Archive for the ‘vangeli’ Category

Perche’ ci sono cosi’ tante Marie nel Nuovo Testamento?

domenica, luglio 20th, 2008

I giudei tipicamente avevano un nome solo, cosa che causava difficolta’ a distinguersi fra individui con lo stesso nome nel Nuovo Testamento. Per esempio, il Nuovo Testamento cita i nomi di almeno sette Marie differenti . Per distinguerle gli autori del Nuovo Testamento, includevano nomignoli o altri fatti su di esse che le identificassero, come per esempio il luogo di provenienza (Maria Maddalena o Maria di Magdala).

Chi era Maria, la madre di Gesu’ ?

Maria, la madre di Gesu’, viveva a Nazaret, probabilmente con i genitori, quando avvenne l’ annunciazione della nascita di Gesu’, sebbene Matteo e Luca riferiscono una forte connessione fra di lei, suo marito, e Betlemme (Matteo 1:16-23; Luca 2:4-7). Lei fu un testimone al miracolo di Cana (Giovanni 2:3), parti del ministero (Matteo 12:46), la crocifissione (Giovanni 19:25), e possibilmente la resurrezione di Cristo (Matteo 28: 1; Marco 16:1; Luca 24:10). E’ anche menzionata come essendo presente durante una riunione di discepoli dopo la resurrezione di Gesu’ (Atti 1:14). Da nessuna parte nella Bibbia e’ riportata la genealogia di Maria, sebbene tradizioni posteriori tentarono di identificare la traccia genealogica che si trova in Luca come quella di Maria (Luca 3:23-38).

Chi era Maria Maddalena ?

Maria Maddalena era della citta’ di Magdala. Probabilmente offri’ sostegno finanziario al ministero di Gesu’ come suggerito dalla sua abilita’ di viaggiare liberamente (Marco 15:41; Luca 8:1-2) Fu guarita miracolosamente dalla possessione demoniaca (Luca: 2). Fu testimone della crocifissione, sepoltura, della tomba vuota, e del corpo risorto di Gesu’ (vedere Matteo 27:55-56, 61: Giovanni 20:14-18). Secondo il vangelo di Giovanni fu la prima persona a vedere Gesu’ dopo la sua resurrezione.

Chi era Maria, la sorella di Marta e Lazzaro ?

Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, fu lodata per la volonta’ di imparare quando la sorella si lamento’ con Gesu’ di essere sopraffatta dai lavori domestici della casa (Luca 10:41-42). Maria unse anche i piedi di Gesu’ con spigonardo e li asciugo’ con I suoi capelli prima della sua sepoltura, cio’ fa di Maria la prima persona oltre a Gesu’ a richiamare apertamente l’attenzione sulla sua morte incombente (Giovanni12:3-7).

Chi era Maria, madre di Giacomo e Giose’?

Maria, la madre di Giacomo e di Jose’, era una discepola che seguiva Gesu’ dalla Galilea (Matteo 27:55-56). Il vangelo di Marco la presenta come una benefattrice del pubblico ministero; fu anche una testimone della tomba vuota (Marco 15:40-41; Matteo 27:56). Probabilmente e’ ” l’altra Maria” a cui ci si riferisce nei resoconti della tomba vuota (Matteo 27:61). Interessante notare che Gesu’ ebbe quattro fratelli, e i due maggiori si chiamavano “Giacomo e di Jose’ ” (Marco 6:3), rendendo possibile che questa Maria sia la stessa madre di Gesu’, conclusione supportata dall’asserzione di Marco che Maria era la madre di ” Giacomo il minore”, un nomignolo popolare per il fratello minore di Gesu’ con lo stesso nome (Marco 15:40).

Chi era Maria, la moglie di Cleofa?

Maria, moglie di Cleofa, e’ menzionata per nome solo in Giovanni 19:25 come una testimone della crucifissione ed e’ chiamata “Maria la moglie di Cleofa ” o, piu’ letteralmente “Maria di Cleofa .” Alcuni hanno pensato che fosse Maria la sorella della madre di Gesu’. Comunque, sembra improbabile che due sorelle abbiano avuto lo stesso nome. Percio’, alcuni studiosi credono che il riferimento in Giovanni elencava la madre di Gesu’ e la sorella della madre, e “Maria, la moglie di Cleofa,” come tre persone separate .

Chi era Maria, madre di Giovanni Marco ?

Maria, la madre di Giovanni Marco fu una discepola importante che apri’ la sua casa ai santi in Gerusalemme subito dopo la morte di Gesu’ (Atti12:12). Luca la descrive come una donna di mezzi (Atti 12:12-14).

Chi era Maria menzionata in Romani?

