Archive for the ‘Insegnamento di Gesu’’ Category

Le Risposte alle Preghiere: Il Potere della Parola di Dio

lunedì, marzo 19th, 2012

di Sadie C., membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni), e studente alla Brigham Young University (BYU).

Mentre stavo leggendo il capitolo primo di Mosè, un libro di scritture antiche contenuto in un volume chiamato Perla di Gran Prezzo, pensavo alla relazione tra Mosè e Dio, e non potevo fare a meno di pensare all’esperienza personale che mi era capitata precedentemente. Mi sono ritrovata in uno stato di confusione e frustrazione in cui non avevo nessun’altra cura se non rivolgermi al Signore. Questo semestre per me è iniziato in uni modo diverso rispetto al semestre passato. Ero all’ultimo anno nelle scuole superiori quando ho scelto la mia specializzazione, che ho amato da quel momento in poi. Più avanti, comunque, ho iniziato a dubitare della mia scelta. Mi sono chiesta se amassi davvero ciò che sto facendo e se io fossi almeno capace di farlo. Ho passato la prima settimana a scuola cambiando i corsi ed esplorando opzioni.

Mentre ero un po confusa al pensiero di ciò che volevo fare, sentivo comunque di avere il controllo della situazione e come pensavo avevo il controllo della situazione. Sfortunatamente, tutto ciò sembrò cambiare di punto in bianco. Da un giorno all’altro mi sentii come se il mio senso di chiarezza fosse perso, e che tutti gli aspetti del mio futuro sembravano sfocati. Mi sono fatta strada durante quella giornata in una foschia di confusione e frustrazione.

Per un bel po ho pregato e digiunato per avere risposta alle mie domande personali. Mi sentivo come se tutto andasse bene, e che il Signore mi stesse dicendo che avevo preso delle buone decisioni e che Lui le approvava. In quel giorno, però, mi sentivo come se le risposte alle mie preghiere fossero state completamente capovolte. Tornai a casa quella sera sentendomi completamente tradita. In meno di 24 ore sono stata portata a credere che le mie speranze ed i miei sogni degli ultimi due anni fossero stati vani. Mentre stavo andando a letto, completamente pronta ad addormentarmi, decisi di dare una breve lettura alla mia benedizione patriarcale (speciale benedizione data ai Membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni) come guida ed aiuto nelle loro vite).

Mentre leggevo le benedizioni che mi sono state promesse, ho realizzato che è stato solo quando ho affrontato il problema con il consiglio e la consulenza di altre fonti oltre a quelle del mio Padre in Cielo che mi sono trovata in dubbio. Ho pensato a quando Mosè ha detto a Satana che ha ricevuto da Dio la sua forza, e che Satana dovette andarsene. Ho capito che avevo fatto il contrario. Magari non sono stata messa alla prova con le parole di Satana, ma stavo comunque mettendo la mia fiducia in cose sbagliate.

Mentre continuavo a leggere le mie benedizioni, mi sono ricordata ancora di più di Mosè. Il Signore gli disse: “Io ti mostrerò le opere delle mie mani, ma non tutte, in quanto i miei lavori sono senza fine …”  Ho realizzato che Dio ha la Sua propria tabella oraria, e che io devo avere fiducia in Dio e nel Suo tempo. Potrei desiderare di avere ora tutte le risposte alle mie domande, ma so che il Signore ha un piano più grande. Più avanti in quel capitolo, il Signore confida in Mosè e gli da un “lavoro” da compiere. Posso chiaramente vedere attraverso le mie benedizioni il lavoro che il Signore ha per me.  Mi è stato ricordato che il Signore conosce le mie situazioni, conosce la mia forza e le mie debolezze, conosce cosa mi renderà più felice. Mi devo solo dicordare di cercalo e di fidarmi sempre di Dio.

 

Perchè Gesù ha trasformato l’acqua in vino?

mercoledì, luglio 13th, 2011

Sul profondo simbolismo che può esserci, al centro del primo miracolo di Gesù, “la trasformazione dell’acqua in vino”, Eric D. Huntsman ha scritto un articolo nel primo numero di “Studi nella Bibbia e antichità”, riguardante le “immagini di sangue e acqua”, nel Vangelo di Giovanni, e di come le immagini potrebbero spiegare perché il primo miracolo di Gesù fu un segno della sua figliolanza divina.

I quattro Vangeli nel Nuovo Testamento avvicinano alla vita di Cristo, da diversi punti di vista, adatti a vari lettori. Il Vangelo di Giovanni è particolarmente unico nel metodo che segue. Huntsman, professore associato di antiche scritture alla BYU, ha tracciato il simbolismo del sangue e dell’acqua, negli scritti di Giovanni.

Il sangue è simbolo della mortalità. E’ ciò che nutre corpi terrestri (vedi Genesi 9:4).

L’acqua è simbolo della vita eterna. Essa rappresenta tutto ciò che è spirituale.

La prima nascita è quella di carne e sangue. La seconda nascita è quella di acqua e spirito (Giovanni 3:3-5).

“La correlazione del sangue con la mortalità, da un lato, e dell’acqua con lo spirituale, divino e eterno, della vita, dall’altro, possono essere applicati in modo coerente in tutto il vangelo di Giovanni” ha scritto Huntsman.

I membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni hanno familiarità con il fatto che il vino sia una sorta di “sostituto” del sangue. Anche se il Vangelo di Giovanni non menziona direttamente l’istituzione del sacramento, l’idea del sangue rappresentato dal vino, non è un’idea aliena. (continua…)

La preghiera di Gesù Cristo

giovedì, maggio 19th, 2011

La preghiera è un dono che è destinato a rafforzare il nostro rapporto sia con il Padre Celeste che con Gesù Cristo. Secondo la fede mormone, una preghiera è detta al Padre, in nome di Suo figlio, Gesù Cristo. Durante il Suo ministero terreno, Gesù ci ha insegnato che attraverso la preghiera possiamo cercare il conforto e la guida del nostro Padre Celeste. Attraverso la preghiera, possiamo ricevere l’ispirazione e la conferma che le decisioni che stiamo prendendo sono giuste.

Gesù Cristo insegnò ai discepoli a pregare. In Luca, capitolo 11, Egli insegna ai discepoli a pregare il Signore e a parlare con Lui come se fosse un padre. Gli dice di pregare per onorare Dio e di riconoscere la loro dipendenza da Lui. Gli dice di chiedere a Dio di vegliare su di loro e di proteggerli. Gesù insegnò ai discepoli ad essere perseveranti quando chiedono a Dio.

Egli ci dice che una persona può pregare Dio in qualsiasi momento, in qualsiasi situazione. Gesù ci promette che Dio ascolta e risponde alle nostre preghiere. Dio insegnò ai discepoli il Padre Nostro. Il Padre Nostro ci è stato dato come modello da seguire. I mormoni credono che sia molto importante dire le preghiere personali quotidiane al Padre celeste.

In Matteo 06:09, Gesù dice di non usare la ripetizione vana quando preghiamo. Le preghiere esistono perchè siano personali e sentite.

Gesù dipendeva dalla preghiera per chiedere il consiglio e la guida del Padre Celeste durante il Suo ministero terreno. Prima della sua crocifissione, Gesù ha pregato il Padre celeste nel giardino del Getsemani. Egli ha chiesto al Signore di risparmiargli il dolore, dicendo “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice, ma sia fatta non la mia volontà ma la tua volontà. (Luca 22:42) (continua…)

Il servizio di Gesù Cristo

giovedì, maggio 19th, 2011

In Mosia 2:17, nel Libro di Mormon, leggiamo: “Quando siete al servizio dei vostri simili, non siete che al servizio del vostro Dio”.

Gesù Cristo era un uomo perfetto, che ha mostrato un amore perfetto a tutti coloro che lo hanno incontrato. La sua vita fu dedicata a servire gli altri. Se c’è qualcosa che possiamo imparare del tempo che ha trascorso qui sulla terra è amarsi l’un l’altro.

E proprio attraverso il servizio per gli altri, mostriamo il nostro più profondo rispetto per il prossimo e per il nostro Padre celeste.

Gesù ha trascorso il Suo tempo sulla terra, servendo il Suo prossimo. Il Nuovo Testamento è pieno di racconti che dimostrano il Suo impegno nel servire gli altri. “Coloro che hanno seguito Gesù lo hanno chiamato ‘Maestro’. Eppure, nonostante fosse la loro guida, Gesù gli aveva insegnato che era il loro servitore. Teneva avvolta un asciugamano attorno a sé e lavava i loro piedi in una bacinella d’acqua. Aveva assunto il ruolo di un servo, anche se era considerato un maestro dai suoi discepoli. Disse loro che se Egli era disposto a servirli, lavando loro i piedi, essi avrebbero dovuto essere disposti a servirsi l’un l’altro “(vedi Giovanni 13:5-17).

Spesso pensiamo di essere troppo occupati per servire gli altri o siamo troppo sommersi da ciò che sta accadendo nella nostra vita. Gesù ci dimostra che non importa dove siamo nella vita, poiché abbiamo bisogno di fermarci e di aiutare il nostro prossimo. Il mormonismo sottolinea che il servizio dovrebbe essere una delle nostre principali priorità qui sulla terra.

Gesù ha insegnato, attraverso le parabole, l’importanza del servizio. Nella parabola de ‘Le pecore e le capre’, dice, “In verità io vi dico, quanto l’avete fatto a uno solo di questi miei fratelli, l’avete fatto a me”.

Il dono dello Spirito Santo, datoci da Gesù Cristo

martedì, maggio 17th, 2011

La divinità è composta da Dio, Gesù Cristo e lo Spirito Santo. I mormoni credono che essi siano tre esseri differenti, ma uniti nello scopo. Ciascuno di loro ha ruoli distinti, nella realizzazione di questa missione: fare avverare l’immortalità e la vita eterna dell’uomo.

Lo Spirito Santo non ha un corpo glorificato di carne e ossa come il Padre celeste e Gesù, ma è invece in forma di spirito e questo gli permette di abitare in noi. Il ruolo dello Spirito Santo è quello di essere un compagno, per tutti coloro che sono degni, e testimonia la verità del vangelo di Gesù Cristo.

Secondo il credo mormone, Gesù insegnò al popolo riguardo lo Spirito Santo. Nel Nuovo Testamento, egli avverte che tutti i peccati possono essere perdonati, se non si bestemmia contro lo Spirito Santo, che è il peccato di vedere il Cristo, attraverso la potenza dello Spirito Santo, e, poi, rinnegarlo. Gesù ci incoraggia ad essere degni della compagnia dello Spirito, in ogni momento, perché quando noi non siamo degni, egli ci lascia. Lo Spirito Santo non può abitare in luoghi impuri. Durante la sua vita, Gesù ha insegnato con la potenza dello Spirito Santo. Quando Gesù ha insegnato alle masse, è stato lo Spirito Santo che ha confermato loro che le cose che egli insegnava erano vere.

