Archive for the ‘Espiazione’ Category

A proposito di Dio: Egli è Amore

sabato, febbraio 4th, 2012

Gli uragani infuriano e gli tsunami creano inondazioni, uccidendo persone e distruggendo case. I dittatori opprimono i loro popoli, i bambini indigenti mendicano nelle strade delle principali città di tutto il mondo. I nostri cari muoiono, e i membri della famiglia soffrono. Se Dio è amore, possiamo chiedere, perché esiste la sofferenza nel mondo?
Dio stesso ha risposto a queste domande nelle Scritture. Ogni momento di ogni giorno, Egli ci ricorda:
Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere?
Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te. Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani;
le tue mura mi stanno sempre davanti agli occhi…. (Isaia 49 :15-16)
Ma la domanda rimane: se Egli ci ricorda e ci ama in modo così completo, perché ci permette di soffrire?

Dio ci ama, così Egli ci ha mandato sulla terra per scegliere tra il bene e il male

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiamata dai media “la chiesa mormone”), insegna che Dio ha un piano per noi. Nella Perla di Gran Prezzo, che contiene antichi scritti di Abramo e di Mosè e  delle rivelazioni moderne, Dio spiega che noi siamo la Sua opera e la sua gloria:
Poiché ecco, questa è la mia opera e la mia gloria: fare avverare l’immortalità e la vita eterna dell’uomo. (La Perla di Gran Prezzo, Mosè 1:39)

La vita mortale non è l’inizio della nostra esistenza, e non è la fine. Come figli letterali di spirito di Dio, nostro Padre celeste, vivevamo con lui prima di venire sulla terra. Siamo qui a causa del suo piano amorevole che ci permette di imparare, crescere e diventare più simili a Lui, in modo che possiamo avere la vita eterna, e sperimentare la pienezza della gioia che Egli prova. Per essere come Lui, abbiamo bisogno di corpi fisici come il Suo, e della possibilità di scegliere tra il bene e il male. Dio ci ama così tanto che permette ai processi naturali del mondo di andare avanti in modo che possiamo sperimentare pienamente la vita mortale e il dono supremo della vita eterna. Egli ama ciascuno dei suoi figli, anche quelli che scelgono il male e fanno soffrire gli altri. Poiché Egli ci ama così tanto, ci permette di soffrire per mano di altri, in modo che ognuno di noi possa provare pienamente le conseguenze di aver scelto il bene o il male. Siccome Egli ama tantissimo ciascuno dei suoi figli, consente a tutti di scegliere il bene o il male, di prendere decisioni reali con conseguenze reali.

In questo ambiente, ci viene chiesto di agire da noi e dimostrare a noi stessi e a Dio se vogliamo tenere tutti i Suoi comandamenti e vincere il peccato e l’opposizione … il desiderio del Padre è di fornire a tutti noi l’opportunità di ricevere una pienezza di gioia, anche la pienezza che Egli possiede nel suo stato perfetto e glorificato. (Christoffel Golden Jr., Piano Padre Nostro, ottobre 2001 Conferenza Generale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni)
Scegliendo di vincere il male e l’opposizione, la nostra natura può alla fine diventare come la Sua, e ci permetterà di sentire come Egli sente e vivere come Egli vive.

Dio ci ama, così ha mandato Gesù Cristo ad espiare per noi

Siccome Dio ci ama abbastanza da lasciarci scegliere, le scelte che fanno le altre persone spesso ci causano dolore e sofferenza. Dio mandò Suo Figlio, Gesù Cristo, per darci un modo per vincere la sofferenza che gli altri possono crearci, così come la sofferenza che ci creiamo da soli con il peccato.
L’espiazione di Gesù Cristo, mitiga gli effetti del peccato e della sofferenza nella nostra vita, se impariamo a scegliere il bene, pentendoci dei nostri peccati e osservando i Suoi comandamenti. Il dono del Salvatore è la più grande prova di tutto l’amore di Dio per noi:
“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

