Archive for the ‘Storici biblici’ Category

Chi e’ Giuseppe Flavio ?

domenica, luglio 20th, 2008

Giuseppe ben Mattias ha-Cohen, comunemente noto come Giuseppe, era un ebreo, nato verso il  37 A.D. da una famiglia  aristocratica sacerdotale . Il suo linguaggio natio era l’aramaico, sebbene conoscesse bene l’ebraico, e tutti i suoi scritti sopravvissuti sono in greco. In tempi differenti il suo interesse religioso lo guido’ a studiare o ad affiliarsi coi sadducei, gli esseni e i farisei, le tre maggiori fazioni ebraiche. Generale durante i primi giorni della rivolta ebraica che duro’ dal 66 al 73 A.D. , fu catturato dai romani all’assedio di Jotapata in Galilea e subito  cambio’ parte, diventando cliente del futuro  imperatore Flavio Vespasiano, ricevendo la cittadinanza romana, e prendendo il nome di Flavio Giuseppe .

Le sue opera letterarie comprendono Guerre giudaiche, Antichita’ giudaiche, Contro Apione, e un’ autobiografia. Le prime due sono lette spesso dagli studiosi della Bibbia per le informazioni che forniscono sulla storia ebraica e gli eventi avvenuti nel periodo della vita di Cristo e degli apostoli.

Le guerre giudaiche, comunque, e’ soprattutto un’opera di storico-biografica classica e dev’essere valutata come tale. In essa, Giuseppe cerco’ di spiegare perche’ Dio aveva permesso ai romani di sconfiggere gli ebrei e di distruggere il tempio. In retrospettiva, Giuseppe vide la ribellione come risultato delle azioni di rivoluzionari politici che vedeva poco piu’ che banditi ostili alla sua propria classe, l’aristocrazia ebraica .

Giuseppe cerco’ anche di difendere i suoi propri patroni, gli imperatori Flavii Vespasiano e Tito, suggerendo per esempio che, quando  Tito catturo’ Gerusalemme nel 70A.D.  voleva risparmiare il tempio, ma un soldato romano, agendo di testa propria butto’ nel santuario un tizzone acceso.

Le ultime parole famose che Giuseppe mette in bocca a  Eleazaro a Masada e’ un tipico discorso retorico, e il suicidio degli zeloti la’ ha paralleli nella storiografia greca e romana.

Negli anni successivi, Giuseppe senti’ il bisogno di difendere la reputazione e lo status del popolo ebraico.

Antichita’  giudaiche sembra essere una sottospecie di storia a volte chiamata ” storiografia apologetica” un tipo di storia scritta che cerca di difendere e spiegare il suo soggetto a una cultura piu’ vasta e dominante. In essa Giuseppe sottolinea l’antichita’ del popolo ebraico e la nobilta’ delle loro tradizioni . Le sezioni posteriori di quest’opera che usa alcuni degli stessi materiali che si trovano in Guerre giudaiche spesso rappresentano questi episodi in modo molto diverso.

Conseguentemente, sebbene molti lettori oggi tendono ad accettare le sue opera in modo acritico, dobbiamo ricordare come esse siano mutate nel tempo come risultato di mutamenti politici e circostanze personali .

 

 

 

Cosa dice Giuseppe Flavio su Gesu’?

domenica, luglio 20th, 2008

Molti studiosi sono d’accordo che Giuseppe nel suo libro, le Antichità  giudaiche, scrisse su Gesu’.(vedere Antichità 18.3.3). Comunque siccome i cristiani, preservarono i suoi scritti essi ipotizzano che gli scribi cristiani per sostenere le loro affermazioni su Gesu’ alterarono il resoconto originale che parlava di Gesu’ come il Messia e della sua resurrezione. 

Il fatto che Giuseppe fosse stato un ebreo credente che non divenne cristiano, sembra supportare quest’ interpretazione dei dati. Inoltre, nessuno dei primi scrittori cristiani citati da Giuseppe per sostenere le loro pretese,  sembra suggerire che la composizione originale non includeva gli elementi confessionali del testo che e’ stato preservato. 

