Archive for the ‘Dottrine mormoni e Credi’ Category

A proposito di Dio: Egli è Amore

sabato, febbraio 4th, 2012

Gli uragani infuriano e gli tsunami creano inondazioni, uccidendo persone e distruggendo case. I dittatori opprimono i loro popoli, i bambini indigenti mendicano nelle strade delle principali città di tutto il mondo. I nostri cari muoiono, e i membri della famiglia soffrono. Se Dio è amore, possiamo chiedere, perché esiste la sofferenza nel mondo?
Dio stesso ha risposto a queste domande nelle Scritture. Ogni momento di ogni giorno, Egli ci ricorda:
Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere?
Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te. Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani;
le tue mura mi stanno sempre davanti agli occhi…. (Isaia 49 :15-16)
Ma la domanda rimane: se Egli ci ricorda e ci ama in modo così completo, perché ci permette di soffrire?

Dio ci ama, così Egli ci ha mandato sulla terra per scegliere tra il bene e il male

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiamata dai media “la chiesa mormone”), insegna che Dio ha un piano per noi. Nella Perla di Gran Prezzo, che contiene antichi scritti di Abramo e di Mosè e  delle rivelazioni moderne, Dio spiega che noi siamo la Sua opera e la sua gloria:
Poiché ecco, questa è la mia opera e la mia gloria: fare avverare l’immortalità e la vita eterna dell’uomo. (La Perla di Gran Prezzo, Mosè 1:39)

La vita mortale non è l’inizio della nostra esistenza, e non è la fine. Come figli letterali di spirito di Dio, nostro Padre celeste, vivevamo con lui prima di venire sulla terra. Siamo qui a causa del suo piano amorevole che ci permette di imparare, crescere e diventare più simili a Lui, in modo che possiamo avere la vita eterna, e sperimentare la pienezza della gioia che Egli prova. Per essere come Lui, abbiamo bisogno di corpi fisici come il Suo, e della possibilità di scegliere tra il bene e il male. Dio ci ama così tanto che permette ai processi naturali del mondo di andare avanti in modo che possiamo sperimentare pienamente la vita mortale e il dono supremo della vita eterna. Egli ama ciascuno dei suoi figli, anche quelli che scelgono il male e fanno soffrire gli altri. Poiché Egli ci ama così tanto, ci permette di soffrire per mano di altri, in modo che ognuno di noi possa provare pienamente le conseguenze di aver scelto il bene o il male. Siccome Egli ama tantissimo ciascuno dei suoi figli, consente a tutti di scegliere il bene o il male, di prendere decisioni reali con conseguenze reali.

In questo ambiente, ci viene chiesto di agire da noi e dimostrare a noi stessi e a Dio se vogliamo tenere tutti i Suoi comandamenti e vincere il peccato e l’opposizione … il desiderio del Padre è di fornire a tutti noi l’opportunità di ricevere una pienezza di gioia, anche la pienezza che Egli possiede nel suo stato perfetto e glorificato. (Christoffel Golden Jr., Piano Padre Nostro, ottobre 2001 Conferenza Generale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni)
Scegliendo di vincere il male e l’opposizione, la nostra natura può alla fine diventare come la Sua, e ci permetterà di sentire come Egli sente e vivere come Egli vive.

Dio ci ama, così ha mandato Gesù Cristo ad espiare per noi

Siccome Dio ci ama abbastanza da lasciarci scegliere, le scelte che fanno le altre persone spesso ci causano dolore e sofferenza. Dio mandò Suo Figlio, Gesù Cristo, per darci un modo per vincere la sofferenza che gli altri possono crearci, così come la sofferenza che ci creiamo da soli con il peccato.
L’espiazione di Gesù Cristo, mitiga gli effetti del peccato e della sofferenza nella nostra vita, se impariamo a scegliere il bene, pentendoci dei nostri peccati e osservando i Suoi comandamenti. Il dono del Salvatore è la più grande prova di tutto l’amore di Dio per noi:
“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