Gesù, il Figlio Unigenito del Padre nella carne, prese volontariamente su di Lui la sofferenza di tutti gli uomini, a causa del suo grande amore per noi. Il nostro Salvatore, che non aveva commesso nessun peccato, soffrì in un modo che non ci è possibile comprendere e morì per i nostri peccati. Nel Nuovo Testamento e in Dottrina e Alleanze, un libro di rivelazioni ricevute dai profeti moderni, Cristo descrive il suo amore e le Sue sofferenze. Nessun amore più grande avrebbe mai potuto essere dimostrato (cfr. Giovanni 15:13 e Dottrina e Alleanze 18:10-13).
Le sofferenze di Gesù Cristo nel Getsemani e sulla croce, pagarono il prezzo per i nostri peccati, a condizione del pentimento; La sua risurrezione dai morti ruppe i legami della morte e della sofferenza fisica per tutti gli uomini. L’espiazione ci protegge dall’essere distrutti dalle lotte della nostra vita. A causa del sacrificio del nostro Salvatore, i nostri pesi possono essere sollevati dalle nostre spalle mentre viviamo e noi possiamo tornare a Dio, e vivere con Lui in eterno.

Possiamo provare l’amore di Dio qui sulla terra

Tramite la nostra fede in Gesù Cristo, possiamo sentire il grande amore che Dio ha per noi qui sulla terra. Molti cristiani nel corso della storia possono testimoniare la gioia e la guarigione che hanno sentito di dentro, mentre provavano l’amore di Dio. Il Libro di Mormon, un altro testamento di Gesù Cristo, è la traduzione moderna di alcuni resoconti che parlano dei rapporti di Dio con un antico popolo delle Americhe. Una storia in esso contenuta è la storia di Alma il più giovane, che era figlio di un profeta di un popolo antico. Alma aveva causato grande dolore a suo padre e agli altri andando in giro, per cercare di distruggere la fede dei cristiani che vivevano durante il suo tempo. Un giorno, mentre era in viaggio con i suoi compagni, ebbe una visione simile a quella di Paolo: un angelo gli comandò di cessare la sua opera di distruzione.

Improvvisamente si rese conto del danno terribile che aveva fatto al suo popolo, e cadde a terra, incapace di muoversi, consumato dalla disperazione. Per tre giorni fu devastato dal tormento al pensiero dei suoi peccati. Ma dopo tre giorni, ricordò le cose gli erano state insegnate sull’ l’espiazione di Cristo. Allora invocò Gesù Cristo e chiese il suo aiuto e il suo perdono:

Ora, mentre la mia mente si soffermava su questo pensiero, gridai nel mio cuore: O Gesù, tu, Figlio di Dio, abbi misericordia di me che sono nel fiele dell’amarezza e sono circondato dalle catene eterne della morte.
Ed ora, ecco, quando pensai questo, non potei più ricordare le mie pene; sì, non fui più straziato dal ricordo dei miei peccati.
Ed, oh! quale ìgioia e quale luce meravigliosa vidi; sì, la mia anima fu riempita da una gioia tanto grande quanto era stata la mia pena!
Sì, io ti dico, figlio mio, che non può esservi nulla di così intenso e così amaro quanto lo furono le mie pene. E ti dico di nuovo, figlio mio, che d’altra parte non può esservi nulla di così intenso e dolce quanto lo fu la mia gioia.
Sì, mi parve di vedere, proprio come vide nostro padre Lehi, Dio seduto sul suo trono, circondato da innumerevoli schiere di angeli, nell’atteggiamento di cantare e di lodare il loro Dio; sì, e la mia anima anelava ad essere là.
Ma ecco, le mie membra riebbero la loro forza, e io mi alzai in piedi, e resi manifesto al popolo che ero nato da Dio. (Libro di Mormon, un altro testamento di Gesù Cristo, Alma 36:18-23)

Quando siamo sopraffatti dal peccato o dalla disperazione, anche noi possiamo invocare il nostro affettuoso Padre celeste e chiedergli aiuto. Attraverso l’espiazione di Gesù Cristo, possiamo sentire il suo grande amore ed essere guariti. Altri profeti  del Libro di Mormon descrissero un Albero della Vita, il cui frutto rappresentava l’amore di Dio. Essi descrivevano l’amore di Dio che riempiva la loro anima di gran gioia (1 Nefi 8:12), ed essendo “più prezioso, dolce sopra tutto quel che è dolce …puro sopra tutto ciò che è puro» (Alma 32:42) in modo che dimorando su di esso, non avrebbero avuto più né fame né sete.

