Archive for the ‘Nascita di Gesu’ Cristo’ Category

La nascita di Gesù Cristo

mercoledì, novembre 30th, 2011

Tiffany Sowby è la madre di cinque figli. Ella cerca di trovare umorismo, gioia e appagamento nella piccole cose che la vita ha da offrire.

I membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni), come festeggiano il Natale? Si fonda tutto sulla visita di Babbo Natale, la notte della vigilia di Natale, e su quali regali sono stati acquistati per i propri cari? O il Natale è un modo per ricordare la nascita di Gesù Cristo?

Crescere da bambino, in Inghilterra, significa che gli studi religiosi fanno parte del curriculum scolastico quotidiano. Ho passato molti Dicembre lavorando a progetti d’arte e saggi, che rappresentavano ciò che la maggior parte del mondo cristiano pensa, quando si riferisce al ‘primo Natale’. Mi ricordo, in particolare, una “linea del tempo”, con le immagini che partivano da Maria in visita alla cugina Elisabetta, fino ad arrivare a Gesù Bambino, in una mangiatoia. Mi ricordo la mia terza classe, degli angeli verniciati d’oro, che misi orgogliosamente sull’albero di Natale della mia famiglia. Una delle mie cose preferite, di Dicembre, quando era un bambino in età scolare, era l’unirmi al resto della scuola e cantare i miei inni preferiti di Natale: In una mangiatoia e Astro del ciel.

I miei figli, ora, portano a casa, da scuola, una costruzione in carta di Rudolph e corone di fiori, fatte con fazzoletti di carta verdi e rossi, che adornano i nostri contatori, frigoriferi e porte. Inoltre, ogni canto che i miei figli fanno a scuola, durante il mese di Dicembre, è limitato strettamente a canzoni che parlano di renne, pupazzi di neve e, naturalmente, il buon vecchio Babbo Natale.

Troppo spesso ormai, il vero significato del Natale è lasciato fuori.

Come bambino cresciuto in Inghilterra, la mia famiglia è stata (ed è tuttora) membro attivo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni). Le nostre feste di famiglia personali e le nostre tradizioni, erano mescolate alle celebrazioni della nostra congregazione della chiesa locale e alle feste della scuola e tutte avevano dei toni molto simili. Celebravamo il Natale. E anche se avevamo avuto la nostra parte equa di dolciumi natalizi, di visite da Santa Claus e di canzoni di Natale non religiose, una cosa che non veniva mai trascurata era il riconoscimento e la celebrazione della nascita di Gesù Cristo.

E’ possibile godere delle parti tradizionali del Natale, che includono Babbo Natale, i bastoncini di zucchero e le casette di dolci e la celebrazione della nascita di Gesù Cristo?

Assolutamente!

C’è molto da amare, nel periodo natalizio. La musica di Natale, il confezionamento dei regali, le ghirlande sulle balaustre e l’odore di un albero di Natale appena tagliato, sono in cima alla mia lista delle mie cose preferite di Natale. Mi piace l’emozione sui volti dei bambini in attesa di Babbo Natale e mi piace trovare del cioccolato nella mia calza.

Mi piace la gentilezza che sembra essere nell’aria, nel periodo natalizio. Sembra che i cuori siano un pò più aperti e i portafogli un po’ più ampi, solo con un giro di pagina del calendario. Eppure, anche con tutte le distrazioni di una vacanza commercializzata, c’è spazio per momenti di quiete e di riflessione, su ciò che il Natale è veramente.

Anche se i miei figli non possono avere lo stesso equilibrio delle celebrazioni natalizie a scuola, come facevo io, una volta, possono sperimentare entrambi i lati del Natale all’interno della nostra casa, della nostra chiesa e tra i parenti e gli amici.

Tipicamente, un Santo degli Ultimi Giorni, (mormone) nelle riunioni domenicali del mese di Dicembre, si concentra sul vero significato del Natale, ma ci sono molte opportunità per bilanciare le altre parti del Natale, all’interno delle nostre chiese. Ho partecipato a numerose cene di Natale, nell’ambiente della chiesa, in cui c’era la canzone di Jingle Bells, mentre Babbo Natale entrava nella stanza o mentre i bambini vestiti con abiti e foglie, rievocavano la scena di Betlemme, in quella prima notte di Natale. Mi sono iscritto a dei gruppi parrocchiali, per fare dei lavori di Natale e le decorazioni e ho unito i gruppi della chiesa, per dare un rifugio ai senzatetto.

