Archive for the ‘vangeli’ Category

Chi e’ Giuseppe lo sposo di Maria?

lunedì, luglio 21st, 2008

All’inizio del ministero di Gesu’, Giuseppe, il suo padre putativo, probabilmente era gia’ morto. Siccome l’aspettativa della vita media era bassa e gli incidenti sul lavoro molti, questa conclusione sembra piuttosto naturale. Forse la morte di Giuseppe potrebbe anche esser stata recente; quelli che conoscevano Gesu’ conoscevano anche Giuseppe o sapevano di lui (Giov. 1:45; 6:42).

Questa tradizione e’ rafforzata dal fatto che Luca registra un evento dalla vita di Giuseppe quando Gesu’ aveva dodici anni ma non lo menziona mai di nuovo come vivo. (Luca 2:43-48). Marco, che registra eventi dalla vita di Gesu’ solo dopo il suo battesimo non parla mai di Giuseppe. Quelli che conoscevano la famiglia di Gesu’ conoscevano sua madre, fratelli, e sorelle ma non pare avessero familiarita’ con suo padre oltre che a conoscerne l’occupazione (Giov7:3, 5; Atti 1:14; Matteo 13:55; Marco 6:3). Basata sulla miglior evidenza del testo, I fratellastri piu’ giovani di Gesu’ si chiamavano Giacomo, Giuseppe (Jose’), Simone, e Giuda, indicando che Giuseppe e Maria avevano chiamato uno dei loro figli Giuseppe.

Il nuovo Testamento conserva due riferimenti all’occupazione di Giuseppe , sia chiamandolo tektōn (Matteo 13:55; Marco 6:3). Tektōn e’ stato interpretato in vari modi dai tempi del Nuovo Testamento, inclusi i termini generalmente accettati “carpentiere” o “costruttore.” Puo’ aver costruito mobili di casa o infissi e travi (i componenti principali di legno in una casa del I secolo). Tradizioni posteriori descrivono il suo lavoro come “costruttore di aratri e gioghi ” per buoi (Didache 88:8). Un’altra tradizione preferisce interpretare la parola carpentiere come costruttore di case (Vangelo di Giacomo 9:3). Alcuni studiosi moderni ritengono che tektōn puo’ anche significare scalpellino. In un villaggio piccolo come Nazaret , potremmo aspettarci che Giuseppe usasse i suoi talenti in vari modi per sostenere la sua famiglia, incluso lavorare col legno e la pietra.

L’arte cristiana ha di solito dipinto Giuseppe come piu’ vecchio, a volte molto piu’ vecchio di Maria. Questa tradizione fantasiosa deriva probabilmente da un’opera apocrifca posteriore del II secolo conosciuta come il Protovangelo di Giacomo 9.2, che riferisce che Giuseppe era gia’ un uomo vecchio quando sposo’ Maria. Secondo la leggenda, Giuseppe aveva gia’ allevato una famiglia in gioventu’ e dopo aver perso la prima moglie decise di sposare una giovane donna secondo un voto nazireo. Questa leggenda era molto nota ai dirigenti della chiesa del II e III secolo, con riferimento ad essa da parte di Origene, Clemente di Alessandria, e Giustino. I dettagli di questa storia non possono, comunque, essere verificati storicamente; tuttavia la sua influenza puo’ essere ancora sentita oggi nell’arte cristiana.

Chi erano i Magi?

lunedì, luglio 21st, 2008

Il resoconto dei Magi, o uomini saggi, e’ una parte ben nota e amata della storia della nascita di Gesu’. Cionondimeno il resoconto di, Matteo dichiara semplicemente che quando nacque Gesu’, “vennero degli uomini saggi dall’est,” senza specificare quanti fossero, chi fossero esattamente, da dove venissero, o se fossero dei re. Il numero tradizionale di tre sorse a causa dell’associazione di un re ad ogni dono dato al bambino Gesu’ (oro, incenso, e mirra). L’ identificazione di questi “Re” come Baldassarre, Melchiorre, e Gaspare non data prima del VI secolo. Lo storico Erodoto usa per la prima volta il termine greco magoi per riferirsi a una casta sacerdotale fra i Medi e i Persiani che era nota per l’interpretazione dei sogni. Piu’ tardi, associato ai preti della religione di Zoroastro, magoi fu usato anche per descrivere vari tipi di indovini orientali e uomini saggi orientali, inclusi gli astronomi babilonesi, noti come caldei.