Possiamo sentire l’amore di Dio, riconoscendo le sue tenere misericordie

Si è spesso detto che la chiave della felicità è la gratitudine. Riconoscendo i piccoli modi con cui Dio interviene ogni giorno nella nostra vita, possiamo arrivare a capire che Egli veglia su di noi costantemente con preoccupazione amorevole. L’anziano David Bednar, apostolo della Chiesa di Gesù Cristo, li chiama le  “benedizioni molto personali e individualizzate” che riceviamo dal Signore ogni giorno “tenere misericordie.” Alcune di queste benedizioni sono “forza, protezione, rassicurazione, guida, amorevole gentilezza, consolazione, sostegno e doni spirituali che riceviamo da Dio e attraverso il Signore Gesù Cristo. “Dio conosce ciascuno di noi, e ci dà proprio quello di cui abbiamo bisogno, mentre passa il tempo, così che possiamo crescere per essere più simili a lui. La sua cura quotidiana è una testimonianza quotidiana del suo grande amore per noi. Mentre lo invochiamo ne i nostri problemi, saremo riempiti del suo amore. Il Signore nostro Dio non esita e non dorme, e veglia sempre su di noi. Siamo scolpiti sulle palme delle sue mani.

Come l’amore del Signore, mi ha aiutato ad amare me stesso

lunedì, novembre 28th, 2011

Marcus è un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (inavvertitamente chiamata dagli amici di altre fedi: “Chiesa mormone”). Provato dalle avversità fin da piccolo, condivide ora la sua storia di guarigione. Marcus ha anche filmato uno spot televisivo nazionale e ha viaggiato in Sud America.

Ognuno ha delle sfide.
 Non importa di dove siamo, di quale religione siamo, quanti soldi abbiamo o il nostro status, nella società. Nulla in questo mondo può rendere una persona immune dalle difficoltà della vita.

Alcune delle più grandi sfide che ho affrontato nella mia vita, le ho avute in tenera età. A 12 anni, mi è stata diagnosticata una malattia ereditaria, che ha causato al mio corpo l’impossibilità di produrre, in quantità sufficiente, una sostanza chimica, chiamata serotonina. Il risultato di non avere abbastanza serotonina nel corpo, è la depressione. Mi è stata, poi, diagnosticata una grave ansia sociale e ho dovuto abbandonare la scuola. I miei genitori divorziarono, quando avevo 15 anni, e dall’età di 17 anni mia madre smise di parlare con me. Le sue ultime parole, per me, sono state: “Non voglio più avere nulla a che fare, con te”, prima che lei si allontanasse, senza dirmi dove stesse andando.

Nell’età compresa tra i 12 e i 18 anni, la mia vita era un disastro. Il nostro medico di famiglia disse che il divorzio dei miei genitori mi avrebbe distrutto e molti degli psichiatri che mi visitarono, rinunciarono a seguirmi. La maggior parte del tempo, volevo essere lasciato in pace e soggiornavo nella mia stanza. Mi sentivo come se fossi un peso per tutti gli altri ed ero poco piacevole, se ero in giro. Quando mia madre se ne andò, mi chiusi nella mia stanza per 3 giorni e piansi. Per quanto triste possa sembrare tutto questo, è stato durante questi momenti che il mio rapporto con Dio e la mia fede nell’espiazione di Gesù Cristo sono cresciuti e si sono rafforzati.

Ora, guardando indietro a quel periodo difficile della mia vita, mi rendo conto che non sono andato da Cristo Gesù, per chiedere aiuto. Era il Signore che è venuto ad aiutarmi. Come si dice nel libro di Giovanni, capitolo terzo, versetti 16 e 17:

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo, per giudicare il mondo, ma perché il mondo, per mezzo di Lui, si salvi”.

L’espiazione di Gesù Cristo non si applica solo alla salvezza della mia anima, l’espiazione vale anche per la mia vita in, ogni momento. Avevo bisogno allora, più che mai, che qualcuno mi salvasse e fu attraverso l’espiazione e l’amore del mio Salvatore, che la mia salvezza è arrivata. Nel momento in cui sembrava che il mondo fosse contro di me, ho sentito la conoscenza della verità: anche se il mondo intero mi avesse disprezzato, il Signore era venuto in questo mondo, con l’unico scopo di aiutarmi.

In qualche modo, attraverso la nebbia della mia depressione e nonostante l’inesperienza della mia giovinezza, mi sono sentito ispirato e rafforzato. Ho pregato Dio regolarmente e gli ho chiesto aiuto. Mi sembrava che più parlassi al Signore, più mi sentivo forte. La pace e il conforto che mi arrivava, cominciarono a guarirmi dall’interno e, dopo alcuni anni, sono riuscito a smettere di prendere le mie medicine.