Viviamo in un mondo che ha fatto diventare il Natale molto di più della notte semplice e sacra, di 2.000 anni fa. Siamo anche andati oltre i tempi in cui c’era eccitazione, per una singola arancia, lasciata sotto un albero. Viviamo in un mondo che riempie Dicembre con lo scambio di doni, cene, cibi insaccati e ogni sorta di ansia e stress, che vengono fuori dalla ricerca del regalo perfetto o dal celebrare.

Nella mia famiglia, nonostante i miei sforzi per bilanciare tutti gli aspetti del Natale, si passa il giorno di Natale ponendo la nostra completa attenzione, sullo scartare i regali, sulla visita di Babbo Natale e a rispondere alla domanda: “Che cosa hai ricevuto?” La rievocazione della Natività, i canti e le letture scritturale della notte precedente, vengono improvvisamente dimenticati nel vortice dei giochi, dei gadget e del cioccolato della mattina di Natale.

Diversi anni fa, mia nonna introdusse una nuova tradizione, nel pomeriggio, prima della cena di Natale, che lei organizzava sempre. A volte, eravamo quasi 40 persone, nella sua modesta stanza. In mezzo a mucchi di carta da regalo e regali, presentava una persona a cui aveva precedentemente assegnato il compito di leggere: “Babbo Natale sussurrò, insegnando ai bambini il vero significato del Natale”. Usando una lavagna un pò datata, guardavamo e ascoltavamo il significato dei prodotti di Natale e il simbolo con cui erano legati a Gesù Cristo.

Non era il pezzo da leggere, che creava uno spirito speciale nella stanza, e certamente non era l’aiuto visivo. Ma era il riconoscere e il ricordare la nascita di Gesù Cristo e cosa significasse la Sua vita, per ciascuno di noi. Mentre aprivamo i regali, sotto un albero di Natale illuminato, ricordavamo che il Natale era più dei doni presenti sotto un albero.

La mia famiglia ha trascorso molte stagioni natalizie, leggendo il libro di Luca, nella Bibbia. Abbiamo trascorso molte serate, vestiti con accappatoi e lenzuola raffiguranti angeli, uomini saggi e pastori. Abbiamo passato ore in discount e centri commerciali, alla ricerca del regalo giusto per le famiglie e i bambini meno privilegiati. Abbiamo lasciato cadere degli spiccioli nei raccoglitori dell’Esercito della Salvezza.

Eppure, ogni sera, alla vigilia di Natale, andiamo a letto con la speranza che Babbo Natale arriverà, mentre dormiamo.

C’è, senza dubbio, posto per ogni tipo di celebrazione natalizia, nel mese di Dicembre. Pur mantenendo tutte le cose con moderazione, vi è abbondanza di gioia, che si fa sentire a Natale. Il tipo di gioia che si estende anche al di là degli angeli di carta stagnola, agli involucri spiegazzati e ai campanelli abbandonati e ai doni di Babbo Natale. La gioia viene da un solo posto, nei nostri cuori, che mantiene il ricordo sacro della nascita e della vita del nostro Salvatore.

Chi erano i Magi?

lunedì, luglio 21st, 2008

Il resoconto dei Magi, o uomini saggi, e’ una parte ben nota e amata della storia della nascita di Gesu’. Cionondimeno il resoconto di, Matteo dichiara semplicemente che quando nacque Gesu’, “vennero degli uomini saggi dall’est,” senza specificare quanti fossero, chi fossero esattamente, da dove venissero, o se fossero dei re. Il numero tradizionale di tre sorse a causa dell’associazione di un re ad ogni dono dato al bambino Gesu’ (oro, incenso, e mirra). L’ identificazione di questi “Re” come Baldassarre, Melchiorre, e Gaspare non data prima del VI secolo. Lo storico Erodoto usa per la prima volta il termine greco magoi per riferirsi a una casta sacerdotale fra i Medi e i Persiani che era nota per l’interpretazione dei sogni. Piu’ tardi, associato ai preti della religione di Zoroastro, magoi fu usato anche per descrivere vari tipi di indovini orientali e uomini saggi orientali, inclusi gli astronomi babilonesi, noti come caldei. (continua…)