Gesù, il Figlio Unigenito del Padre nella carne, prese volontariamente su di Lui la sofferenza di tutti gli uomini, a causa del suo grande amore per noi. Il nostro Salvatore, che non aveva commesso nessun peccato, soffrì in un modo che non ci è possibile comprendere e morì per i nostri peccati. Nel Nuovo Testamento e in Dottrina e Alleanze, un libro di rivelazioni ricevute dai profeti moderni, Cristo descrive il suo amore e le Sue sofferenze. Nessun amore più grande avrebbe mai potuto essere dimostrato (cfr. Giovanni 15:13 e Dottrina e Alleanze 18:10-13).
Le sofferenze di Gesù Cristo nel Getsemani e sulla croce, pagarono il prezzo per i nostri peccati, a condizione del pentimento; La sua risurrezione dai morti ruppe i legami della morte e della sofferenza fisica per tutti gli uomini. L’espiazione ci protegge dall’essere distrutti dalle lotte della nostra vita. A causa del sacrificio del nostro Salvatore, i nostri pesi possono essere sollevati dalle nostre spalle mentre viviamo e noi possiamo tornare a Dio, e vivere con Lui in eterno.

Possiamo provare l’amore di Dio qui sulla terra

Tramite la nostra fede in Gesù Cristo, possiamo sentire il grande amore che Dio ha per noi qui sulla terra. Molti cristiani nel corso della storia possono testimoniare la gioia e la guarigione che hanno sentito di dentro, mentre provavano l’amore di Dio. Il Libro di Mormon, un altro testamento di Gesù Cristo, è la traduzione moderna di alcuni resoconti che parlano dei rapporti di Dio con un antico popolo delle Americhe. Una storia in esso contenuta è la storia di Alma il più giovane, che era figlio di un profeta di un popolo antico. Alma aveva causato grande dolore a suo padre e agli altri andando in giro, per cercare di distruggere la fede dei cristiani che vivevano durante il suo tempo. Un giorno, mentre era in viaggio con i suoi compagni, ebbe una visione simile a quella di Paolo: un angelo gli comandò di cessare la sua opera di distruzione.

Improvvisamente si rese conto del danno terribile che aveva fatto al suo popolo, e cadde a terra, incapace di muoversi, consumato dalla disperazione. Per tre giorni fu devastato dal tormento al pensiero dei suoi peccati. Ma dopo tre giorni, ricordò le cose gli erano state insegnate sull’ l’espiazione di Cristo. Allora invocò Gesù Cristo e chiese il suo aiuto e il suo perdono:

Ora, mentre la mia mente si soffermava su questo pensiero, gridai nel mio cuore: O Gesù, tu, Figlio di Dio, abbi misericordia di me che sono nel fiele dell’amarezza e sono circondato dalle catene eterne della morte.
Ed ora, ecco, quando pensai questo, non potei più ricordare le mie pene; sì, non fui più straziato dal ricordo dei miei peccati.
Ed, oh! quale ìgioia e quale luce meravigliosa vidi; sì, la mia anima fu riempita da una gioia tanto grande quanto era stata la mia pena!
Sì, io ti dico, figlio mio, che non può esservi nulla di così intenso e così amaro quanto lo furono le mie pene. E ti dico di nuovo, figlio mio, che d’altra parte non può esservi nulla di così intenso e dolce quanto lo fu la mia gioia.
Sì, mi parve di vedere, proprio come vide nostro padre Lehi, Dio seduto sul suo trono, circondato da innumerevoli schiere di angeli, nell’atteggiamento di cantare e di lodare il loro Dio; sì, e la mia anima anelava ad essere là.
Ma ecco, le mie membra riebbero la loro forza, e io mi alzai in piedi, e resi manifesto al popolo che ero nato da Dio. (Libro di Mormon, un altro testamento di Gesù Cristo, Alma 36:18-23)

Quando siamo sopraffatti dal peccato o dalla disperazione, anche noi possiamo invocare il nostro affettuoso Padre celeste e chiedergli aiuto. Attraverso l’espiazione di Gesù Cristo, possiamo sentire il suo grande amore ed essere guariti. Altri profeti  del Libro di Mormon descrissero un Albero della Vita, il cui frutto rappresentava l’amore di Dio. Essi descrivevano l’amore di Dio che riempiva la loro anima di gran gioia (1 Nefi 8:12), ed essendo “più prezioso, dolce sopra tutto quel che è dolce …puro sopra tutto ciò che è puro» (Alma 32:42) in modo che dimorando su di esso, non avrebbero avuto più né fame né sete.