Nel periodo romano, il termine latino magi incluse una varia tipologia di professionisti, dagli indovini e dai piu’ rispettabili astrologi ai maghi e ai ciarlatani. Sebbene alcuni studiosi abbiano suggerito che i Magi possano essere stati ebrei di Babilonia o da altre parti nella Diaspora occidentale, le prime rappresentazioni artistiche dei Magi li ritraggono in abiti persiani o altri abiti orientali. Alcuni fra i primi scrittori cristiani vedevano i magi come maghi che avevano accettato subito la superiorità’ di Cristo e smesso le loro arti magiche per venire ad adorarlo. Altri li vedevano come i migliori saggi fra i pagani, che erano ispirati dalla loro conoscenza dell’astronomia per riconoscere i segni della nascita di Cristo.

Molti studiosi colgono l’enfasi dell’ambiente ebraico di Matteo come un segno che questo vangelo fu scritto all’inizio per gli ebrei e per i cristiani ebrei. Percio’ se i magi fossero stati gentili, invece che giudei della diaspora orientale , sarebbero stati uniti alle donne della genealogia di Matteo, la donna sirofenicia, e il centurione al piede della croce, come figure che dimostrano l’inclusione di gentili nel messaggio cristiano, nel vangelo di Matteo.

Nuove creature in Cristo

lunedì, luglio 21st, 2008

Paolo insegno’ che venire a Cristo e’ entrare in un nuovo regno di esistenza , un regno spirituale . E’ dimenticare la morte e venire alla vita, mettere da parte il male e l’oscurita’  e imparare a camminare in rettitudine e luce. “Ignorate voi,” Chiese Paolo ai Romani, “che tutti noi che siamo stati battezzati in Cristo Gesu’ siamo stati tutti battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati sepolti con Lui per mezzo del battesimo nella morte:  affinche’ come Cristo e’ risuscitato dai morti per la gloria del Padre, cosi’ anche noi camminiamo in novita’ di vita. Poiche’ se siamo stati uniti a Cristo  in una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua resurrezione. Sapendo questo che il nostro vecchio uomo e’ stato crocifisso con lui, perche’ il corpo del peccato  possa essere annullato, affinché; noi non serviamo piu’ al peccato. ” (Romani 6:3-6).

La nuova vita in Cristo comporta una nuova energia , un nuovo dinamismo, una nuova fonte di forza e potere. Quel potere e’ Cristo. Cosi’ spesso le persone agiscono fanno il bene, e svolgono il loro dovere ma trovano poca soddisfazione a farlo. Uno scrittore cristiano disse :

Ci sono poche cose noiose come essere religiosi, Ma non c’e’ nulla di piu’ eccitante che essere cristiani!

La maggior parte delle persone non ha mai scoperto la differenza fra l’uno e l’ altra, cosi’ che ci sono quelli che tentano sinceramente di vivere una vita che non hanno, sostituendo la religione con Dio, la cristanita’ con Cristo, e i loro nobili sforzi, l’energia, la gioia, e il potere dello Spirito Santo. In assenza di realta’, possono solo aggrapparsi al rituale, difendendo ostinatamente l’ultimo in assenza del primo, e a volte restando senza niente!

Sono lampade senza olio, macchine senza benzina, e penne senza inchiostro, perplessi dalla  loro stessa impotenza in assenza di tutto cio’ che  solo puo’ rendere l’uomo funzionale ; perche’ l’uomo e’ stato fatto da Dio in modo che  la presenza del creatore dentro la creatura e’ indispensabile alla Sua umanita’. Cristo diede se stesso per noi, perche’ noi dessimo se stesso a noi! La sua presenza ha rimesso Dio dentro l’uomo ! Lui venne affinche’ noi possiamo avere vita- la vita di Dio!

Ci sono quelli che hanno una vita che non vivono mai . Sono venuti a Cristo e lo hanno ringraziato solo per quel che ha fatto, ma non vivono nel potere di chi e’ Lui.  Fra il Gesu’ che “era” e  il Gesu’ che “sara’ vivono in un vuoto spirituale, tentando con pochissimo zelo di vivere per Cristo una vita che solo Lui puo’ vivere in e tramite Loro (W. Ian Thomas,  Classic Christianity, 1989, foreward.)