Quando mia madre mi ha lasciato ho pianto, ma ho anche pregato. Ho detto al Signore, quanto mi sentivo solo e triste. Sembrava che un pezzo di me fosse stato rimosso e avessi un buco nell’anima. Fu allora che sentii di dover cercare nelle Scritture, il mio conforto. Come membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (erroneamente chiamata comunemente “Chiesa mormone“), avevo letto il Libro di Mormon, che è una registrazione antica di Sacre Scritture, che testimonia di Gesù Cristo. Quando sono andato a leggerlo, mi è capitato di aprire il Libro di Mormon su una scrittura che dovevo aver letto più volte, ma avevo sempre trascurato. Nel 1Nefi, capitolo 21, al versetto 15, si afferma:

“Può una donna dimenticare il suo lattante e non avere pietà per il figlio delle sue viscere? Sì, lo può dimenticare, ma io non ti dimenticherò, o casa d’Israele”.

Anche se avevo del dolore, dentro di me, ho capito che il Signore Gesù Cristo mi avrebbe sempre amato e si sarebbe sempre ricordato di me. In quel momento, è iniziata la guarigione e non mi sono mai più sentito solo, da allora.

Noi tutti soffriamo e proviamo dolore, di tanto in tanto. A volte ci si sente così sopraffatti, che non sembra esserci alcuna via d’uscita da quella fossa di disperazione. E’ allora che l’espiazione può servire come una scala, per farci uscire dal pozzo buio, e raggiungere la luce del giorno, ed è il Salvatore che stende quella scala fino a noi. Ci vorrà energia e lavoro, ma so che ne sarà valsa la pena. Sono così grato di aver scelto di arrampicarmi.

La speranza nell’espiazione di Gesù Cristo: la fede mormone

domenica, ottobre 9th, 2011

L’espiazione di Gesù Cristo è l’esempio estremo di amore che il nostro Salvatore e il nostro Padre Celeste hanno per ciascuno di noi. Tutti gli altri principi insegnati attraverso il Vangelo, servono ad aiutarci a diventare più simile a Cristo e ad orientare la nostra vita nel servizio agli altri. Nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, (a volte involontariamente chiamata dai media “Chiesa mormone”), noi crediamo nel vangelo di Gesù Cristo restaurato nella sua pienezza, in questo nostro tempo, e nella Sua espiazione, come dottrina centrale e principio dominante della nostra fede.

Per i mormoni, l’espiazione di Gesù Cristo ha l’influenza più importante nella nostra vita, a causa della speranza che essa dà. La speranza è un’emozione che porta uno scopo alla nostra vita quotidiana. La speranza può ispirare sogni e ci aiuta a realizzarli. Tuttavia, avere la speranza non assicura il successo. Simile alla fede, la speranza richiede un intervento da parte nostra. La speranza può anche avere una grande influenza calmante, nella nostra vita, e ci aiuta a sentire che le cose funzionano bene.

L’espiazione del Signore è stata portata a compimento, per aiutarci a superare le nostre lotte individuali, non per toglierle del tutto. Invece, i nostri oneri diventano più leggeri e più sopportabili, tali da essere superato con i nostri limiti personali. Come membri della Chiesa di Gesù Cristo (mormoni), non ci aspettiamo che a causa della nostra fede, le nostre vite saranno libere dal dolore e dalle prove pratiche. Tuttavia, siamo consapevoli che sopportarle bene, contribuirà a costruire il nostro carattere, costruire la nostra fede e la nostra comprensione dell’amore del Signore e della Sua misericordia, per ognuno di noi. Non importa quali prove si possano incontrare in questa vita: esse ci vengono date come opportunità per rafforzare la nostra fede in Gesù Cristo e ci aiutano a crescere più vicini a Lui. A volte potremmo non essere in grado di vedere, perché facciamo delle cose di cui abbiamo già fatto esperienza, ma dovremmo avere la speranza di poter crescere, grazie ad esse. (continua…)

Quanto siamo confusi e disperati? La terapia dell’ Espiazione unica cura per la maledizione della mortalità

mercoledì, settembre 28th, 2011



C’è una maledizione pesante annessa alla mortalità:

E ad Adamo io, il Signore Iddio, dissi: Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie, e hai mangiato del frutto dell’albero riguardo al quale ti avevo comandato, dicendo: Non ne mangiare, maledetto sarà il suolo per causa tua; con dolore ne mangerai il frutto tutti i giorni della tua vita. Anche spine e cardi esso ti produrrà, e tu mangerai l’erba dei campi. Col sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non tornerai alla terra, poiché per certo morirai, poiché da essa fosti preso: poiché eri polvere, e alla polvere ritornerai. (Mosè 4:23-25).
Il mondo intero è maledetto a causa nostra. I nostri strenui sforzi produrranno spine, cardi, rovi, ed erbacce nocive piuttosto che frutti deliziosi.
Ma aspettate. Ci sono altre cattive notizie.
E il Signore parlò ad Adamo, dicendo: Dato che i tuoi figli sono concepiti nel peccato, così, quando cominciano a crescere, il peccato  concepisce nel loro cuore, ed essi assaporano  l‘amaro, affinché sappiano apprezzare il bene. (Mosè 6:55)
Non solo le nostre opere nel mondo sono premiate con le spine, ma ci sono spine in crescita nelle nostre anime. Siamo afflitti da cecità, ristrettezza, orgoglio, egoismo. La lista potrebbe continuare all’infinito. Siamo un disastro. Siamo un pasticcio del diavolo. Vacilliamo tra l’essere offesi dallo scoraggiamento  della nostra fallacia e la fallacia fastidiosa delle persone intorno a noi. Siamo un peso terribile per noi stessi e per tutta la creazione. E la condizione è terminale.
Ma rendiamo questo più personale. Avete visto questi fardelli  che vi maltrattano, nella vostra anima? Vi siete ritrovati a volte a provare risentimento verso altre persone per le loro qualità, buone e cattive? Vi siete ritrovati a resistere ai servitori di Dio perché le loro richieste interferivano con le vostre preferenze? Vi capita spesso di sapere ciò che è giusto, ma di non volerlo fare? Vi capita spesso di voler essere considerati meglio di quel che siete – ammirati per qualità che sono in gran parte un trucco? Avete desiderato a volte di poter peccare e farla franca? Vi capita mai di desiderare che Dio  avesse fatto cose a modo vostro? (continua…)

L’espiazione perfeziona le nostre imperfezioni

martedì, giugno 14th, 2011

Chiunque abbia sufficiente esperienza terrena, conosce la sensazione di aver fatto o detto qualcosa di cui si rammarica. Quante volte ci siamo trovati a girarci e rigirarci nel letto, mentre rivediamo quei momenti imbarazzanti, in cui abbiamo perso la calma, detto o fatto qualcosa di scortese o semplicemente abbiamo fatto meno di quello che avremmo dovuto?

Ma fare errori è solo una parte della condizione umana, non è vero? Dopo tutto, non c’è nulla che possiamo davvero fare per quel genere di fragilità spirituale. E’ solo una parte della mortalità.

Al contrario, le Scritture e i profeti affermano che uno degli scopi più importanti dell’espiazione di Gesù Cristo è quello di correggere tutti i difetti mortali, siano essi fisici, emotivi o spirituali.

Il Salvatore pre-mortale insegnò a Moroni, nel Libro di Mormon:

“Se gli uomini vengono a me, mostrerò loro la loro debolezza. Io do agli uomini la debolezza affinché possano essere umili, e la mia grazia è sufficiente per tutti gli uomini che si umiliano dinanzi a me, se si umiliano dinanzi a me, ed hanno fede in me, allora farò in modo che le cose deboli divengano forti per loro” (Ether 12:27).

L’elenco delle nostre imperfezioni sembra infinito. Emozioni come la rabbia, la gelosia, la lussuria e l’avidità, ne fanno certamente parte. L’egoismo, l’impazienza, la volgarità e la paura sono anche le spine comuni dei nostri lati spirituali. Com’è possibile che l’Espiazione sia in grado di compensare anche le nostre innumerevoli imperfezioni, rendendole perfette? (continua…)

Il sacrificio di Gesù Cristo

giovedì, maggio 19th, 2011

I mormoni credono che nessuno abbia mai fatto o farà mai un sacrificio più grande di quello di Gesù Cristo. Quando morì sulla croce, Egli prese su di sé i peccati del mondo, in modo che noi non dovessimo sopportarli da soli.

Il Suo sacrificio ci offre l’opportunità di accoglierlo e di abitare nel Regno di Dio per sempre. Il Suo sacrificio ha mostrato una grande quantità di amore per noi. In Giovanni 1:17, leggiamo che Gesù era “l’Agnello di Dio” che è stato inviato per salvarci e per aiutarci a ritornare al nostro Padre Celeste.

