizino le narrazioni della Passione  e finiscano nei vangeli canonici individuali di solito concordano sul fatto che il materiale che tratta il periodo dal Getsemani fino alla tomba e’ incluso  (vedere Matteo 26:36-27:66; Marco 14:32-15:47; Luca 22:39-23:56). Nel quarto vangelo il materiale trovato in Giovanni 18:1-19:42 e’ spesso associato alla Passione.

Cos’e’ la Sacra Sindone di Torino?

sabato, luglio 19th, 2008

La domanda pressante per quelli che liquidano la sacra sindone di Torino dicendo che e’ un falso e per quelli che invece ne professano l’autenticità‘ e’ quali elementi della sua esistenza possono essere provati ragionevolmente. Sebbene sia sorprendente per alcuni, il fatto e’che si puo’provare molto poco.

La sindone di Torino  e’, si suppone, il sudario di Gesu’ di Nazaret . Il tessuto misura quattordici piedi in lunghezza e tre piedi e mezzo di larghezza. Recentemente un gruppo di studiosi, l’ha riesaminata, usando i metodi piu’ moderni, e ha scoperto che una datazione precedente al carbonio 14, che collocava la data della sindone all’inizio del medioevo, aveva testato solo una parte del tessuto che era stata un’aggiunta e puo’ darsi che abbia sorvolato il fatto che le fibre datano veramente attorno il I secolo. In certe condizioni di luce, il sudario pare che mostri l’impressione di un viso di un uomo adulto. Gli esami di medicina legale sulla sindone suggeriscono inoltre che una volta aveva coperto il corpo di un uomo  che era stato battuto brutalmente al capo, al viso e sulla schiena e aveva avuto delle ferrite aperte in un fianco.  Alcuni credono di poter scoprire anche segni di ferite sulle mani. Malgrado precedenti asserzioni che la sindone era un tarda frode, pia o malevola che fosse, gli esami seguenti hanno mostrato anche che essa non era stata dipinta. L’immagine preservata sul sudario era il risultato di una reazione chimica fra il tessuto e i fluidi corporei dell’uomo avvolto in esso.

La sindone e’ certamente il sudario di un uomo che era stato battuto crudelmente prima della morte, forse persino morte per crocifissione. Quello e’ il solo fatto verificabile in merito al sudario.

La sindone puo’ essere probabilmente quella di Edessa – dove le leggende pongono l’inizio della cristianità al I secolo sotto Abgar V. La sindone di Edessa era stata trovata sotto una pila di rocce o incastonata in un muro di cemento nel  544 A.D.  La sindone fu portata a Constantinopoli nell’ agosto 944 e poi susseguentemente portata in Europa dopo il sacco di Constantinopoli nel 1204-7. Dopo lo spostamento della sindone da Edessa, dozzine di individui riferirono di averla vista, tramandandone l’eredita’. Alla fine, La sindone fu posta nella cattedrale di Torino,  Italia, per tenerla al sicuro.

Molte storie di fantasia sono state unite insieme per raccontare dove sia sorta la sindone e come sia arrivata a Edessa. Le vaste lacune nel documentarne gli spostamenti e le leggende che sono cresciute in merito ad essa hanno creato enorme scetticismo fra gli studiosi protestanti. Essi hanno attaccato la sua autenticità da molte angolazioni, inclusa l’impossibilita’ di trovarne le origini, l’originale datazione al carbonio-14, le pratiche funebri romane ed ebraiche che sembrano differire da come sia stato usato il sudario, e il semplice fatto che nessuno sapeva niente di esso fino al sedicesimo secolo. D’altra parte , I difensori della sindone  hanno indicato il fatto che sia probabilmente stata usata per coprire il corpo di un uomo crocifisso, che leggende della sua esistenza abbondano-tutte per preservarne la tradizione, e che frammenti di pietra del sepolcro siano state trovate anche nella regione di Gerusalemme (travertino aragonite). Sfortunatamente a meno che non sorgano altre informazioni, la sua autenticità non puo’ essere ne’ provata, ne’  confutata.

Reflections of Christ

lunedì, giugno 30th, 2008

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Courtesy of Mark Mabry