Lo Spirito Santo può essere sentito da chiunque. Ma la compagnia costante dello Spirito Santo può essere ricevuta solo tramite il battesimo. Quando Gesù fu battezzato, si legge che lo Spirito Santo scese in forma di colomba e fu suo compagno costante, per tutta la sua vita. Lo Spirito Santo ci aiuterà a sentire l’amore di Cristo e ci indurrà a prendere decisioni sagge. Lo Spirito Santo sa tutto e può portarci a conoscere gli eventi futuri. Lo Spirito Santo ci può anche mettere in guardia del pericolo e ci spinge a correggere le azioni.

In Giovanni 14:26, leggiamo: «Il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà qualsiasi cosa ho detto a voi“. Lui sostiene ed esalta tutti gli insegnamenti di Cristo, per noi. Egli è un maestro, così come lo è Cristo. Sia lui che Cristo, stanno come testimoni di Dio e della veridicità del suo vangelo.
Sì, ecco, io vi parlerò nella vostra mente e nel vostro cuore, mediante lo Spirito Santo, che scenderà su di voi e che dimorerà nel vostro cuore (Dottrina e Alleanze 08:02).

E inoltre avverrà che su tutti coloro che battezzerai con l’acqua, imporrai le mani, ed essi riceveranno il dono dello Spirito Santo, e attenderanno i segni della mia venuta e mi conosceranno (Dottrina e Alleanze 39:23).

Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio: esse sono pazzia; e non le può conoscere, perché le si giudicano spiritualmente (I Corinzi 2:14).

Ma il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza; contro queste cose non c’è legge (Galati 5:22, 23).

Nulla in questa vita è di una valenza superiore al supremo dono dello Spirito Santo. E’ la fonte della gioia, pace, conoscenza, forza, amore e ogni altra cosa buona. Con l’Espiazione, è la forza con cui possiamo essere modificati e resi forti, dove siamo deboli. Con il sacerdozio, è il potere mediante il quale sono sigillati i matrimoni e le famiglie sono insieme per l’eternità. E’ la forza con cui il Signore si fa manifesto, a coloro che credono in lui. Ogni cosa buona dipende dall’ottenere e mantenere il potere dello Spirito Santo, nella nostra vita. Tutto dipende da questo (Ensign, novembre 2008, 34-36).

Il piano di salvezza di Gesù Cristo

martedì, maggio 17th, 2011

Chi sono io? Perché sono qui? Da dove vengo? E dove sto andando? Le risposte ai grandi misteri della vita possono essere trovate attraverso la comprensione del piano di salvezza. Il piano di salvezza è una mappa che illustra dove siamo stati e dove stiamo andando. I mormoni credono che Gesù Cristo abbia un ruolo centrale e vitale, nel piano di salvezza.

Il piano di salvezza è, talvolta, chiamato piano di felicità o piano di progresso. E’ il piano di Dio, per adempiere il suo scopo centrale:

Poiché ecco, questa è la mia opera e la mia gloria: far avverare l’immortalità e la vita eterna dell’uomo (Perla di Gran Prezzo, Mosè 1:39).

L’immortalità viene fornita con la risurrezione: tutti gli uomini diventeranno immortali, perché la resurrezione è un dono gratuito, ricevuto grazie all’espiazione di Cristo. La vita eterna, però, è un’altra cosa. E’ la vita con Dio, che include la conoscenza, il potere e la gloria nel più alto dei cieli, dove Egli abita.

Dio, nell’insegnamento ai Suoi profeti, ha dato loro una spiegazione di “intelligenza”.

Comunque sia, egli ha fatto la stella più grande; come pure, se vi sono due spiriti e uno è più intelligente dell’altro, tuttavia questi due spiriti, nonostante che uno sia più intelligente dell’altro, non hanno inizio; essi esistevano prima; non avranno fine, esisteranno dopo, poiché sono gnolaum, ossia eterni.

E il Signore mi disse: Questi due fatti esistono: che vi sono due spiriti, e uno è più intelligente dell’altro; ve ne sarà un altro più intelligente di loro. Io sono il Signore tuo Dio, io sono più intelligente di tutti loro. (Perla di Gran Prezzo, Abrahamo 3:18, 19).

Dio è onnisciente e onnipotente e amorevole con tutti. Ha detto,

Io dimoro in mezzo a tutti loro; ora, dunque, sono sceso da te per proclamarti le opere che le mie mani hanno fatto, nelle quali la mia saggezza eccelle su tutti loro, poiché io governo nei cieli in alto, e nella terra in basso, in tutta saggezza e prudenza, su tutte le intelligenze che i tuoi occhi hanno visto fin dal principio; io scesi al principio in mezzo a tutte le intelligenze che hai visto.

Ora, il Signore aveva mostrato, a me, Abrahamo, le intelligenze che erano state organizzate prima che il mondo fosse; e fra tutte queste ve n’erano molte di nobili e di grandi (Perla di Gran Prezzo, Abrahamo 3:21, 22).


Il desiderio del Signore per questi personaggi è che essi abbiano l’opportunità di diventare come lui. Cosa che era impossibile, se Egli li avesse lasciati com’erano. Prima che la terra fu creata, il Signore creò tutte le cose, in un mondo puramente spirituale, che i mormoni chiamano “pre-vita mortale” o “pre-esistenza”.