Gesù si è sacrificato per l’umanità, durante il Suo ministero terreno. Ha trascorso la maggior parte del Suo tempo insegnando e servendo gli altri. Ha condotto la sua vita secondo la volontà di Dio, non secondo la Sua volontà. Ha trascorso un sacco di tempo pregando il Signore che Lo guidasse e Lo dirigesse, come fece la notte prima del Discorso della Montagna.

La sua vita era incentrata intorno alle persone. Ha visitato e ha cenato con diversi tipi di persone, anche con coloro che erano stati emarginati. Egli non discriminava e poteva vedere la bellezza in tutti.

Gesù non ha mai ricercato il benessere, la ricchezza o la fama. Egli non era interessato a perseguire facili emozioni. In Luca 10:38-42, Gesù ci consiglia di non occuparci di beni materiali. Egli ha vissuto una vita umile perché sapeva che i beni materiali non gli avrebbero dato soddisfazione o appagamento.

Era una guida gentile, libera dalla superbia. Era molto in sintonia con quello che avrebbe recato la vera felicità nella vita. Ha trovato la Sua realizzazione nel servizio per gli altri e nella condivisione del Vangelo.

Il Nuovo Testamento è pieno di racconti di Gesù Cristo che dà la benedizione e la guarigione ai malati. Tutto il Suo ministero terreno è stato speso sacrificandosi per gli altri. Attraverso Gesù Cristo impariamo che la felicità può venire dal sacrificio fatto per gli altri e per Dio.

Il Suo ultimo sacrificio è stato dare la Sua vita sulla croce. Egli ha espiato i peccati del mondo. E non si è mai lamentato, nonostante fosse un uomo perfetto e nonostante la Sua prova fosse stata ingiusta da molti punti di vista.

Immaginate il dolore che ha sofferto quando è morto per noi sulla collina del Calvario. Gesù Cristo deve avere un amore perfetto per ognuno di noi per essere in grado di sopportare un tale dolore per noi.

Come membri della Chiesa Mormone, ci sforziamo di seguire il Suo esempio ogni giorno. Ha dimostrato una fede perfetta nei confronti del Padre celeste. Ha fatto tutto ciò che Gli è stato chiesto di fare, anche se ciò richiedeva il dolore e l’agonia. Ci sono dei momenti in cui sembra che ci venga chiesto di sacrificarci tanto.

Come mormoni, ci viene chiesto di partecipare alle riunioni settimanali della Chiesa, di pagare la decima, e di trascorrere del tempo servendo gli altri. A volte, possiamo sentirci come se il Signore ci chiedesse troppo. Ma se seguiamo l’esempio di Cristo, ci rendiamo conto che i nostri sacrifici sono nulla rispetto a ciò che Cristo ha dovuto sopportare.

Il Libro di Mormon testimonia che la redenzione è il più grande dono che chiunque ci potesse mai dare. Grazie al suo sacrificio, possiamo vivere per sempre con Dio.

Espiazione di Gesù Cristo

giovedì, maggio 12th, 2011

L’espiazione di Gesù Cristo è uno dei doni più grandi che abbiamo mai ricevuto. Il ruolo di Gesù, nella nostra vita, è stato quello di “fare avverare l’immortalità e la vita eterna dell’uomo”. Attraverso l’espiazione, Gesù Cristo ci dà il modo di pentirci dei nostri peccati e tornare a vivere con il nostro Padre celeste, in uno stato perfetto. Attraverso l’espiazione, l’uomo può trovare la speranza e la pace, nel sapere che ogni dolore che sentiamo è stato sentito dal nostro Redentore e Salvatore Gesù Cristo. Avere una testimonianza dell’espiazione è alla base della fede mormone.

L’American Heritage Dictionary, definisce l’espiazione come “una modifica o una riparazione, fatta per un trauma o uno sbaglio”. Gesù Cristo era un uomo perfetto. E’ stato completamente esente dal peccato. Tuttavia, egli è stato crocefisso. Ha fatto ammenda per le nostre ferite e il nostro male. Ha pagato il prezzo per il nostro peccato. E’ stato letteralmente un sacrificio di Dio, per noi. L’espiazione di Gesù Cristo faceva parte del piano di Dio per il mondo, o il piano della salvezza, come viene chiamato dai mormoni. I mormoni credono che Gesù si offrì di essere il salvatore del mondo, nella pre-esistenza.