La Maria, menzionata nei Romani, sembra non avere alcun nesso con quelle menzionate nel vangelo canonico, ma fu una grande benedizione per le congregazioni a Roma. Paolo lodo’ il suo servizio dicendo: “Salutate Maria la quale si e’ molto affaticata per noi ” (Romani 16:6).

Chi era Nicodemo?

domenica, luglio 20th, 2008

Nicodemo era un fariseo che, come un “capo dei giudei,” sembra sia stato membro del Sinedrio. Appare tre volte nel vangelo di Giovanni. Nel primo e piu’ famoso, subito dopo la purificazione del tempio, Nicodemo visito’ Gesu’ di notte, presumibilmente per evitare di essere scoperto da altri capi ebrei del Sinedrio ma forse in una visita ufficiale come delegato farisaico del Sinedrio per accertarsi delle intenzioni e del carattere di Gesu’. Il loro incontro forni’ l’occasione per il discorso di Gesu’ sulla “rinascita” (Giovanni 3:1-21), in cui Gesu’ afferma il bisogno per ogni persona di “nascere dall’alto” (Giovanni3:3 anothen, KJV “di nuovo”), essere nato d’acqua e di spirito. Sebbene Nicodemo inizialmente sembrasse confuso, forse rivelando che le sue opinioni lineari su Gesu’ stavano per cambiare, Gesu’ enfatizzò la fonte di questa nuova vita descrivendo se stesso come l’esempio di uno che  “e’ sceso dal cielo,” che Dio ha mandata perche’ egli  “ha cosi’ amato il mondo, che ha dato il Suo unigenito figlio, affinché chiunque creda  in Lui non perisca, ma abbia vita eterna ” (Giovanni 3:13, 16).

Nicodemo e’ menzionato di nuovo quando i Farisei e i capi sacerdoti cercano di arrestare Gesu’ mentre sta recandosi alla Festa dei Tabernacoli a Gerusalemme (Giovanni 7:45-53). Ricordando che era lo stesso uomo che “venne a Gesu’ di notte” (Giovanni 7:50), Giovanni nota che Nicodemo fu rimproverato quando ricordo’ all’adunanza che la legge non condannava nessuno senza che gli fosse stato dato ascolto.

Nicodemo e’ indentificato a volte come un discepolo segreto di Gesu’ o come uno che rappresenta quelli che mancano di fede sufficiente per sostenerlo apertamente. Comunque, nella sua terza apparizione nel vangelo di Giovanni al seppellimento di Gesu’ (Giovanni 19:38-42), Nicodemo, che prima era venuto da Gesu’ quando era buio, esce alla luce, portando un vasto ammontare di spezie per assistere Giuseppe di Arimatea nel preparare il corpo di Gesu’ ad essere messo nella tomba e nel rendere nota la sua linea di pensiero. Significativamente, questo evento successe dopo che Gesu’ era stato sollevato sulla croce, permettendo a Nicodemo di vedere l’adempimento di una profezia fatta da Gesu’ che egli sarebbe stato sollevato “come Mose’ sollevo’ il serpente nel deserto” (Giovanni 3:14).

 

Giovanni il battista: testimone della nascita di Cristo

domenica, luglio 20th, 2008

Che scena meravigliosa dev’essere stata -Giovanni, ancora nel grembo materno, riempito dello Spirito Santo e che saltava di gioia in una testimonianza non detta della divina parentela del bimbo non nato, che Maria portava in grembo ; Elisabetta che salutava la cugina Maria nello spirito di profezia, e Maria che rispondeva con lo stesso spirito . Di nuovo non possiamo che dire, perfetto! La testimonianza di due donne: l’anziana Elisabetta e la giovane Maria; ognuna di esse incinta di un bimbo concepito in circostanze miracolose, che gioivano insieme.

Come Cristo era nato come erede legittimo al regno di Davide, cosi’ Giovanni nacque legittimo erede all’ufficio di Elia che gli era stato promesso da Gabriele. Robert J. Matthews identifica quel retaggio in queste parole:

Le cose della legge di Mose’, specialmente riguardo alle qualifiche dei sacerdoti e delle loro funzioni nelle offerte dei vari sacrifici animali, erano designate per rivelazione per prefigurare e impersonare il Messia e portare testimonianza di Lui . L’effettuare i sacri riti e doveri senza la debita autorita’ implicava pesanti castighi. Era, percio’, essenziale che quando il Messia venne di persona come l’ agnello di Dio, Giovanni, il precursore e testimone dell’agnello, avrebbe dovuto essere del giusto lignaggio per qualificarsi per la missione. Se era necessario per un prete essere del lignaggio di Aaronne per occuparsi di simboli sacrificali, che erano solo prefigurazioni del Messia, quanto piu’ grande la necessita’ che Giovanni, il precursore del Messia in persona, fosse del lignaggio sacerdotale e possedesse l’autorita’.