Poiché le creai mediante il potere del mio Spirito; sì, tutte le cose, sia spirituali che temporali. Dapprima spirituali e in seguito temporali, il che è il principio della mia opera; e di nuovo, dapprima temporali e in seguito spirituali, il che è la fine della mia opera. (Dottrina e Alleanze 29:31, 32).

In questo regno pre-mortale, siamo stati tutti creati spiritualmente da Dio e, quindi, Dio Padre è letteralmente il nostro Padre celeste. Abbiamo avuto la nostra personalità e la nostra possibilità di scegliere, il libero arbitrio. Se fossimo rimasti in quel mondo, il nostro progresso si sarebbe fermato. Il Signore ha previsto, per noi, l’ottenimento di un corpo fisico, per metterci alla prova e imparare la compassione e, quindi, ottenere un corpo immortale. Egli aveva previsto di inviarci sulla terra, per farci sperimentare la mortalità, in modo da imparare e metterci alla prova ed esercitare il libero arbitrio che ci aveva garantito e, per questo, era necessario che ci fosse un’opposizione.

In effetti, l’opposizione ci fu anche in quel regno pre-mortale. Dio sapeva che nella mortalità, avremmo tutti sbagliato e commesso dei peccati che ci avrebbero resi indegni di ritornare a Lui e di guadagnare un regno di gloria. Ha fornito, quindi, un Salvatore, per noi, disposto a prendere su di sé i nostri peccati, se solo ci fossimo pentiti. Questo era Gesù Cristo, il Figlio di Dio, lo spirito primogenito nella vita pre-mortale, e il più intelligente e potente. Lucifero presentò un suo piano, per costringerci a vivere secondo la legge di Dio, che ci avrebbe derubato del nostro arbitrio e ci avrebbe costretto a rendere gloria a Lucifero (Isaia 14:12; Dottrina e Alleanze 76:26). Lucifero fu scacciato, con un terzo dei figli di spirito di Dio, che avevano scelto il suo piano, come fosse superiore a quello del Signore. Essi sono diventati Satana e i suoi demoni e non potranno mai guadagnare corpi fisici o risorgere. Essi forniscono l’opposizione sulla terra, garantendo all’uomo il suo libero arbitrio. Tutti coloro che sono nati su questa terra, hanno scelto di seguire il piano del Salvatore, nella pre-esistenza.

Dio ha creato Adamo ed Eva e diede loro due comandamenti, in conflitto tra loro. Lo ha fatto, perché essi abitavano in uno stato paradisiaco, senza le prove più importanti del mondo solitario e triste. Il Giardino dell’Eden era statico, in uno stato pacifico, senza morte o nascita. Fino a quando Adamo ed Eva fossero rimasti lì, nessun altro figlio di spirito di Dio sarebbe mai nato sulla terra. Prendere il “frutto proibito” portò la loro cacciata dal giardino, ma li rese in grado di moltiplicarsi e riempire la terra.

E per portare a compimento i suoi scopi eterni riguardo al fine dell’uomo, dopo ch’egli ebbe creato i nostri primi genitori, e le bestie dei campi e gli uccelli dell’aria, e infine tutte le cose che sono create, era necessario che vi fosse un’opposizione; proprio il frutto proibito in opposizione all’albero della vita; l’uno dolce e l’altro amaro (2 Nefi 2:15).

Ed Eva, sua moglie, udì tutte queste cose e fu contenta, e disse: Se non fosse stato per la nostra trasgressione, non avremmo mai avuto una posterità e non avremmo mai conosciuto il bene e il male, e la gioia della nostra redenzione, e la vita eterna che Dio dà a tutti gli obbedienti (Mosè 5:11).

I mormoni credono che Adamo ed Eva siano due nobili figli di spirito del Signore, preordinati alla loro posizione sulla terra, prima che la terra fosse creata. I mormoni non credono nel peccato originale. La nostra dottrina è che i bambini nascano innocenti. Cristo ha preso su di sé la trasgressione che si era verificata nell’Eden e non l’hanno presa i figli degli uomini. La caduta è stata un passo essenziale, nel piano di salvezza.

Per superare gli effetti della caduta, che mettono uomini e le donne in un mondo dove Satana tenta e cerca di distruggere l’umanità, Cristo ha portato l’espiazione eterna e perfetta, che garantisce la risurrezione e l’immortalità per tutti e l’esaltazione per i pentiti. L’espiazione di Cristo è l’evento cardine nella storia della Terra. A causa dell’espiazione tutti saranno risuscitati e il pentito sarà esaltato. La misericordia di Cristo sarà estesa a tutti. Solo coloro che negano il Cristo, dopo aver ricevuto una perfetta conoscenza di Lui, non riusciranno a guadagnare un regno di gloria.

La morte è il portale per l’aldilà. Al momento della morte, lo spirito e il corpo sono separati e lo spirito va nel mondo degli spiriti in attesa della resurrezione. Nel mondo degli spiriti, avremo ancora il libero arbitrio, la capacità di apprendere e la gioia dei rapporti con coloro che amiamo. “Felicità” è la parola che hanno usato i profeti moderni. Nel mondo degli spiriti, il vero Vangelo verrà predicato a tutti coloro che non l’hanno ascoltato in vita o che sono stati ingannati, sulla terra. Le ordinanze eseguite sulla terra, possono essere accettate o respinte da parte degli spiriti. Il profeta Joseph F. Smith ebbe una visione del mondo spirituale, che è registrata nella sezione 138 di Dottrina e Alleanze.