Possiamo sentire l’amore di Dio, riconoscendo le sue tenere misericordie

Si è spesso detto che la chiave della felicità è la gratitudine. Riconoscendo i piccoli modi con cui Dio interviene ogni giorno nella nostra vita, possiamo arrivare a capire che Egli veglia su di noi costantemente con preoccupazione amorevole. L’anziano David Bednar, apostolo della Chiesa di Gesù Cristo, li chiama le  “benedizioni molto personali e individualizzate” che riceviamo dal Signore ogni giorno “tenere misericordie.” Alcune di queste benedizioni sono “forza, protezione, rassicurazione, guida, amorevole gentilezza, consolazione, sostegno e doni spirituali che riceviamo da Dio e attraverso il Signore Gesù Cristo. “Dio conosce ciascuno di noi, e ci dà proprio quello di cui abbiamo bisogno, mentre passa il tempo, così che possiamo crescere per essere più simili a lui. La sua cura quotidiana è una testimonianza quotidiana del suo grande amore per noi. Mentre lo invochiamo ne i nostri problemi, saremo riempiti del suo amore. Il Signore nostro Dio non esita e non dorme, e veglia sempre su di noi. Siamo scolpiti sulle palme delle sue mani.

Joseph Smith: Uno strumento di Gesù Cristo

mercoledì, gennaio 4th, 2012

di Eric Kotter, un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (“Mormoni”). Eric studia comunicazione alla BYU- Idaho.

Avete mai avuto un fortissimo desiderio di voler sapere qualcosa? Può essere simile al voler cercare di risolvere un determinato problema di matematica, o potrebbe essere qualcosa di più grande, come la ricerca di comprensione nel cercare di dare un senso alla vita. Questo è lo stesso modo in cui si sentì un giovane ragazzo di 14 anni. Un adolescente, un ragazzo di nome Joseph Smith, si preoccupava per la religione e per la salvezza. Voleva conoscere e comprendere le cose che Dio voleva che lui facesse per poter tornare a Lui.

Durante il 1820, Joseph Smith iniziò a partecipare ad alcuni degli agitamenti religiosi che stavano avendo luogo nel periodo in cui viveva a Palmyra, New York. Usando le sue stesse parole dalla Storia di Joseph Smith, lui stesso dice:

” Durante questo periodo di grande agitazione, la mia mente fu stimolata a serie riflessioni e ad una grande inquietudine; ma, sebbene i miei sentimenti fossero profondi, e spesso pungenti, mi tenni tuttavia in disparte da tutti questi gruppi, sebbene partecipassi alle loro numerose riunioni ogni volta che l’occasione lo permetteva; coll’andar del tempo, la mia mente si fece alquanto favorevole verso la setta Metodista, e sentii un certo desiderio di unirmi a loro; ma così grandi erano la confusione e i conflitti fra le diverse confessioni, che era impossibile per una persona giovane come ero io, e così inesperta di uomini e di cose, giungere ad una qualche sicura conclusione su chi avesse ragione e chi avesse torto.” (Storia di Joseph Smith,1:8).

Joseph Smith voleva sapere la verità. Voleva capire cosa fosse giusto, buono e vero. Si interessò a tanti gruppi religiosi diversi, cercando di studiare e capire quale fosse la cosa giusta da fare. Durante la sua ricerca, stava leggendo nell’Epistola di Giacomo, nella versione della Bibbia tradotta da Re Giacomo, e e si imbatté in un versetto. Giacomo 1:5 “E se qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data.” Joseph Smith disse:” Giammai alcun passo delle scritture venne con più potenza nel cuore di un uomo di quanto questo fece allora nel mio. Sembrava entrare con grande forza in ogni sentimento del mio cuore.” (Joseph Smith 1:12). (continua…)

Diventando Dio

giovedì, novembre 10th, 2011

Di Elisa T, membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni) e studentessa della Brigham Young University (BYU).

Come membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni) apprezzo le cose che ho imparato leggendo il primo capitolo del Libro di Mosè, un libro di moderne rivelazioni che fa parte di un volume conosciuto come La Perla di Gran Prezzo. Nelle conversazioni tra Dio e Mosè lui impara quattro chiavi principali riguardo alla sua relazione con Dio che mi rafforza personalmente e mi aiuta a capire meglio la mia relazione con Dio.