I discepoli di Gesu’ devono sforzarsi di fare cio’ che e’ giusto. Dovrebbero fare il loro dovere nella chiesa e nella casa, anche se non lo prendono troppo sul serio. Non possono limitarsi a lasciare agli altri il lavoro del Regno perche’ non sono stati cambiati  e rinati. Ma cio’ non vuol dire che devono sempre rimanere cosi. Ognuno di noi puo’ cambiare; noi possiamo cambiare’, noi dovremmo cambiare;  ed e’ il Signore che ci cambiera’. Venire a Cristo implica piu’ che essere purificati , per quanto questo sia importante. Significa essere riempiti . Spesso parliamo dell’importanza di essere purificati, o santificati. E’ di avere lo Spirito Santo, che non solo e’ un rivelatore ma un santificatore , rimuovera’ la sozzura e l’impurita’ dalla nostra vita . Ci riferiamo a questo processo come al battesimo di fuoco. Essere purificati e’ essenziale , ma fermarsi a quel punto e’ essere privati di  grandi benedizioni . Paolo presenta l’ idea di (in un certo senso) inchiodare noi stessi alla croce di Cristo-inchiodare il nostro vecchio io, l’uomo vecchio del peccato . Egli scrisse: “Sono corcifisso con Cristo : e non sono piu’ io che vivo ma e’ Cristo che vive in me : e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio che mi ha amato e ha dato se stesso per me ” (Galati 2:20).

Questa e’ una nuova vita in Cristo .

 

Perche’ Gesu’ stupiva le persone?

lunedì, luglio 21st, 2008

 

I vangeli spesso descrivono la reazione delle persone a  Gesu’ come di “stupore” o di “meraviglia” (Marco 1:22, 27). Generalmente quando inizio’ il ministero, le persone non sarebbero state capaci di distinguere Gesu’ da altri ebrei del  primo secolo, basandosi semplicemente sulla sua apparenza fisica. La reazione iniziale a Gesu’ non fu percio’,  basata su quello che era il suo aspetto fisico. Solo piu’ tardi le persone cominciano a riconoscerlo e a distinguerlo da altri mentre la sua fama si sparge per la regione.

Marco sottolinea due eventi all’inizio della sua narrativa rivelando la ragione per cui le persone reagivano con meraviglia, come spesso facevano  quando incontravano il Figlio dell’Uomo e udivano le sue parole. Quando Gesu’ insegnava nella sinagoga in Cafarnao per la prima volta, Marco noto’ che le persone “erano stupite alla sua dottrina: perche’ Egli insegnava come uno che avesse l’autorita’ e non come gli scribi ” (Marco 1:22).

Il secondo evento accadde proprio dopo che egli fini’ di insegnare in quel giorno memorabile, “C’era nella loro  sinagoga un uomo con uno spirito impuro ” (Marco 1:23). Gesu’ “rimprovero’ “  lo spirito ed esso grido’ “ad alta voce”e “usci’ da lui.” Marco concluse, “ed erano tutti meravigliati, al punto che si chiedevano , dicendo, Che cosa e’ questa? Quale nuova dottrina e’ questa? Perche’ comanda con autorita’ persino agli spiriti impuri, ed essi gli obbediscono” (Marco 1: 26-27).

Sebbene Gesu’ sia vissuto in un setting ebraico del I secolo, traendo dal suo ambiente e cultura molte metafore e allusioni mentre insegnava, ci fu, nondimeno, qualcosa di “stupefacente” su come insegnava. Marco enfatizza, “egli insegnava loro come uno che abbia autorita’ .” Gesu’ non faceva citazioni a rabbini deceduti o di insegnanti famosi , com’era il caso con molti altri. Invece, Gesu’ provvedeva il suo proprio commentario – percio’ reclamare l’autorita’ di fornire la corretta interpretazione e il significato delle scritture da se’. Questa era una novita’ spirituale e un’anomalia .