Dopo la resurrezione e il giudizio, le persone vengono assegnate al livello di esaltazione a cui sono più adatte. Il massimo livello di esaltazione è dove le famiglie possono essere un’unità eterna e i mariti e le mogli vivono in uno stato di matrimonio eterno. Il Signore ha chiamato questi eredi del regno, dove abita Dio stesso, “gli uomini resi perfetti”. Questi uomini e queste donne non sono stati perfetti, come esseri umani. Hanno fatto degli errori in terra, proprio come facciamo tutti. Ma cercando di amare e di vivere i comandamenti di Dio ad ogni costo, si sono perfezionati attraverso la grazia di Cristo. Joseph Smith registrò una visione dei regni del cielo nella sezione 76 di Dottrina e Alleanze. Ha visto che anche la gloria dei regni più bassi dei cieli “sorpassa ogni intelligenza”.

Il piano di salvezza ci insegna che noi siamo esseri eterni, che imparano a diventare sempre più simili al nostro Creatore. Esso prova il grande amore di Dio, per noi. Capire il piano di salvezza può ammorbidire il pungiglione della morte e la separazione dai propri cari. Esso ci insegna che il nostro progresso continua nell’aldilà e che molto si verifica effettivamente lì, per guarire e pareggiare i conti. Il Signore sa che la vita sulla terra è una grave e difficile prova. Molti di noi arrivano sulla terra, in qualche modo paralizzati e vivono situazioni per le quali ogni giudizio viene compromesso. Altri non hanno mai l’opportunità di migliorare se stessi o di imparare qualcosa su Gesù Cristo. Molti non riescono a tener fede al proprio standard, alle proprie speranze e ai propri sogni. Altri non riescono a vivere fino in fondo le norme di Dio. L’aldilà è un luogo in cui si viene a conoscenza di tutte le cose e lo scopo della vita viene compreso. Aumenta la prospettiva, aiuta le persone svantaggiate ad ottenere giustizia e misericordia, non importa quali siano state le loro prove sulla terra.

Il perdono di Gesù Cristo

lunedì, maggio 16th, 2011

Perdonare gli altri


Perdonare qualcuno che ci ha fatto del male, è un’esperienza di umiltà. I mormoni credono che quando perdoniamo, stiamo riconoscendo che è compito di Dio giudicare l’uomo e non nostro. Quando perdoniamo, noi accettiamo che le persone non sono perfette e commettono errori. Essere in grado di perdonare qualcuno richiede fede nel Signore Gesù Cristo e nel Padre celeste. Il Signore è disposto ad aiutare la persona che vuole perdonare. Esercitare il perdono è liberatorio: ci libera dall’odio, dall’invidia e dal dolore, sentimenti che ci opprimono e fermano il nostro progresso spirituale.

«Pertanto, io vi dico che dovete perdonarvi l’un l’altro, perchè colui che non perdona al suo fratello le sue trasgressioni, è condannato dinnanzi al Signore, poiché resta in lui il peccato più grave. Io, il Signore, perdonerò chi voglio perdonare, ma a voi è richiesto di perdonare tutti gli uomini (Dottrina e Alleanze 64:9, 10).

“Perché, se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi, ma se voi non perdonerete agli uomini le loro colpe neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.” (3 Nefi 13:14, 15).

«E quando vi mettete a pregare, perdonate, se avete qualcosa contro qualcuno: che anche il Padre vostro che è nei cieli vi perdoni le vostre colpe. Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro che è nei cieli perdonerà le vostre colpe”. (Marco 11:25, 26)

Il Signore ci ha detto che dobbiamo perdonare tutti gli uomini e le loro offese contro di noi, per ricevere il perdono dei nostri peccati. Dobbiamo pregare per avere la forza di perdonare coloro che ci hanno fatto del male e dovremmo abbandonare i sentimenti di rabbia, amarezza o vendetta. Dovremmo anche cercare il buono negli altri, piuttosto che concentrarci sulle loro colpe e ingrandire le loro debolezze. Dio sarà il giudice delle azioni dannose degli altri. E’ importante capire che perdonare qualcuno non significa sempre esporsi al male che possono nuovamente farci. Si può perdonare un molestatore di bambini, abbandonando i sentimenti di rancore contro di lui, ma non sarebbe saggio invitarlo a rimanere nella nostra casa. Alcune persone sono inaffidabili e lo rimarranno, anche dopo che sono state perdonate.

Ottenere il perdono per i nostri peccati


Noi, come mortali imperfetti, facciamo degli errori, su questa terra. Il Padre celeste lo sapeva, quando ci ha mandato sulla terra. Poiché noi faremo degli errori, Dio ci ha benedetti con l’espiazione di Gesù Cristo. Gesù Cristo ha compiuto l’estremo sacrificio, per i nostri peccati, così potremmo essere in grado di essere perdonati per tutti i nostri misfatti. Poiché ha pagato il prezzo per il peccato, possiamo vivere di nuovo con il Padre celeste, se ci pentiamo di quello che abbiamo fatto di sbagliato.

Grazie all’espiazione di Gesù Cristo, noi possiamo ricevere il perdono dei nostri peccati, attraverso il pentimento sincero e completo. La peccaminosità porta sofferenza e dolore, ma il perdono del Signore porta sollievo, conforto e gioia. Il presidente Spencer W. Kimball disse: “L’essenza del miracolo del perdono è che esso porta la pace all’anima già ansiosa, irrequieta, frustrata, forse tormentata... Dio asciugherà le lacrime… di angoscia e il rimorso… e la paura e il senso di colpa”. (Il miracolo del perdono, 363, 368).