Il Signore inizia la conversazione dicendo a Mosè della Sua natura infinita. Il Signore si definisce senza fine. Tramite questo dialogo Mosè impara la stabilità che può trovare  solamente nella sua relazione con il Signore. Questa realizzazione è estremamente confortante per noi che siamo nella mortalità. Le nostre vite sembrano in continuo movimento. Il cambiamento è semplicemente inevitabile, ma mentre coltiviamo una relazione con la fiducia in Dio, portiamo nelle nostre vite l’unica cosa che siamo sicuri potrà essere costante.

Nel verso quattro il Signore definisce la Sua relazione con Mosè: “Ed Ecco, tu sei mio figlio”. Amo come il Signore parla direttamente e come non ci possono essere errori. Mosè è Suo figlio. Questa conoscenza diventa uno strumento potente per Mosè più tardi quando si deve confrontare con l’avversario. Nel verso tredici Mosè mette in dubbio il potere dell’avversario, domandando “Chi sei tu? Poiché ecco, io sono un figlio di Dio.” (continua…)

La speranza nell’espiazione di Gesù Cristo: la fede mormone

domenica, ottobre 9th, 2011

L’espiazione di Gesù Cristo è l’esempio estremo di amore che il nostro Salvatore e il nostro Padre Celeste hanno per ciascuno di noi. Tutti gli altri principi insegnati attraverso il Vangelo, servono ad aiutarci a diventare più simile a Cristo e ad orientare la nostra vita nel servizio agli altri. Nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, (a volte involontariamente chiamata dai media “Chiesa mormone”), noi crediamo nel vangelo di Gesù Cristo restaurato nella sua pienezza, in questo nostro tempo, e nella Sua espiazione, come dottrina centrale e principio dominante della nostra fede.

Per i mormoni, l’espiazione di Gesù Cristo ha l’influenza più importante nella nostra vita, a causa della speranza che essa dà. La speranza è un’emozione che porta uno scopo alla nostra vita quotidiana. La speranza può ispirare sogni e ci aiuta a realizzarli. Tuttavia, avere la speranza non assicura il successo. Simile alla fede, la speranza richiede un intervento da parte nostra. La speranza può anche avere una grande influenza calmante, nella nostra vita, e ci aiuta a sentire che le cose funzionano bene.

L’espiazione del Signore è stata portata a compimento, per aiutarci a superare le nostre lotte individuali, non per toglierle del tutto. Invece, i nostri oneri diventano più leggeri e più sopportabili, tali da essere superato con i nostri limiti personali. Come membri della Chiesa di Gesù Cristo (mormoni), non ci aspettiamo che a causa della nostra fede, le nostre vite saranno libere dal dolore e dalle prove pratiche. Tuttavia, siamo consapevoli che sopportarle bene, contribuirà a costruire il nostro carattere, costruire la nostra fede e la nostra comprensione dell’amore del Signore e della Sua misericordia, per ognuno di noi. Non importa quali prove si possano incontrare in questa vita: esse ci vengono date come opportunità per rafforzare la nostra fede in Gesù Cristo e ci aiutano a crescere più vicini a Lui. A volte potremmo non essere in grado di vedere, perché facciamo delle cose di cui abbiamo già fatto esperienza, ma dovremmo avere la speranza di poter crescere, grazie ad esse. (continua…)

Fede di Gesù Cristo

sabato, maggio 14th, 2011

La fede è “la speranza per le cose che non si vedono, che sono vere.” Gesù Cristo ha vissuto una vita guidata dalla fede forte e incoraggia tutti noi a fare lo stesso.

I mormoni credono nel quarto articolo di fede, che dice che “i primi principi e le ordinanze del vangelo sono: primo, la fede nel Signore Gesù Cristo, secondo: il pentimento, terzo: il battesimo per immersione per la remissione dei peccati, quarto: l’imposizione delle mani per il dono della dello Spirito Santo”. La fede in Gesù Cristo è una dottrina centrale della chiesa mormone.

Gesù Cristo era un servitore fedele del suo Padre celeste. Ha sofferto per i peccati del mondo, perché il padre lo aveva chiesto. Voleva sopportare un dolore del genere? No, lo ha fatto perché suo padre lo aveva chiesto. Sapeva che la sua crocifissione era una parte essenziale del piano di suo padre, così andò avanti, con fede.

Gesù ha mostrato fede, in tutto quello che faceva sulla terra. Ha mostrato la fede nel Padre celeste, osservando i comandamenti e gli insegnamenti di suo Padre, e ha incoraggiato gli altri a fare lo stesso. Gesù Cristo insegnò ai suoi discepoli a seguire i dirigenti e gli apostoli, con fede. Gesù aveva fiducia negli altri. Ha sempre scelto di vedere il buono nelle persone.