Sperry Symposium Classics, Joseph Fielding McConkie, 2006, Brigham Young University & Deseret Book, 111-112.

Le donne, seguivano Gesu’ ?

domenica, luglio 20th, 2008

Si’! Gesu’ aveva un grande rispetto per le donne, spesso includendole come modelli di ruoli positivi di fede e dedicazione nel suo insegnamento e nelle sue parabole (vedere per esempio, la vedova di  Sarepta che nutri’ Elia, Luca 4:25-26; e la donna che diede le sue due mine al tesoro (Marco 12:42-44). (continua…)

Perche’ Cristo ha sofferto nel Getsemani ?

domenica, luglio 20th, 2008

Di tutte le domande che meditiamo in merito al Getsemani, perche’ il Salvatore abbia sofferto la’, e’ forse quella che  lasciato perplessi studiosi e membri della chiesa.

Gli scrittori dei vangeli ci dicono quello che successe in quel luogo importante, ma non  ne spiegano chiaramente il perche’.

In uno sforzo di rispondere alla domanda, alcuni suggeriscono che Cristo abbia sofferto perche’ aveva riconosciuto l’ingratitudine degli uomini che non avrebbero accettato l’Espiazione che avrebbe fatto per loro sulla croce, o perche’ ci amava cosi’ tanto e tuttavia sapeva cio’ che avremmo commesso o dovuto fronteggiare in futuro, cose come peccati, tradimenti, rinnegamenti, e persecuzioni; altri ipotizzano che forse  Cristo soffriva perche’ capiva che doveva sottomettere la sua natura divina e restare obbediente sino alla morte, divenendo percio’ il “servitore sofferente” poiche’ gli sarebbe stato richiesto di abbandonare tutte le cose buone che potevano riempire la sua vita.

 Alcuni raccomandano di capire Cristo sofferente in un contesto escatologico, e vedono che cio’ che Cristo sopporto’ e prego’ di poter evitare, cioe’ la sofferenza e la lotta, sono le cose che precedono la venuta del regno.

Tuttavia altri suggeriscono che la sua sofferenza venne dal suo desiderio di trovare un altro modo di essere il Messia, un modo diverso da come il Padre aveva stabilito. Di solito alcuni concludono che la pena e la sofferenza di  Cristo sono venute a causa del timore di cio’ che sapeva che lo aspettava, la sua morte sulla croce e la sofferenza e l’umiliazione che avrebbe dovuto sopportare prima di essa.

I santi degli ultimi giorni capiscono che non era solo la paura della morte futura, del tradimento, dell’essere rinnegato, o lo sforzo che fece chiedere al  Salvatore se  potesse “non bere la coppa amara e mi ritraessi”, ma piuttosto qualcosa di immediato  e di un significato molto piu’ grande (Dottrina e Alleanze 19:18). Come il Salvatore rivelo’ tramite Joseph Smith, “Io, Dio, ho sofferto queste cose per tutti,  affinché non soffrano se si pentiranno; e queste sofferenze fecero si’ che io stesso Iddio, il piu’ grande di tutti tremassi per il dolore e sanguinassi da ogni poro, e soffrissi sia nello spirito che nel corpo -e desiderassi di non bere la coppa amara e mi ritraessi – Nondimeno, gloria sia al Padre bevvi e portai a termine  i miei preparativi per i figlioli degli uomini” (Dottrina e Alleanze  19:16-19).

Re Beniamino, [un profeta nell'antica America], insegno’ al suo popolo la stessa verita’ : “Egli soffrira’ le tentazioni  e i dolori del corpo, la fame, la sete, e la fatica,  anche di piu’ di quanto l’uomo possa sopportare, a meno che ne muoia; poiche’ ecco, il sangue gli uscira’ da ogni poro, cosi’ grande sara’ la sua angoscia per la malvagità e le abominazioni del suo popolo” (Mosia 3:7). 

Il Salvatore risorto porto’ una simile testimonianza ai discendenti di  Lehi raccolti al tempio di  Bountiful: “Io sono la luce e la vita del mondo ;  ed ho bevuto da quella coppa amara che il Padre mi ha dato, ed ho glorificato il Padre prendendo su di me i peccati del mondo, ed in questo ho accettato la volontà del Padre in tutte le cose , fin dal principio” (3 Nefi 11:11). Giacobbe aggiunse la sua testimonianza di questa verita’: “Egli verra’ nel mondo per poter salvare tutti gli uomini se daranno ascolto alla sua voce; poiche’ ecco, egli soffre le pene di tutti gli uomini, si’, le pene di ogni creatura vivente, siano uomini , donne e bambini, che appartengono alla famiglia di Adamo ” (2 Nefi 9:21).

Cosi’ noi comprendiamo che la causa primaria della sofferenza del Salvatore eravamo noi poiche’ egli prese su se stesso tutto il dolore, la sofferenza, e il peso, la paura, e l’angoscia dei nostri peccati e perciò opero’ l’Espiazione grande e infinita .