Ci sono diversi passaggi vitali, per il pentimento. Ognuno di essi è essenziale, per il perdono completo. Il presidente Joseph F. Smith ha individuato alcuni di questi passi, in questo modo: “Il vero pentimento non è solo dolore per i peccati e penitenza e umile contrizione davanti a Dio: esso implica la necessità di allontanarsi da loro, una cessazione di tutte le pratiche del male… una riforma profonda della vita, un cambiamento fondamentale dal male al bene… e rimediare, per quanto possibile… per tutti i torti che abbiamo fatto… Questo è il vero pentimento ed è richiesto l’esercizio della volontà e di tutte le potenze del corpo e della mente, per completare questa gloriosa opera di pentimento”.

Gesù Cristo ha insegnato il perdono attraverso il suo esempio e le sue azioni. Quando Gesù Cristo ha espiato per i peccati del mondo, ha chiesto che coloro che lo crocifissero venissero perdonati “perché non sanno quello che fanno”. Questo è l’ultimo atto di perdono. Essere in grado di benedire coloro che deridono, che odiano e che torturano, anche mentre lo fanno, è mostrare vero perdono.

«Ecco, colui che si è pentito dei suoi peccati è perdonato, ed io, il Signore, non li ricordo più» (Dottrina e Alleanze 58:42).

“Anche se i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve, anche se fossero rossi come la porpora, diventeranno come lana” (Isaia 1,18).

“Sì, in verità io vi dico, se voi volete venire a me, avrete la vita eterna. Ecco, il mio braccio di misericordia è teso verso di voi e, chiunque verrà, io lo riceverò, e beati quelli che vengono a me” (3Nefi 9:13-14).

Il digiuno di Gesù Cristo

lunedì, maggio 16th, 2011

Gesù Cristo ha digiunato, durante il suo periodo sulla terra. Attraverso Gesù Cristo, possiamo vedere le benedizioni che possiamo ricevere, dal digiunare regolarmente. Gesù ha ispirato molti dei suoi seguaci a partecipare a digiuni regolari. Ancora oggi, i mormoni cercano di seguire il suo esempio diligentemente, digiunando nei momenti di bisogno o di ringraziamento.

Molte persone hanno familiarità con il digiuno che Gesù fece, dopo il battesimo e che durò quaranta giorni e quaranta notti, nel deserto. Durante il suo digiuno, Satana gli apparve, beffandolo, chiedendogli di dimostrare la Sua divinità, utilizzando il potere che gli aveva dato Dio. Gli studiosi hanno discusso su quello che Satana voleva esattamente ottenere da Gesù. Alcuni ipotizzano che voleva tentare Gesù, offrendogli il potere su alcuni regni, o tentarlo affinchè rompesse il digiuno. Gesù si rifiutò di cedere alle tentazioni di Satana. Dopo aver fallito, Satana si arrese e degli angeli andarono ad alimentare e nutrire Gesù, terminando il suo digiuno.

Nella Chiesa mormone, la prima Domenica del mese, è designata come giorno di digiuno. I membri della Chiesa sono invitati a rinunciare a due pasti consecutivi, assistere alle riunioni, rendere una testimonianza, durante la riunione sacramentale e dare un’offerta di digiuno, per aiutare ad assistere i bisognosi. Nell’offerta, si offre la quantità di denaro che avremmo speso per il cibo, quel giorno. Questo denaro va ad aiutare i poveri.

Le famiglie mormoni digiunano insieme e offrono delle preghiere, per conto dei membri della famiglia in crisi. I digiuni familiari, sono estremamente potenti. I mormoni, infatti, ricevono i doni spirituali, attraverso il potere del sacerdozio e avvengono spesso miracoli di guarigione o di aiuto (spesso, ma non sono mai banali).

Di tanto in tanto, viene previsto un digiuno speciale, dalla Chiesa. Questo è successo una volta, durante una carestia in Africa. Venne programmato un digiuno e parteciparono tutti i membri della Chiesa, con la consapevolezza che il valore monetario del mancato consumo del pasto, sarebbe stato donato per aiutare queste persone che morivano di fame. Va ricordato che molti membri della Chiesa sono tutt’altro che ricchi e vivono nei paesi più poveri. Da quel digiuno, 6 milioni di dollari vennero inviati per quell’atto di carità.

Durante il nostro digiuno, rinunciamo a mangiare e bere, per un periodo prolungato di tempo. Anche se può sembrare un sacrificio, le benedizioni ricevute dal digiuno sono immense. Gesù ci ha insegnato come digiunare e perché dobbiamo farlo. Noi digiuniamo durante i periodi di gratitudine e durante i momenti in cui abbiamo bisogno di aiuto. I mormoni sono incoraggiati a digiunare, prima di prendere decisioni importanti, nella loro vita. Digiuniamo nei momenti in cui abbiamo bisogno di sentire maggiormente lo spirito, nella nostra vita. Attraverso il sacrificio del cibo, noi, in scala minore, possiamo identificarci con Cristo, quando ha sacrificato la sua vita. Attraverso il suo esempio, possiamo diventare più simili a lui. Il digiuno serve come modo per dimostrare il nostro impegno verso Gesù Cristo e il Padre celeste. Il digiuno è un modo di dimostrare che siamo disposti a sopportare il dolore temporaneo, per la felicità eterna. Il digiuno ci umilia. Può aiutarci a essere più consapevoli del nostro battesimo e delle alleanze del tempio. Digiuniamo per le stesse ragioni per le quali digiunò Gesù. Con il digiuno, possiamo diventare come lui.