Maria: testimone della nascita di Gesu’

domenica, luglio 20th, 2008

 

Non ci potrebbe essere alcun testimone mortale piu’  perfetto della divina figliolanza di Cristo, di sua madre, Maria. Da Gabriele ricevette la promessa che avrebbe concepito nel suo seno “il Figlio dell’Altissimo ” (Luca 1:32). In seguito a quel meraviglioso evento , testificò  “Colui che e’ potente mi ha fatto grandi cose; e santo e’ il Suo nome” (Luca 1:49). Nefi diede il resoconto scritturale migliore di questo evento sacro. Il nostro Padre eterno, ci disse, accondiscese -cioè, Egli scese dalla Sua corte reale in alto e in unione con la bella vergine di Nazareth fece da padre a un figlio “secondo la carne ” (1 Nefi 11:18). “Ed avvenne,”  scrisse Nefi , “che io vidi . . . dopo che ella era stata rapita nello Spirito per lo spazio di un tempo l’ angelo mi parlo’ dicendo: Guarda! Ed io guardai e vidi di nuovo la vergine che portava un bambino fra le sue braccia. E l’angelo mi disse: Ecco l’agnello di Dio, si’, proprio il Figlio del Padre Eterno !” (1 Nefi 11:19-21). Alma, testimoniando della nascita di Cristo, disse:”Egli nascerà da Maria a Gerusalemme, che e’ la terra dei nostri padri, essendo ella una vergine, un vaso prezioso e scelto, che sara’ coperta dall’ombra e concepirà per il potere dello Spirito Santo, e porterà un figlio, si’, proprio il figlio di Dio ” (Alma 7:10).

Sperry Symposium Classics, Joseph Fielding McConkie, 2006, Brigham Young University & Deseret Book, 112.

I pastori: testimoni della nascita di Gesu’

domenica, luglio 20th, 2008

 

La vigilia della nascita di Cristo nella stalla a Betlehem, c’erano, nei campi non molto lontani, dei pastori che guardavano le loro greggi . Il fatto che fossero nei campi di notte ci da’ qualche indicazione della stagione dell’anno in cui Cristo era nato.

Era abitudine fra gli ebrei portare le greggi nei campi verso il periodo di Pasqua e riportarle a casa al giungere delle prime piogge -cosi’ sarebbero state nei campi  circa da aprile fino a ottobre. Di questi pastori l’anziano, Bruce R. McConkie ha suggerito:

Questi non erano pastori comuni, ne’ greggi comuni. Le pecore che venivano curate la’-no, non fatte pascolare, ma custodite, trattate con amore e devozione-erano destinate al sacrificio sul grande altare nella casa del Signore, in similitudine del sacrificio eterno di colui che in quella notte mirifica giaceva in una stalla, forse fra pecore di un destino minore.

E i pastori -per i quali il velo era stato lacerato: sicuramente erano di statura spirituale come Simeone  e Anna e Zaccaria ed Elisabetta e Giuseppe e il gruppo crescente di anime credenti che stavano venendo a conoscere, per rivelazione, che il Cristo del Signore era ora sulla terra. Poiche’ c’erano molte vedove in Israele, ed Elia fu mandata solo a quella di Sarepta, cosi’ c’erano molti pastori in Palestina, ma l’angelo araldo ando’ solo su coloro che guardavano le greggi del tempio, solo loro udirono i cori celesti.

Che la  testimonianza di un solo Apostolo in merito al carattere di questi pastori non sta da sola, io cito quella di un’altra, Alma, che annuncio il principio che gli angeli avrebbero dichiarato le buone novelle della nascita del Messia a “uomini giusti e santi” (Alma 13:26).

La testimonianza speciale che questi “uomini giusti e santi” portarono sulla nascita di Cristo non era limitata alla notte della nascita del Salvatore, ma fu per ognuno di essi una chiamata durata tutta la vita.

La loro storia doveva essere raccontata a familiari, amici e vicini. Doveva essere raccontata alle corti del tempio e da la’ doveva trovarsi narrata a tutte le nazioni della terra. Luca ci dice che dopo che i pastori ebbero visto il “bambino che giaceva nella mangiatoia” fecero sapere intorno cio’ che era stato loro detto in merito a questo bambino” (Luca 2:16-17).

