Archive for the ‘Scritti non canonici’ Category

Chi erano i Magi?

Lunedì, Luglio 21st, 2008

Il resoconto dei Magi, o uomini saggi, e’ una parte ben nota e amata della storia della nascita di Gesu’. Cionondimeno il resoconto di, Matteo dichiara semplicemente che quando nacque Gesu’, “vennero degli uomini saggi dall’est,” senza specificare quanti fossero, chi fossero esattamente, da dove venissero, o se fossero dei re. Il numero tradizionale di tre sorse a causa dell’associazione di un re ad ogni dono dato al bambino Gesu’ (oro, incenso, e mirra). L’ identificazione di questi “Re” come Baldassarre, Melchiorre, e Gaspare non data prima del VI secolo. Lo storico Erodoto usa per la prima volta il termine greco magoi per riferirsi a una casta sacerdotale fra i Medi e i Persiani che era nota per l’interpretazione dei sogni. Piu’ tardi, associato ai preti della religione di Zoroastro, magoi fu usato anche per descrivere vari tipi di indovini orientali e uomini saggi orientali, inclusi gli astronomi babilonesi, noti come caldei.

Nel periodo romano, il termine latino magi incluse una varia tipologia di professionisti, dagli indovini e dai piu’ rispettabili astrologi ai maghi e ai ciarlatani. Sebbene alcuni studiosi abbiano suggerito che i Magi possano essere stati ebrei di Babilonia o da altre parti nella Diaspora occidentale, le prime rappresentazioni artistiche dei Magi li ritraggono in abiti persiani o altri abiti orientali. Alcuni fra i primi scrittori cristiani vedevano i magi come maghi che avevano accettato subito la superiorità’ di Cristo e smesso le loro arti magiche per venire ad adorarlo. Altri li vedevano come i migliori saggi fra i pagani, che erano ispirati dalla loro conoscenza dell’astronomia per riconoscere i segni della nascita di Cristo.

Molti studiosi colgono l’enfasi dell’ambiente ebraico di Matteo come un segno che questo vangelo fu scritto all’inizio per gli ebrei e per i cristiani ebrei. Percio’ se i magi fossero stati gentili, invece che giudei della diaspora orientale , sarebbero stati uniti alle donne della genealogia di Matteo, la donna sirofenicia, e il centurione al piede della croce, come figure che dimostrano l’inclusione di gentili nel messaggio cristiano, nel vangelo di Matteo.

  • Share/Bookmark

Quali sono gli apocrifi del Nuovo Testamento?

Domenica, Luglio 20th, 2008

La parola greca apokrypha significa “scritti nascosti.” Clemente di Alessandria la usa in questo senso letterale (Stromateis 1.15.69.9). Ma per la maggior parte, gli antichi autori cristiani la usarono per riferirsi a scritti dei loro oppositori, che consideravano falsi.  Clemente dice che i suoi oppositori “derivavano le loro dottrine da un’opera apocrifa . . . . dove hanno preso una dottrina sana e l’hanno perversamente applicata male ” (Stromateis 4.29).

Ireneo descrive “gli scritti apocrifi” come testi scritti dai  suoi oppositori “che sono ignoranti delle Scritture di verita’” (Against Heresies 1.20.1).

Tertulliano rifiuto’ di riconoscere gli insegnamenti dal Pastore di Herma perche’ esso “non trovava un posto nel  canone divino ” ed”era stata giudicata abitualmente da ogni concilio delle Chiese. . . fra gli scritti apocrifi e falsi ” (On Modesty 10.6). La frase “apocrifi del Nuovo Testamento” non era usata in antichità . Invece, e’ un titolo  moderno a ombrello non furono inclusi nel canone del Nuovo Testamento.

Per la maggior parte, gli studiosi seguono le tre categorie degli “apocrifi del Nuovo Testamento usate da Wilhelm Schneemelcher: 1) Vangeli, che includono materiale non-biblico riguardo alla vita di Gesù; 2) scritti connessi agli apostoli; 3) apocalissi e soggetti connessi .[1] Alcuni dei vangeli apocrifi, come Il vangelo dei nazareni e Il vangelo degli Ebioniti sono oggi conosciuti solo perche’ gli antichi autori cristiani li hanno citati  nei loro scritti che sono rimasti. Alcuni, come il  Vangelo di Tommaso  e Il vangelo di Giuda, furono menzionati in antiche fonti, ma sono stati scoperti solo recentemente. Alcuni testi, come Gli atti di Tommaso, erano usati sia dai gruppi “ortodossi” che “eterodossi” .