Il digiuno e la preghiera vanno di pari passo. Dobbiamo avere uno scopo, per il digiuno. Durante il giorno, poiché abbiamo un elevato senso dello spirito, possiamo pregare il nostro Padre celeste per avere la forza e l’aiuto di cui necessitiamo, per le cose per le quali stiamo digiunando. È attraverso la preghiera e il digiuno che saremo aiutati e guidati.

Nel Libro di Mormon, abbiamo letto un racconto sul popolo delle Americhe, che ha pregato e digiunato per mostrare gratitudine. In Alma 45:1, leggiamo: “Hanno dato grazie al Signore loro Dio, sì, e hanno fatto molto digiuno e hanno pregare molto, e lo hanno fatto per adorare Dio, con grandissima gioia”.
Gesù Cristo ha vissuto una vita perfetta sulla terra e ci ha insegnato a seguire il suo esempio, in ogni cosa. Nonostante fosse un uomo perfetto, egli aveva ancora bisogno della potenza del digiuno, nella sua vita. Gesù Cristo ci insegna che quando ci avviciniamo al digiuno, con l’atteggiamento giusto, esso può portare gioia e felicità nella nostra vita. Si tratta di una celebrazione del nostro impegno e del nostro amore per Dio. E’ un altro modo con cui possiamo dimostrare il nostro impegno a costruire il regno di Dio.

Carità di Gesù Cristo

sabato, maggio 14th, 2011

Gesù Cristo è stato l’ultimo esempio di carità. Una persona caritatevole sa perdonare, comprendere, è orientata verso gli altri, è umile, sempre pronta ad aiutare e guarda sempre le persone in modo tollerante e favorevole. Cristo ha mostrato tutte queste caratteristiche alle persone che ha servito e aiutato. Gesù Cristo ha dimostrato costantemente la carità e incoraggiato i suoi seguaci a fare lo stesso. Tuttavia, i suoi più grandi atti di carità, sono stati la sua sofferenza nel Getsemani e il sacrificio della sua vita sulla croce, attraverso i quali tutti noi abbiamo la possibilità di avere la vita eterna e vivere di nuovo con il Padre celeste.

Il ministero terreno di Gesù è stato pieno di esempi di carità. Nel Nuovo Testamento, leggiamo la storia della donna che ha commesso adulterio. I suoi coetanei volevano lapidarla. La legge diceva che l’adulterio era punibile con la morte. Gesù Cristo ha condannato la comunità, ha perdonato la donna e le ha detto di non peccare più. Cristo ha insegnato che è il ruolo di Dio, giudicare, non dell’uomo. Gesù capisce che gli errori sono necessari, per il progresso degli uomini e delle donne. Ha empatia per tutti. Durante il suo ministero terreno, Gesù ha dato la benedizione ai malati, di sabato. Anche se era il suo giorno di riposo, ha trovato la gioia nel servire gli altri e nel guarirli. Egli ha anche posto la legge della carità e dell’amore al di sopra della legge del sabato.

Gesù Cristo disse ai suoi discepoli di amarsi l’un l’altro. Ci ha insegnato ad essere caritatevoli ed altruisti. Faceva amicizia con gli emarginati, cenava con i peccatori e dedicava il suo tempo al progresso degli altri. Attraverso il Suo esempio, possiamo trovare le qualità che dovremmo desiderare di emulare.

Gesù insegnò ai suoi discepoli, ad essere umili, compresi quelli che ricoprivano posizioni di autorità e di leadership. Ad esempio, i capi religiosi del suo tempo si preoccupavano di acquisire ricchezze e di indossare abbigliamento appariscente. Gesù li rimproverò, in Matteo 15:6-9, dicendo: ‘Queste persone che si avvicinano a me con la bocca, e mi onorano con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me. E invano rendono il culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini’. Gesù ha insegnato che non dobbiamo seguire le lusinghe della mondanità, ma le leggi di Dio. Ha insegnato che non c’è spazio per l’ipocrisia, nel regno di Dio. Le nostre convinzioni devono essere in linea con le nostre azioni. I membri della chiesa mormone si sforzano di vivere questo principio ogni giorno.

Cristo avrebbe potuto essere arrogante o orgoglioso, perché era onnipotente. Invece, ha trovato il modo di essere caritatevole. Gesù Cristo ci ha insegnato ad amare tutti, anche coloro che sono difficili da amare. Ci sono stati molti, durante la sua vita, che lo odiavano e volevano distruggere lui e la sua missione. Eppure egli mostrava ancora carità, per coloro che lo disprezzavano. La vera carità è amare incondizionatamente. Egli era impegnato a elevare gli altri, anche quelli che erano stati dimenticati o abbandonati. I mormoni si sforzano di seguire il suo esempio di carità e di servizio. Il suo esempio ha ispirato molte organizzazioni di servizio, all’interno della Chiesa mormone, e ha ispirato persone in tutto il mondo a servirsi l’un l’altro.

La vita di Cristo è l’esempio lampante di carità. Attraverso il Suo esempio, possiamo imparare a trovare la felicità e come arricchire la vita degli altri. Cristo ci mostra che se mettiamo gli altri al primo posto, possiamo trovare la vera gioia. In verità, la definizione della carità è “il puro amore di Cristo”. La carità è in realtà uno dei doni spirituali, e, come tale, può essere acquisito come un dono di Cristo. Esso va cercato con la preghiera e con la diligenza:

Pertanto, miei diletti fratelli, se non avete carità non siete nulla, la carità non viene mai meno. Pertanto attenetevi alla carità, che è il più grande di tutti i doni, poiché tutte le cose cadranno… Ma la carità è il puro amore di Cristo, e sussiste in eterno; e per colui che sarà trovato pervaso di essa, all’ultimo giorno, tutto andrà bene (Moroni 7:46-47).