Inoltre, come notato sopra,  il ministero di Gesu’ fu rivelato anche in potere; “stupendo”  le persone poiche’ “guariva molti che erano malati di diverse malattie, e cacciava molti demoni ” (vedere Marco 1:34). Questo ministero di guarigione era uno degli aspetti di  Gesu’ che definisce il Suo servizio all’umanita’. Fui ricordato “come Dio unse  Gesu’ di Nazaret con lo Spirito Santo e con potere; che andava avanti facendo il bene, e guarendo tutti quelli che erano oppressi dal diavolo; perche’ Dio era con Lui ” (Atti 10:38).

Cos’ha insegnato Gesu’ sulla preghiera?

lunedì, luglio 21st, 2008

Gli autori del Nuovo Testamento, che forniscono le informazioni affidabili piu’ remote su Gesu’ di Nazaret, notarono che Gesu’ pregava spesso durante la Sua vita, specialmente nei punti critici del suo ministero (Luca 5:16; 9:28).

Addizionalmente, i vangeli forniscono informazioni anche su cio’ che Gesu’  insegno’  sulla preghiera.  Per esempio, Gesu’ disse ai suoi discepoli: “Percio’ vi dico: chiedete e vi sara’ dato ; cercate e troverete; bussate, e vi sara’ aperto. Perche’ chiunque chiede, riceve, chi cerca trova, e sara’ aperto a chi bussa ” (Luca 11:9-10).  Questa e’ una promessa gloriosa , che si applica momento per momento, ora per ora, giorno per giorno.  E’ implicita, e forse a volte da alcuni, non viene neppure esaminata, o utilizzata.  La preghiera e’ il mezzo tramite il quale sviluppiamo la nostra relazione con  Dio e il Salvatore, e tramite il quale lui puo’ darci l’assistenza extra che ama dare liberamente. La preghiera e’ il condotto al potere di Dio , alla sua prospettiva e alla sua pace. E’ l’antitodo all’orgoglio, perche’ parla della nostra fiducia nel Salvatore e del Suo sacrificio mentre preghiamo nel Suo nome e tramite i suoi meriti.

In una delle sue molte parabole, identificata spesso come la “Parabola del giudice iniquo”  Gesu’ insegno’ : “Bisogna continuamente pregare senza stancarsi ” (Luca 18:1). In quella parabola, una donna chiede di raddrizzare un torto. Non si stanca di supplicare e alla fine il giudice risponde.  Siamo incoraggiati a continuare nella preghiera, sapendo che Dio conosce la ragione per le sue risposte  a tempo debito. In alcuni casi,, quando la nostra volonta’ concorda con quella di Dio, sono al lavoro altri processi che influenzano le nostre vite e le risposte vengono  nel momento piu’ opportuno per noi e quando offrono l’opportunita’ di guarigioni spirituali per gli altri.

Gesu’ fece seguire questa parabola con un’altra, la “Parabola del Fariseo e del Pubblicano ” (Luca 18:9-14). In questa, Gesu’ chiese ai suoi uditori di chiedersi le loro motivazioni in preghiera; indicando che la preghiera in se stessa non ha importanza, ma la condizione del nostro cuore e’ indispensabile per l’efficacia  delle nostre preghiere.

Durante la sua ultima visita a Gerusalemme , Gesu’ identifico’  l’istituzione centrale giudaica , il Tempio, come la “mia casa” e indico’ che essa dovrebbe essere “chiamata da tutte le nazioni la casa di preghiera ” (Marco 11:17). Marco noto’ anche che Gesu’ insegnava, “E quando vi mettete a pregare , se avete qualcosa contro qualcuno perdonate : Affinche’ il Padre vostro che e’ nei cieli perdoni i vostri falli” (Marco 11:25). Egli aggiunse che i discepoli non dovevano “fare lunghe preghiere per mettersi in mostra” (Marco 12:40).

Matteo fornisce una simile vista  dell’insegnamento di  Gesu’ sulla preghiera quando scrive , “e quando tu preghi, non fare come fanno gli ipocriti : perche’ essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e negli angoli delle vie, affinche’ possano essere visti dagli uomini ” (Matteo 6:5). Aggiunse, “Ma quando pregate, non usate vane ripetizioni, come fanno i pagani” (Matteo 6:7), fornendo una sfumatura al suo insegnamento  della parabola del giudice ingiusto perche’ uomini e donne preghino e non vengano meno “.