Adamo ed Eva sono stati inviati sulla terra e hanno vissuto in uno stato d’innocenza e di perfezione. Quando Adamo ed Eva vivevano sulla terra, l’espiazione non era necessaria, perché non c’era il peccato. Quando Eva mangiò il frutto, il mondo divenne un luogo imperfetto, pieno di peccato. Siamo diventati oggetto di dolore, di malattia e di morte. Per poter avere la vita eterna e la redenzione, era necessaria un’espiazione infinita. Il Padre Celeste si rese conto che le persone erano imperfette e avrebbero fatto degli errori. E che avevano bisogno di aiuto, sulla terra. Non c’era altro modo, per l’uomo, di essere in grado di tornare di nuovo nel Regno di Dio. E non poteva diventare perfetto, da solo. L’intervento divino era necessario. Senza la risurrezione di Cristo, saremmo tutti morti nei nostri peccati e saremmo stati soggetti alla stessa sorte di Satana. (continua…)

La mano di Dio

martedì, dicembre 14th, 2010

Mormoni- Gesu' camminando sull' acquaLa Bibbia si riferisce spesso alla mano del Signore. Di solito, viene utilizzata questa metafora per rappresentare le interazioni di Dio con l’uomo. Le interazioni sono spesso descritte come punizioni, per i peccati, o come conforto o gratificazioni, in risposta a comportamenti valorosi.

Ascoltate le parole di Mormon: ‘Non sapete, voi, che siete nelle mani di Dio? Non sapete che Egli ha ogni potere?’ (Morm. 5:23).

Le mani sono una delle parti più simbolicamente espressive del corpo. In ebraico, yad, la parola più comune per “mano”, è anche usata metaforicamente per potenza, forza, potere (vedi William Wilson, Studio della parola del Vecchio Testamento [1978], 205). Quindi, mani significano potere e forza.” (W. Craig Zwick,” Il Signore tuo Dio terrà la tua mano », Liahona, Novembre 2003, 34-36).
La scrittura riportata di seguito si trova nel Libro di Mormon, che la utilizza spesso. Anche la Bibbia ci mostra come essa viene applicata alle persone: “E io sono stata rafforzata, poiché la mano del Signore mio Dio era su di me” (Ezra 7:28).

L’anziano Zwick continua a spiegare l’analogia:
Considerate le parole di Giovanni che descrivono il Salvatore risorto e glorificato: “E quando l’ho visto, … egli mise la sua mano destra su di me, dicendomi di non temere, … sono io Colui che vive, e che era morto, ed ecco, io vivrò per sempre “(Ap 1,17-18). Quando Egli pone la sua mano su di noi, noi, come Giovanni, possiamo vivere in lui. (continua…)

Nuove creature in Cristo

lunedì, luglio 21st, 2008

Paolo insegno’ che venire a Cristo e’ entrare in un nuovo regno di esistenza , un regno spirituale . E’ dimenticare la morte e venire alla vita, mettere da parte il male e l’oscurita’  e imparare a camminare in rettitudine e luce. “Ignorate voi,” Chiese Paolo ai Romani, “che tutti noi che siamo stati battezzati in Cristo Gesu’ siamo stati tutti battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati sepolti con Lui per mezzo del battesimo nella morte:  affinche’ come Cristo e’ risuscitato dai morti per la gloria del Padre, cosi’ anche noi camminiamo in novita’ di vita. Poiche’ se siamo stati uniti a Cristo  in una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua resurrezione. Sapendo questo che il nostro vecchio uomo e’ stato crocifisso con lui, perche’ il corpo del peccato  possa essere annullato, affinché; noi non serviamo piu’ al peccato. ” (Romani 6:3-6). (continua…)

Il potere redentivo dell’Espiazione

lunedì, luglio 21st, 2008

La caduta di Adamo porto’ nel mondo sia la morte fisica, che e’ la separazione dello spirito dal corpo (Giacomo 2:26) , che quella spirituale, separazione da Dio o alienazione dalle cose di Dio (Alma 12:32). L’espiazione di Cristo redime, o riscatta, noi dagli effetti della caduta. “La redenzione,” insegno’ Bruce R. McConkie , e’ di due tipi: condizionata e incondizionata” (Mormon Doctrine, 2d ed., Bookcraft, 1966, 623.) (continua…)