Gesù Cristo non soltanto incoraggiava i suoi discepoli ad avere fede in Dio, ma incoraggiava la gente a vivere secondo la propria fede o ad agire in base ad essa. Nel Libro di Mormon leggiamo che “la fede senza le opere è morta”. La fede non è vera, a meno che non spinga una persona ad agire. Gesù Cristo ha avuto una fede forte e l’ha utilizzata per servire gli altri. Il suo ministero terreno è stato dedicato alla guarigione dei malati e al conforto degli affaticati. Gesù ha usato la sua fede, per soffrire al limite della sua capacità di sopportare il dolore, in modo che potessimo essere salvati. (continua…)

Carità di Gesù Cristo

sabato, maggio 14th, 2011

Gesù Cristo è stato l’ultimo esempio di carità. Una persona caritatevole sa perdonare, comprendere, è orientata verso gli altri, è umile, sempre pronta ad aiutare e guarda sempre le persone in modo tollerante e favorevole. Cristo ha mostrato tutte queste caratteristiche alle persone che ha servito e aiutato. Gesù Cristo ha dimostrato costantemente la carità e incoraggiato i suoi seguaci a fare lo stesso. Tuttavia, i suoi più grandi atti di carità, sono stati la sua sofferenza nel Getsemani e il sacrificio della sua vita sulla croce, attraverso i quali tutti noi abbiamo la possibilità di avere la vita eterna e vivere di nuovo con il Padre celeste.

Il ministero terreno di Gesù è stato pieno di esempi di carità. Nel Nuovo Testamento, leggiamo la storia della donna che ha commesso adulterio. I suoi coetanei volevano lapidarla. La legge diceva che l’adulterio era punibile con la morte. Gesù Cristo ha condannato la comunità, ha perdonato la donna e le ha detto di non peccare più. Cristo ha insegnato che è il ruolo di Dio, giudicare, non dell’uomo. Gesù capisce che gli errori sono necessari, per il progresso degli uomini e delle donne. Ha empatia per tutti. Durante il suo ministero terreno, Gesù ha dato la benedizione ai malati, di sabato. Anche se era il suo giorno di riposo, ha trovato la gioia nel servire gli altri e nel guarirli. Egli ha anche posto la legge della carità e dell’amore al di sopra della legge del sabato.

Gesù Cristo disse ai suoi discepoli di amarsi l’un l’altro. Ci ha insegnato ad essere caritatevoli ed altruisti. Faceva amicizia con gli emarginati, cenava con i peccatori e dedicava il suo tempo al progresso degli altri. Attraverso il Suo esempio, possiamo trovare le qualità che dovremmo desiderare di emulare.

Gesù insegnò ai suoi discepoli, ad essere umili, compresi quelli che ricoprivano posizioni di autorità e di leadership. Ad esempio, i capi religiosi del suo tempo si preoccupavano di acquisire ricchezze e di indossare abbigliamento appariscente. Gesù li rimproverò, in Matteo 15:6-9, dicendo: ‘Queste persone che si avvicinano a me con la bocca, e mi onorano con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me. E invano rendono il culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini’. Gesù ha insegnato che non dobbiamo seguire le lusinghe della mondanità, ma le leggi di Dio. Ha insegnato che non c’è spazio per l’ipocrisia, nel regno di Dio. Le nostre convinzioni devono essere in linea con le nostre azioni. I membri della chiesa mormone si sforzano di vivere questo principio ogni giorno.

Cristo avrebbe potuto essere arrogante o orgoglioso, perché era onnipotente. Invece, ha trovato il modo di essere caritatevole. Gesù Cristo ci ha insegnato ad amare tutti, anche coloro che sono difficili da amare. Ci sono stati molti, durante la sua vita, che lo odiavano e volevano distruggere lui e la sua missione. Eppure egli mostrava ancora carità, per coloro che lo disprezzavano. La vera carità è amare incondizionatamente. Egli era impegnato a elevare gli altri, anche quelli che erano stati dimenticati o abbandonati. I mormoni si sforzano di seguire il suo esempio di carità e di servizio. Il suo esempio ha ispirato molte organizzazioni di servizio, all’interno della Chiesa mormone, e ha ispirato persone in tutto il mondo a servirsi l’un l’altro.