Durante la sua ultima sera con i discepoli, Gesu’ disse loro, “Pregate per non entrare in tentazione ” (Luca 22:40). Lo enfatizzo’ di nuovo alcuni momenti dopo quando li trovo’ addormentati “E disse loro:” Perche’ dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione ” (Luca 22:46).

Gesu’ insegno’ con l’esempio e il precetto che la preghiera era importante e che Dio ascolta e risponde alle preghiere. Inoltre, Gesu’ insegno’ che un’attitudine giusta e un motivo puro era essenziale, parlando a Dio se si vuole essere benedetti dalla preghiera.

 

Quando fu scritto il vangelo di Giovanni ?

lunedì, luglio 21st, 2008

Gli studiosi hanno considerato per molto tempo il vangelo di Giovanni come uno degli ultimi testi scritti nel Nuovo Testamento. Le ragioni di questa conclusione, che il vangelo di Giovanni sia stato scritto dopo le lettere di Paolo, i vangeli sinottici (Matteo, Marco, e Luca), e molte delle epistole posteriori, sono basate su una varieta’ di evidenze che quando considerate collettivamente suggeriscono una composizione avvenuto dopo il 90 d.C.

Forse l’assunzione piu’ basilare, riguardante la data di composizione del vangelo di Giovanni,  e’ la sua teologia paragonata agli altri tre vangeli.

Specificamente, il quarto vangelo enfatizza la divinita’ di Gesu’ e il Suo ruolo premortale come deita’ (Giov. 1:1, 14). Gesu’ sembra anche essere onnisciente in molti episodi, come la storia della donna al pozzo in Samaria, quando Gesu’ conosce dettagli intimi riguardo allo stato maritale della donna, senza che gli sia stato detto nulla (Giov. 4:16-18). Gesu’ dichiara anche che Lui e’ Dio nel vangelo di Giovanni (Giov. 8:58) e si identifica con il Geova del Vecchio Testamento. Le altre storie presentano un ritratto di Gesu’ molto esaltato a paragone col vangelo di Marco , per esempio, dove Gesu’  appare affamato (Marco 3:5) o dove sembra essere “fuori di se’ ” (Marco 3:21). Se la teologia e il credo in Gesu’ si sia sviluppato da una comprensione piu’ primitiva, un credo piu’ esaltato in Gesu’ come suggeriscono gli studiosi, Marco e’ il primo.

Un secondo fattore guida nella discussione e’ che i vangeli sinottici sono chiaramente in una conversazione fra loro ed hanno in comune circa il 90% del loro materiale; laddove il vangelo di Giovanni puo’ essere spesso considerato come un tardo commentario a quella precedente conversazione. Un esempio di questo avvenimentosi si puo’ trovare nel resoconto del Monte della Trasfigurazione, che il vangelo di Giovanni  omette, forse perche’ la storia era gia’ stata annotata in tre fonti precedenti. Molte delle omissioni di Giovanni possono essere interpretate in questo modo, anche se la logica e’ chiaramente circolare.

Un’altra considerazione importante e’ che il vangelo di Giovanni puo’ tentare di rompere certi gruppi che laceravano il cristianesimo indicate a volte come Docetisti, a causa del loro credo che Gesu’ non fosse veramente mortale, ma invece, dicevano, Gesu’ sembrava essere mortale solo ai nostri occhi . Giovanni puo’ aver tentato di minare queste affermazioni includendo storie di Gesu’ che mangiava pesce (Giov.  21:12-15) e che era carne e dimoro’ fra noi (Giov. 1:14). Il movimento Docetista e’ datato dagli studiosi le ultime decadi del primo secolo e poi si estende nel secondo secolo, il che’ porrebbe la redazione del vangelo di Giovanni contemporaneamente al sorgere del Docetismo.

Tutte queste considerazioni, incluse molte altre, sono comunque affermazioni soggettive che non possono essere provate o screditate. L’ evidenza fisica per  il vangelo di Giovanni e’ allo stesso modo inconclusiva e percio’  il nostro solo suggerimento e’ di considerare l’evidenza letteraria che sopravvive. Fino a quando il modello colto di sviluppo teologico continua a reggere, il vangelo di Giovanni sara’ considerato un  documento del tardo I secolo che ha catturato una delle finali dichiarazioni teologiche della chiesa del I secolo. Una dotta cautela , comunque, spinge a dire che l’ultima datazione  del vangelo di Giovanni resta piu’ una conclusione di prova che  il risultato di una teoria di origini cristiane piuttosto che una teoria letteraria usata per spiegare il vangelo di Giovanni stesso.