In anni recenti, gli studiosi hanno  riesaminato il ruolo gli apocrifi del Nuovo Testamento per capire la cristianità antica. La vista piu’ tradizionale e’ stata di studiarli per determinare quale luce abbiano buttato sullo sviluppo della chiesa cristiana, con particolare attenzione a come si paragonino coi testi che piu’ tardi vennero canonizzati.

Comunque una tendenza recente e in aumento e’di studiare questi testi e lasciare che parlino  indipendentemente della diversità di espressioni riguardo a cosa significasse essere un cristiano nei tempi antichi. “Circa una dozzina di vangeli  noncanonici erano noti nel II secolo e . . . l’evidenza di questi scritti apocrifi si paragona molto bene all’ evidenza dei vangeli  canonici. Le attestazioni non supportano una distinzione fra vangeli canonici e apocrifi. Scritti di entrambe le categorie furono usati e vengono citati sin dall’inizio e spesso, dagli stessi autori.”

 Helmut Koester e’ John H. Morison Research Professore di Divinita’ and Win Research Professor of Ecclesiastical History at Harvard Divinity School.

Helmut Koester, “Apocryphal and Canonical Gospels,” Harvard Theological Review 73 (1980): 110.

“Il valore nell’esercitare sforzo per capire la letteratura apocrifa e’ duplice : primo, una volta che capiamo la situazione   composizionale che circonda un testo apocrifo, possiamo accertare il suo potenziale di preservare  informazioni attendibili su Gesu’ o la chiesa che Egli fondo’ . Secondo, una volta che capiamo quanto il documento abbia influenzato le comunità cristiane, possiamo cominciare a discernere lo sviluppo storico dell’apostasia in quelle comunità .” Thomas Wayment e’ un  Professore  Associato di Scrittura Antica alla Brigham Young University.

Thomas A. Wayment, “False Gospels: An Approach to Studying the New Testament Apocrypha,” in How the New Testament Came to Be (ed. Kent P. Jackson and Frank F. Judd, Jr.; Salt Lake City: Deseret Book, 2006), 294.

 


[1] See Wilhelm Schneemelcher, ed., New Testament Apocrypha, 2 vols. (rev. ed.; trans. R. McL. Wilson; Louisville, KY: Westminster/ John Knox Press, 1992).

Cos’e’ l’ Agrafa?

Il vangelo di Marco, come gli altri testi evangelici, non contiene ogni cosa che abbia detto Gesu’. C’e’ un corpo di detti di Gesu’ conservati in altre fonti che ha attirato per molto tempo l’attenzione di studiosi e credenti. Questo materiale fa parte degli agrapha (letteralmente “non scritti”). Questi sono i detti che non furono riportati originariamente nei vangeli o furono attribuiti a Gesu’ da altre fonti diverse dal vangelo. Cosi’, per esempio, Atti 20:35 contiene il detto di Gesu’ che “E’ cosa migliore dare che  ricevere”. Un altro esempio viene dal vangelo di Marco dove un detto di Gesu’ fu aggiunto al vangelo probabilmente quasi cinquecento anni dopo che questo era stato scritto: “e ogni sacrificio dev’essere salato col sale” (Marco 9:49). La datazione di questo detto e’ attestata dal fatto che esso non appare nei manoscritti piu’ antichi di Marco, sia in latino che in greco, e perciò probabilmente era sconosciuta nelle edizioni originali di Marco..

Un altro detto di Gesu’ possibilmente autentico puo’ essere trovato in fonti cristiane  non-canoniche come il Vangelo di Tommaso, Il vangelo di Filippo, e gli scritti dei primi dirigenti cristiani come Clemente e Gerolamo. Gli scribi cristiani  hanno preservato centinaia di detti di Gesu’ fuori dai vangeli, alcuni dei quali sono autentici e altri che sono leggendari. Alcune dozzine di detti di Gesu’ probabilmente autentici sono i seguenti:

“Benedetto nella persona  chi ha lavorato ed ha percio’ trovato vita”  (vangelo di Tommaso 58)

“Non essere mai gioioso a meno che non guardi tuo fraello con amore “ (Gerolamo, Commentario su Efesini 5.4)

“Nessuno puo’ ottenere il regno dei cieli se non e’ gia’ passato attraverso la tentazione” (Terulliano, Sul battesimo).

Alcune Bibbie moderne, nel tentativo di distinguere le vere parole di dal contesto della narrazione, hanno evidenziato le parole di Gesu’ in rosso. Queste Bibbie, fronteggiano sfide significative perche’ si devono prendere delle decisioni su quale vangelo di Matteo, di Marco, o di Luca un detto di Gesu’ rappresenti piu’ da vicino il modo in cui Gesu’ lo pronuncio’ originariamente. Questo concentrarsi sul vero agire di Gesu’ ha aumentato l’ interesse degli studiosi per l’ agrafa, dove sono stati preservati altri detti di Gesu’ possibilmente genuini

 

 

  • Share/Bookmark

Cos’e’ il Vangelo di Giuda?