La vita di Cristo è l’esempio lampante di carità. Attraverso il Suo esempio, possiamo imparare a trovare la felicità e come arricchire la vita degli altri. Cristo ci mostra che se mettiamo gli altri al primo posto, possiamo trovare la vera gioia. In verità, la definizione della carità è “il puro amore di Cristo”. La carità è in realtà uno dei doni spirituali, e, come tale, può essere acquisito come un dono di Cristo. Esso va cercato con la preghiera e con la diligenza:

Pertanto, miei diletti fratelli, se non avete carità non siete nulla, la carità non viene mai meno. Pertanto attenetevi alla carità, che è il più grande di tutti i doni, poiché tutte le cose cadranno… Ma la carità è il puro amore di Cristo, e sussiste in eterno; e per colui che sarà trovato pervaso di essa, all’ultimo giorno, tutto andrà bene (Moroni 7:46-47).

Insegnamenti di Gesù Cristo

giovedì, maggio 12th, 2011

Espiazione – Attraverso l’espiazione di Gesù Cristo e le nostre opere buone, possiamo essere salvati e tornare a vivere con il nostro Padre celeste.

Battesimo – “Era necessario per adempiere ogni giustizia”, leggiamo in Matteo 3:15, che Gesù Cristo, che era un uomo perfetto. fosse battezzato, per creare un precedente per i suoi seguaci.

CaritàGesù Cristo è l’esempio lampante di colui che ha vissuto una vita di carità. Una persona caritatevole sa perdonare, comprendere, è orientata al servizio, umile, sempre pronta ad aiutare e guarda sempre le persone in modo tollerante e favorevole.

Fede – La fede è “Speranza per le cose che non si vedono, che sono vere”. Gesù Cristo ha vissuto una vita guidata da una forte fede e ci incoraggia a fare lo stesso.

Digiuno – Gesù Cristo ci ha insegnato l’importanza del digiuno, durante il Suo ministero terreno. Egli ci ha insegnato che attraverso il digiuno, si può sentire molto forte lo spirito ed esso rafforza il nostro rapporto con Dio..

Perdono – Uno dei motivi principali per cui Gesù Cristo ha vissuto una vita in modo così leggero e gioioso è a causa della sua capacità di perdonare.

Divinità – La divinità è composta da Dio Padre, Suo Figlio, Gesù Cristo, e lo Spirito Santo. I mormoni credono che questi tre esseri, siano nettamente separati, come persone, ma condividano uno scopo comune.

Spirito Santo – Lo Spirito Santo ci aiuta a prendere decisioni sagge e agisce come un compagno, per tutti quelli che sono battezzati nel nome di Gesù.

Piano di Salvezza – Attraverso Gesù Cristo, il piano del Padre celeste per la nostra felicità può essere realizzato.

Preghiera – La preghiera è un dono che è destinato a rafforzare il nostro rapporto sia con il Padre Celeste, che con Gesù Cristo. Secondo il credo mormone, una preghiera si dice al Padre, in nome di suo figlio, Gesù Cristo.

Sacrificio – Nessun altro individuo ha mai dimostrato maggiore sacrificio di Gesù Cristo, attraverso l’espiazione.

Servizio – Gesù passava il suo tempo sulla terra, servendo i suoi simili. Il Nuovo Testamento è pieno di racconti che dimostrano il suo impegno, al servizio degli altri.

I doni spirituali – A tutti sono stati dati dei doni spirituali unici e divini, al fine di fare il lavoro del Signore qui sulla terra.

L’ingrediente segreto per una preghiera di successo

venerdì, aprile 15th, 2011


Durante i 7 anni in cui scrivo nei blog, ho sentito molte lamentele riguardo al fallimento della preghiera nella ricerca di una guida da Dio. Delle persone ci hanno provato e per loro non ha funzionato: non hanno ricevuto una risposta, nessuna rivelazione personale, nessun magico “ardore nel petto” o esperienza spirituale o maestosa manifestazione. Semplicemente nulla.

Penso che molti di coloro che hanno abbandonato la preghiera abbiano lasciato fuori l’ingrediente segreto, o gli ingredienti segreti, che può rendere più probabile il portare ad una rivelazione. Desidero suggerire un modo migliore per pregare a coloro che sono frustrati per questo. Per ottenere migliori risultati, aggiungete lo studio delle scritture, specialmente subito dopo aver pregato, e aggiungete un po’ di tempo per meditare e riflettere su ciò che avete letto.