 

 

Cos’e’ la seconda venuta?

lunedì, luglio 21st, 2008

 

Gesu’ venne sulla terra come un essere mortale nel meridiano del tempo. Insegno’ il Vangelo, elargi’ la divina autorita’ , organizzo’ la chiesa, e soffri’ e mori’ come un sacrificio espiatorio infinito per i peccati del mondo. Dichiaro’ che sarebbe venuto di nuovo, non sarebbe tornado come il nazareno mite e di basso rango ma come il signore del sabato e il Signore degli eserciti. La Sua Seconda Venuta e’ descritta come “in Gloria” venendo, nella sua vera identita’ comne il Dio di tutta la creazione, il Redentore e Giudice . La Sua Seconda Venuta e’ descritta come sia grande che terribile-grande per coloro che sono stati sinceri e fedeli e percio’ non vedono l’ora che Egli torni , e terribile per coloro che hanno agito contro lo spirito di grazia e che percio’ sperano che non torni La Seconda Venuta in gloria e’ infatti “la fine del mondo,” che significa la fine della mondanita’, la distruzione dei malvagi (Joseph Smith-Matteo 1:4, 31). A questa venuta I malvagi saranno distrutti, i retti si faranno avanti e saranno portati su ad incontrarlo, e la terra trasformata da una orbe celestiale caduta a una sfera terreste, paradisiaca. Noi vivremo e saremo fra nuovi cieli e nuove terre . La Seconda Venuta iniziera’ il regno millenario.

Sperry Symposium Classics, Religious Studies Center, Brigham Young University, 2004, p. 202.

Perche’ Gesu’ dice agli uomini “Venite a me”?

domenica, luglio 20th, 2008

 

 Matteo riferisce l’ora famosa frase di Gesu’ “Venite a me, voi tutti che siete travagliati e affaticati” (Matteo 11:28).

In contrasto con gli insegnanti ebrei di quel tempo Gesu’  invita le persone a venire a lui non a seguire la legge.

Nessun insegnante, prima o dopo di Luim aveva mai invitato o invito’ mai, Israele a venire a loro; invece invitavano le persone alla legge stessa o agli insegnamenti saggi che includevano la legge.

Questo stupefacente invito provo’ ancora una volta che Gesu’ stava separato e al di sopra di tutti gli insegnanti della Legge -e che stava separato e al di sopra della Legge e di tutta la saggezza.

L’invito di Gesu’  “venite a me” era seguito da promesse a quelli che avrebbero ascoltato la sua chiamata, incluso un paradosso cosi’ spesso trovato negli insegnamenti di  Gesu’  -un giogo facile e un fardello leggero (vedere Matteo 11:30). Di nuovo, Gesu’  si mette in contrasto con altri insegnanti religiosi del giorno che “legano fardelli pesanti ” sui loro discepoli (Matteo 23:4).

Alla fine, la piu’ famosa promessa di Gesu’  era che quelli che venivano a Lui avrebbero trovato “riposo” (Matteo 11:28).

E’ importante notare che Gesu’  non dice che il lavoro finira’, come dimostra il capitolo precedente c’e’ abbastanza lavoro (vedere Matteo 10). Invece, Gesu’  promette che le paure della vita, le sfide, le speranze perdute, e i problemi sono  piu’ facili da sopportare quando uno impara ad essere gentile ed umile di cuore . Imparare di  Gesu’  infine porta un riposo unico al loro essere interiore -una pace che sorpassa ogni comprensione (Matteo 11:29).

 

Cos’e’ una parabola ?

domenica, luglio 20th, 2008

Una parabola, letteralmente un paragone (greco parabole), riferisce l’essenza delle cose piuttosto che i modi in cui le cose esistono.

Per quel motivo le parabole, trascendono i limiti del tempo e hanno significato in un mondo che cambia continuamente. Il Nuovo Testamento usa una definizione sciolta di una parabola quando paragonata al senso piu’ ristretto dato ad esse dai pensatori greci.

Invece, “parabola” nel Nuovo Testamento puo’ descrivere una metafora estesa, un’ allegoria, o una vera parabola narrativa.