Tale era la commissione dell’ angelo che stette davanti a loro quella notte santa dichiarando  “buone novelle di grande allegrezza,”, che dovevano andare “a tutto il popolo” (Luca 2:10).

Sperry Symposium Classics, Joseph Fielding McConkie, 2006, Brigham Young University & Deseret Book, 112-113.

Il coro celeste: testimoni della nascita di Cristo

domenica, luglio 20th, 2008

 

 Quando i cieli furono aperti ai pastori, essi videro dapprima un angelo del Signore -supponiamo Gabriele -che diceva: “Non temete: perche’, ecco, io vi reco novelle di grande gioia, che tutto il popolo avra’. Poiche’ oggi nella citta’ di Davide e’ nato per voi un Salvatore che e’ Cristo il Signore” (Luca 2:10-11). Poi “improvvisamente,” secondo la versione del Re Giacomo , “si uni’ all’angelo una moltitudine  dell’esercito celeste che lodava Dio dicendo: Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra, benevolenza verso gli uomini ” (Luca 2:13-14).

Nel narrare la storia di Natale, c’e’ un’obiezione occasionale all’idea che la nascita di Cristo fu annunciata ai pastori da un coro celeste. Questa obiezione si basa sul fatto che il testo della Bibbia non dice che il loro messaggio fu cantato.

In risposta, osservo dapprima che ci sono traduzioni della Bibbia responsabili che riferiscono che  l’esercito di Dio stava “cantando le lodi di Dio”; secondo, sarebbe contrario all’ordine dell’adorazione per una schiera fare qualcos’altro che cantare, come afferma una molteplicità di testi scritturali; e terzo, abbiamo accenni dell’apparizione di altri cori celesti che gioivano in altre occasioni.

 La capacità musicale varia fra i talenti con cui uno potrebbe essere nato e che uno puo’ portare con se nel mondo a venire. L’anziano McConkie frequentemente predicava la dottrina che quelli con grandi talenti musicali stanno faticando dall’altro lato del velo per preparare la musica e il coro  che ci sara’ al ritorno di Cristo.

Mentre il coro cantava agli umili pastori di Giudea, forse aveva la missione dal mondo di sopra di annunciare la nascita del Salvatore fra resti sparsi delle tribù d’Israele. “Si’, e la  voce del Signore, lo proclama a tutte le nazioni per bocca degli angeli,” Alma scrisse, “si’, lo proclama, affinché essi possano avere buone novelle di grande gioia; si’ ed egli fa risuonare  queste buone novelle fra tutto il suo popolo, si’ anche a quelli che sono dispersi sulla faccia della terra; pertanto sono giunte sino a noi” (Alma 13:22).

L’inno di Natale, “A mezzanotte in ciel s’udi’ ” e’ un annuncio proprio dell’ora dell’apparizione del coro celeste ai pastori.

Quest’inno ha le sue radici da un testo dalla Saggezza di Salomone, una parte apocrifa del  Vecchio Testamento  Il passaggio afferma che “la notte nel suo rapido corso era ora per meta’ trascorsa” e  si riferisce contestualmente alla distruzione dei primogeniti degli Egiziani al tempo dell’Esodo.

Cio’ comunque non ha impedito agli scrittori cristiani dal vederlo come un riferimento al tempo della nascita di Cristo (vedere Saggezza di Salomone 18:14-15).

Sperry Symposium Classics, Joseph Fielding McConkie, 2006, Brigham Young University & Deseret Book, 113-114.

 

 

Gabriele: testimone della nascita di Cristo.

sabato, luglio 19th, 2008

Propriamente, la nostra prima testimonianza della nascita di Cristo nel  Nuovo Testamento e’ di un  messaggero che viene dalla presenza di Dio. Giustamente fa la sua apparizione iniziale nel tempio, a un sacerdote fedele dell’ordine di Aaronne, uno che sta celebrando la funzione rituale per conto della sua nazione, bruciando incenso sull’ altare, entro il sacro luogo.

Nello svolgimento del suo dovere, Zaccaria rappresentava la fede unita di Israele. La sua preghiera era la loro preghiera , e quella preghiera era per una liberazione durevole da tutti i loro nemici per mano del Messia promesso. Le fiamme dell’incenso che salivano simboleggiavano l’ascensione di quella preghiera unita. (continua…)