Spesso mi piace studiare le scritture a caso – semplicemente, aprite la Bibbia o il Libro di Mormon e leggete per un po’, poi saltate a qualche altra parte se lo desiderate. Qualche volta lo studio metodico di un argomento aiuta, usando la Guida alle Scritture SUG o altre risorse, e a volte aiuterà la lettura ordinata attraverso un piano di lettura. Ma penso davvero che coloro che desiderano ottenere rivelazione da Dio, per essere guidati nel loro pensiero e nelle decisioni, abbiano bisogno di consultare ciò che Dio ci ha dato come strumenti per la saggezza e la crescita. Mentre applichiamo quegli strumenti alla nostra situazione personale, pregando per cercare l’aiuto di Dio, le scritture potranno prendere vita e potremo avere esperienze spirituali reali.

Al tempo del Signore: trovare la mia Fede

mercoledì, febbraio 16th, 2011

In Geremia 29:11-13 leggiamo queste parole:
“Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE: “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi m’invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore”

Il 10 marzo, appena pochi giorni da oggi, celebrerò undici anni come membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. In realtà iniziai a studiare la Chiesa alla fine del 1980. Avevo visto diversi spot televisivi sulla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, e ognuno normalmente finiva dicendo come si poteva ottenere una copia gratuita del libro di Mormon.

Ho sempre avuto amore per i libri e stavo sempre all’erta per ogni nuovo libro interessante che avrei potuto di aggiungere alla mia piccola biblioteca. Non avendo conoscenza della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, e non avendo mai visto una copia del Libro di Mormon o sentito parlare di esso, pensai che questo poteva essere un’aggiunta interessante alla mia biblioteca, e inoltre era al giusto prezzo – gratis! Quello che ho scoperto in seguito è che la pubblicità ometteva di menzionare un piccolo particolare. Nulla di ciò che posso ricordare è stato mai menzionato. Il fatto che due giovani, in bicicletta, vestiti in giacca e cravatta venissero personalmente a consegnare il Libro di Mormon. Seppi poi che questi giovani erano missionari per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. (continua…)

Perdonare attraverso la grazia del Salvatore

mercoledì, febbraio 16th, 2011

da Kristin
Non ricordo mia mamma. A volte sento l’odore dello Chanel n ° 5 e il mio cervello mi riporta indietro, e posso vedere le ombre sfocate di persone che conoscevo allora, ma non riesco proprio a trovare il suo viso. So che faceva i ghiaccioli col succo di frutta, mettendoli nei vassoi per il ghiaccio con gli stuzzicandenti per tirarli fuori.

Ricordo anche le lenzuola veramente brutte che deve aver comprato per il mio letto, (erano così negli anni settanta…). Ricordo con chiarezza cristallina il giorno in cui il mio dolce zio Fred si fermò all’ improvviso davanti alla casa dei miei nonni e mi disse qualcosa di amichevole, prima di entrare. Stavo mangiando una carota. Pochi minuti dopo mi chiamarono dentro, ed egli mi disse che la mamma era morta. Era morta in un incidente stradale mentre stava per venire a prendere me e mia sorella.

Avevo solo quattro anni, ma capii subito che dovevamo pregare. Non so per cosa pregammo, come se ci fosse qualcosa che poteva aiutarci, ma gli adulti si inginocchiarono a pregare con me. Non so come capii che era il momento di pregare. Deve avermelo insegnato la mamma.

Grazie al cielo c’era la nonna. L’ amavo così tanto. Lo so perché lei mi amava ferocemente. Riesco a sentire il suo amore ancora oggi, lo sentivo ieri, lo sento quando voglio, e lei è lì. Mi fece da madre dopo che la mamma era morta, perché papà proprio non poteva farlo. Era così triste, tutto quello che poteva fare era bere.

Pregai molto la sera che venne mio padre e mi portò via dalla nonna. Lei era in ospedale, e non sapeva che lui fosse venuto. Non ci avrebbe mai lasciate andare, se l’avesse saputo. Lei ci avrebbe prese e nascoste come aveva fatto molte volte. Pregai in macchina, mentre piangevo. Ecco quando iniziai a chiedermi se qualcuno stava ascoltando. (continua…)