Il Nuovo Testamento segue strettamente la tradizione stabilita nelle scritture ebraiche ( Vecchio  Testamento) che una parabola e’ qualsiasi cosa che paragoni due oggetti l’un l’altro. “Come puo’ Satana cacciar via Satana?” come una parabola (Marco 3:23), mentre si usa la stessa terminologia per parlare della parabola del Seminatore.

La predominanza di parabole nel Nuovo Testamento rivela che la parabola era un metodo di insegnamento preferito di Gesu’ fornendo al lettore moderno una finestra in chi egli era realmente e come vedeva il mondo. Gesu’ preferiva parlare delle cose come avrebbero dovuto, potuto e voluto essere, invece di istruire direttamente  i suoi discepoli su come gestire un problema.

Raramente interpretava le sue parabole (Matteo 13:36-43); preferiva che il compito dell’interpretazione fosse portato avanti dai suoi discepoli. Per questo motivo, le parabole offrono un invito aperto all’ interpretazione a ogni generazione che le usa.

Senza questa finestra di interpretazione continua, le parabole diventano confinate storicamente e applicabili solo a un determinato momento della storia. Nel Nuovo Testamento, il Vangelo di Matteo contiene piu’ parabole di Gesu’ che ogni altra fonte. Il suo autore era evidentemente attratto dagli insegnamenti in parabole di Gesu’.

A differenza di Marco, Luca, e Giovanni , Matteo non solo riferisce le parabole ma le ha anche raccolte in numerose collezioni concise (Matteo 13 e 25) con in mente uno scopo distinto.

Chi e’ Giuseppe Caifa?

domenica, luglio 20th, 2008

Giuseppe Caifa (AD 18-36) era un capo ebraico del I secolo. Tutti i resoconti dei quattro vangeli pongono Caifa al centro dell’interrogatorio di Gesu’ da parte delle autorita’ giudaiche e la sua consegna a Pilato. Cio’ che sorprende sul mondo in cui e’ narrata la storia di Caifa e’ che gli autori dei vangeli sinottici sorvolano sul soggetto della sua motivazione per agire contro Gesu’.

Interessante notare che il vangelo di Giovanni fornisce uno scorcio delle motivazioni di Caifa per ostacolare la crescente popolarita’ di Gesu’ : Caifa era preoccupato che piu’ persone avrebbero seguito Gesu’ una volta che avessero sentito della resurrezione di Lazzaro (Giovanni 11:47-54). Ma durante le scene del processo, e’ Anna, suo suocero , che dirige le procedure mentre Caifa aspetta pazientemente via dalla scena. I vangeli di Matteo, Marco, e Luca non includono il miracolo di Lazzaro o i motivi di Caifa ; tutti e tre trovano sufficiente narrare la storia di un Messia Galileo che va a Gerusalemme per la pasqua solo per trovare capi giudaici ostili che ala fine gli tolsero la vita. Forse tali fatti non apparivano necessari ai loro resoconti dell’Espiazione .

Le fonti cristiane sono state unanimi nella loro denuncia contro Caifa e il suocero Anna per i loro ruoli nelle udienze e nell’esecuzione di Gesu’ di Nazaret. Puo’ sorprendere alcuni il fatto che le fonti ebraiche abbiano denunciato anche la famiglia di Caifa e Anna. Molti studiosi hanno attribuito a Caifa la pratica di permettere entro i cancelli del tempio i venditori che vendevano gli animali da sacrificio, una pratica direttamente condannata da Gesu’. Le azioni di Gesu’ nel cacciare i cambiavalute e i venditori dal tempio possono essere state azioni dirette contro gli affari di compravendita di Caifa nel tempio.

Un’altra interessante sfaccettatura dell’incarico di Caifa e’ la completa assenza di conflitto fra il sommo sacerdote e Roma. Josephus riferisce che Pilato commise numerose atrocita’ contro le istituzioni giudaiche, tuttavia queste fonti non riferiscono nessuna azione o reazione di Caifa a questo. Caifa fu rimosso dal suo incarico lo stesso anno di Pilato , suggerendo che l’incarico di Caifa era connesso intimamente a quello di Pilato. La storia del regno di Caifa e’ raccontata nella cornice di complicita’, corruzione, ed autoaccrescimento, sia nelle fonti cristiane che ebraiche.