Battesimo di Gesù Cristo

giovedì, maggio 12th, 2011

“Crediamo che i primi principi e le ordinanze del Vangelo siano: primo, la fede nel Signore Gesù Cristo, secondo il pentimento; terzo, il Battesimo per immersione per la remissione dei peccati, quarto: l’imposizione delle mani per il dono dello Spirito Santo”. Questo è il quarto articolo di fede, che delinea alcuni dei principi più fondamentali del mormonismo. Noi crediamo che il battesimo sia necessario ad ogni persona che desidera entrare nel Regno di Dio.

Il processo del battesimo è simbolico. Essere immersi nell’acqua rappresenta il lavare via i peccati. Il Battesimo rende puri e puliti, libera una persona dal giudizio di Dio, per ogni errore passato. Il battesimo rappresenta anche la morte, o la sepoltura, e la rinascita come essere nuovo. È un simbolo di rinascita. La persona è letteralmente rinata spiritualmente:

Ora io vi dico che dovete pentirvi, e nascere di nuovo, poiché lo Spirito dice che se non siete rinati, voi non potrete ereditare il regno dei cieli, perciò venite al pentimento e siate battezzati, affinché possiate essere lavati dai vostri peccati, possiate avere fede nell’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, che è potente, per essere salvati e ripuliti da ogni iniquità (Alma 7:14).

Gesù rispose e gli disse: «In verità, in verità io ti dico, se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio (Giovanni 3:3).

Gesù Cristo ha insegnato con l’esempio. I mormoni, cercano di seguire l’esempio di Cristo e di essere come Lui, in tutte le cose. Gesù chiese a Giovanni Battista di essere battezzato nel fiume Giordano. Giovanni non capiva perché un essere perfetto avrebbe avuto bisogno di essere battezzato. Leggiamo in Matteo 3:15, che “era necessario per adempiere ogni giustizia”. Gesù Cristo era un uomo senza peccato, ma è stato battezzato per creare un precedente per i suoi seguaci. Poco dopo che Gesù fu battezzato, i suoi discepoli furono battezzati. In seguito, venne rivelato, nel 1829, a Joseph Smith. Quale doveva essere il modo e l’autorità attraverso cui la gente doveva essere battezzata. Attraverso la rivelazione che il Signore diede ai suoi discepoli, sappiamo che, dopo un vero pentimento, bisogna essere battezzati per immersione, da un’autorità del sacerdozio, per avere la partecipazione da parte di Dio.

Il battesimo umilia l’uomo davanti a Dio. Il battesimo è un contratto tra Dio e l’uomo. Se si prende su di sé il nome di Gesù in ogni momento e si osservano i suoi comandamenti, Egli ci perdonerà i nostri peccati e ci riporterà a vivere in cielo, con lui. Il battesimo è un modo per manifestare il proprio impegno verso il Padre celeste. Il Battesimo ci consente di dichiarare e dimostrare pubblicamente la nostra devozione a Dio. Il battesimo è un simbolo del nostro sacrificio e della nostra devozione a Dio. Le Scritture ci dicono che bisogna essere battezzati per entrare nel Regno di Dio.

E chiunque crede in me, ed è battezzato, lo stesso sarà salvato, ed essi sono coloro che erediteranno il regno di Dio (3 Nefi 11:33).

Uno deve avere la giusta autorità per battezzare. I mormoni credono che solo i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni che detengono il Sacerdozio di Aaronne detengano le chiavi del battesimo. Le chiavi sono state consegnate da Giovanni Battista (che appariva come un essere risorto) a Joseph Smith e Oliver Cowdery quando la Chiesa è stata restaurata. Non solo non tutti possono celebrare i battesimi. Il potere di battezzare viene dal Signore. In 3 Nefi 11,19-21, il Signore dà a Nefi il potere di battezzare in suo nome. L’autorità deve essere valida, proveniente dal Signore.

Per essere degni del battesimo, si deve avere una testimonianza fondamentale di Gesù Cristo. Bisogna impegnarsi a seguire i suoi insegnamenti e il Suo esempio. La persona deve pentirsi dei propri peccati, prima del battesimo. I battesimi, nella chiesa mormone, vengono generalmente celebrati ad otto anni, anche se le persone possono essere battezzate a qualsiasi età, dopo gli otto anni, che vengono definiti “l’età della responsabilità”. I battesimi infantili, non vengono eseguiti, nella chiesa mormone, poiché “i bambini non sono in grado di commettere peccato”(Moroni 8:4-23).

Non solo Gesù ci offre la possibilità di essere battezzati, ma quando siamo battezzati e confermati membri della Chiesa Mormone, possiamo ricevere il dono dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è un membro della divinità ed è un compagno costante. Egli ci guida e ci aiuta a prendere delle sagge decisioni. Egli può confortarci quando ci sentiamo deboli e soli. Dopo che Gesù fu battezzato, lo Spirito Santo apparve sotto forma di una colomba, per conferire una sensazione di amore e di pace.

Lo scopo principale del battesimo è quello di portare le persone a Cristo. Per mezzo del battesimo, ci viene dato il modo di tornare al Padre celeste, poiché è la porta per la retta via, che porta nel suo regno.