Cionondimeno, siccome la maggior parte del testo in questione e’ caratteristica del suo stile, tranne quelle parti che sono state messe in discussione sembra probabile che quella parte sia originale di Giuseppe. La citazione seguente e’ la lettura preferita del testo da parte di molti studiosi:

Dopo questo tempo apparve Gesu’, un uomo saggio. Siccome era facitore di azioni che colpivano, insegnante di persone che ricevevano la verita’ con piacere. Ed egli ebbe seguito sia fra molti giudei e molti di origine greca. E quando  Pilato, a causa di un’accusa fatta dai capi fra noi, lo condanno’ alla croce, quelli che lo avevano amato  in precedenza non cessarono di farlo. E fino ad oggi la tribù dei cristiani, chiamata dal suo nome, non e’ ancora estinta. 

Chi e’ Tacito?

domenica, luglio 20th, 2008

Cornelio Tacito, nacque verso il  56 A.D. , era di una famiglia di recente nobiltà.  Il suo primo incarico politico fu sotto gli imperatori della casa Flavia Vespasiano, Tito e Domiziano.

Sopravvisse con successo alle purghe senatoriali sotto il regno di Domiziano, riuscendo persino a mantenere la sua carica, in seguito, sotto il buon imperatore Traiano divenne console, dopodichè inizio’ una fertile carriera letteraria, scrivendo una biografia del suocero , uno studio etnografico sui Germani, un trattato sull’oratoria, e due famose opere storiche di cui oggi ci sono giunti solo   i frammenti.

La prima di queste, Storie inizia con la Guerra civile che segui’ la caduta dell’imperatore Nerone e tracciava anche il sorgere dei Flavi .

 Essa contiene importanti informazioni sulla rivolta giudaica, raccontando il primo comando di Vespasiano e la riconquista della Giudea da parte dei romani e la sua proclamazione  da parte delle legioni come imperatore mentre serviva in quel luogo.

Le storie  procedono poi a descrivere l’assedio di Gerusalemme da parte di Tito, tuttavia il resoconto di Tacito si interrompe prima della sua conclusione .

La seconda opera storica di Tacito gli Annali, copre un periodo precedente, degli imperatori Giulio-Claudi dopo Augusto. Le parti che sopravvivono dei regni di Tiberio e di Nerone. Molte delle nuove famiglie senatoriali dell’impero nutrivano un attaccamento nostalgico alla “repubblica libera ” prima di Augusto, e Tacito non faceva eccezione. Pur borbottando ammirava  Augusto, ma criticava i suoi successori e si focalizzava sui conflitti fra gli imperatori e la classe senatoria. Aveva un’antipatia  particolare per Tiberio, che gli ricordava Domiziano, il cui regno era impopolare per Tacito e gli altri senatori.

 

 

Cosa dice Tacito su Gesu’ e sui primi cristiani?

domenica, luglio 20th, 2008

Gli Annali di Tacito e’ il resoconto piu’ noto per il grande incendio del  A.D. 64  a Roma.

Nerone, cercando un capro espiatorio, uso’ l’impopolarità‘ crescente dei cristiani e le loro aspettative di una distruzione del mondo “col fuoco” accusandoli apertamente di incendio doloso.

Inizio’ cosi’ una persecuzione locale e breve che sfocio’ nell’uccisione di molti cristiani. In merito ad essi, Tacito scrisse in breve :

 “Per questo scopo puni’ con tortura squisita, una razza di uomini  detestata per le sue pratiche malvagie chiamati cristiani, secondo un nome dato loro dal popolo. Il nome era derivato da Cristo che nel regno di Tiberio, soffri’ sotto Ponzio Pilato, il procuratore della Giudea.

Da quell’evento la setta, di cui egli era il fondatore, ricevette un colpo, che per un po’ servi’ a frenare la crescita di una superstizione pericolosa; ma essa rivisse subito dopo, e si sparse con rinnovato vigore non solo in Giudea, il suolo che dette nascita ad essa, ma persino nella citta’ di Roma” (Annali 15:44).