Sabato, Luglio 19th, 2008

One documento che recentemente e’ giunto all’attenzione pubblica e’ il Vangelo di Giuda. Questo testo fu scoperto vicino a El Minya, Egitto, nei primi anni settanta. Come altri documenti del Nuovo Testamento e i codici di Nag Hammadi , questo manoscritto in papiro e’ sopravvissuto a causa del clima asciutto  dell’Egitto. Il testo fu spostato dall’Egitto all’ Europa agli Stato Uniti, dove per sedici anni fu tenuto in una cassetta di sicurezza a Long Island, New York.

Alla fine, il manoscritto fu acquistato dal National Geographic, tramite una serie di contributi istituzionali e donazioni private. Come molti manoscritti precedentemente scoperti , molti individui tentarono di usarlo per guadagno personale, e questo fece ritardare il processo di pubblicazione. il Vangelo di Giuda fu scoperto insieme con altri tre testi danneggiati malamente, ma a questo punto solo esso fu tradotto e reso pubblico .

Forse sorprendente per alcuni e’ il fatto che  il Vangelo di Giuda , o forse  una versione di esso, era in circolazione all’inizio del II secolo  d.C. Gia’ verso il 180, d.C. Ireneo, un vescovo a Lione , denuncio’ il Vangelo di Giuda come un testo gnostico che affermava di tramandare dei segreti dall’ultima settimana della vita di Gesu’ cosi’ come una rivelazione dell’ordine dei cieli. Fino a poco tempo fa, gli studiosi sono stati lasciati a indovinare il contenuto specifico del Vangelo di Giuda , ma la recente pubblicazione del testo rende ovvio che Ireneo aveva ragione almeno su un punto.

Il documento e’ di origine gnostica, un punto reso ovvio quando in esso Gesu’ insegna a Giuda sul cattivo Dio creatore che si opponeva al vero Dio dei cieli. Gli apostoli che  nel testo sembra che a torto stiano seguendo il malvagio creatore,  non capiscono che Giuda comprende la vera natura del Dio dei cieli.

Il testo probabilmente trae origine dai circoli gnostici dell’Egitto al volgere del secolo , e molto simile ai cugino- il Vangelo di Tommaso - questo testo sostiene la credenza gnostica che ai discepoli vennero trasmessi insegnamenti segreti. Infatti, il testo inizia allo stesso modo del Vangelo di Tommaso  quando riferisce, “Il resoconto segreto della rivelazione che Gesu’ fece in conversazione con Giuda Iscariota durante una settimana tre giorni prima di celebrare la Pasqua ” (New York Times translation, 2006).

  • Share/Bookmark

Cos’e’ lo gnosticismo?

Sabato, Luglio 19th, 2008

Lo gnosticismo per definizione e’ una credenza in un insegnamento segreto e misteri (Greco Gnōsis) che erano di proposito tramandati ai discepoli tramite la rivelazione privata. Questi misteri spesso descrivono come l’anima salga al cielo dopo la morte. Secondo il pensiero gnostico, intermediari angelici detti arconti, called arcieoni stanno sulla strada del progresso dell’anima, e percio’ lo gnostico credente deve scoprire come oltrepassare gli intermediari e restare incolume Molti testi gnostico tramandano i nomi degli intermediari angelici .

Lo gnosticismo non fu un movimento monolitico nella chiesa; invece, c’erano molti credi differenti e diverse pratiche fra gli gnostici. Le maggiori discussioni dello gnosticismo  si riferiscono alle forme di religione del II secolo come Valentiniano, Sethiano, Barbelo, e altre forme di gnosticismo. Perciò e’ difficile, parlare di una forma singola o di singolo credo fra gli gnostici. Forse, comunque, fra le sette gnostiche il denominatore comune era  l’ idea che Gesu’ fosse un rivelatore di insegnamenti segreti – ma non il salvatore del mondo. Lui non aveva redento l’umanità‘ tramite una morte sacrificale come ci insegnano i vangeli canonici; piuttosto Lui ha redento l’umanità‘ con la trasmissione degli insegnamenti segreti.

Lo gnosticismo viene menzionato esplicitamente nel Nuovo Testamento quando enuncia il movimento a Timoteo dicendo: “O Timoteo custodisci il deposito che ti e’ stato affidato, evitando i discorsi profani e vani e le argomentazioni contrastanti di quella che e’ falsamente chiamata [gnōsis] : professando la quale alcuni si sono sviati dalla fede” (1 Timoteo 6:20-21). Altri detti degli apostoli possono essere stati diretti agli insegnamenti gnostici .

 

 

  • Share/Bookmark