Mentre molta della sua angoscia sarebbe venuta  tramite l’umiliazione, la tortura, e la crocifissione che Egli avrebbe sopportato dopo essere stato tradito e arrestato, noi comprendiamo che la maggior parte della sulla sofferenza espiatoria avvenne nel  Getsemani.

 

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Saremo tutti colti di sorpresa, e ignari alla seconda venuta?

domenica, luglio 20th, 2008

 

Le scritture parlano del Maestro che ritorna come un “ladro nella notte” (1 Tessalonicesi 5:2). E’ vero che nessun uomo mortale ha conosciuto, conosce ora, o conoscerà mai il giorno preciso del secondo avvento di Cristo. Cio’ e’ vero per i profeti e gli Apostoli cosi’ come per i membri individuali della società e della chiesa . Il Signore non rivelo’ a Joseph Smith il giorno e il tempo preciso della sua venuta (Dottrina e Alleanze 130:14-17).

Elder M. Russell Ballard, parlando agli studenti della Brigham Young University, osservo’:

“Sono chiamato come uno degli Apostoli  per essere un testimone speciale di Cristo, in questi giorni eccitanti, faticosi, e non so quando verra’ di nuovo. Per quel che ne so, nessuno dei miei fratelli nel Consiglio dei Dodici. O persino nella Prima Presidenza lo sa. E vorrei suggerirvi umilmente, miei giovani fratelli e sorelle , che se non lo sappiamo, allora nessuno, non importa quanto le loro discussioni sembrino logiche o quanto ragionevoli paiano i loro calcoli.

Io credo che quando il Signore dice ‘nessun uomo’ lo sa, intenda realmente dire che nessun uomo lo sa. Dovreste stare molto attenti di chiunque affermi di essere un’eccezione al decreto divino.”

D’altro canto, [ ai Mormoni] viene promesso che se sono in sintonia con lo Spirito, possono conoscere il tempo e la stagione.

L’apostolo Paolo scelse l’analogia descrittiva di una donna incinta che sta per partorire. Non puo’ sapere il giorno esatto o l’ora quando il parto sta per avvenire, ma una cosa sa di sicuro: sara’ presto. Dev’essere presto!

 Le impressioni e le sensazioni e i segni nel loro corpo affermano cosi’, in quel giorno sicuramente I Santi dell’ Altissimo, i membri del corpo di Cristo chiederanno in preghiera al Signore deliberare la terra in travaglio, di portare fine alla corruzione e al degrado, di introdurre un’era di pace e rettitudine. E coloro che daranno ascolto alle parole della scrittura, e specialmente agli oracoli viventi, si ergeranno come i “figli della luce, e i figli del giorno ,” coloro che “non sono della notte, ne’ delle tenebre” (1 Tessalon. 5:2-5).

In una moderna rivelazione il Salvatore dichiarò: “E di nuovo, in verita’ vi dico, la venuta  del Signore si avvicina e coglierà il mondo come un ladro nella notte; cingetevi dunque i lombi affinché possiate essere  figlioli della luce e quel giorno non vi coglierà come un ladro. ” (Dottrina e Alleanze 106:4-5; ).

Sperry Symposium Classics, Religious Studies Center, Brigham Young University, p. 204.

 

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I pastori: testimoni della nascita di Gesu’

domenica, luglio 20th, 2008

 

La vigilia della nascita di Cristo nella stalla a Betlehem, c’erano, nei campi non molto lontani, dei pastori che guardavano le loro greggi . Il fatto che fossero nei campi di notte ci da’ qualche indicazione della stagione dell’anno in cui Cristo era nato.

Era abitudine fra gli ebrei portare le greggi nei campi verso il periodo di Pasqua e riportarle a casa al giungere delle prime piogge -cosi’ sarebbero state nei campi  circa da aprile fino a ottobre. Di questi pastori l’anziano, Bruce R. McConkie ha suggerito:

Questi non erano pastori comuni, ne’ greggi comuni. Le pecore che venivano curate la’-no, non fatte pascolare, ma custodite, trattate con amore e devozione-erano destinate al sacrificio sul grande altare nella casa del Signore, in similitudine del sacrificio eterno di colui che in quella notte mirifica giaceva in una stalla, forse fra pecore di un destino minore.

E i pastori -per i quali il velo era stato lacerato: sicuramente erano di statura spirituale come Simeone  e Anna e Zaccaria ed Elisabetta e Giuseppe e il gruppo crescente di anime credenti che stavano venendo a conoscere, per rivelazione, che il Cristo del Signore era ora sulla terra. Poiche’ c’erano molte vedove in Israele, ed Elia fu mandata solo a quella di Sarepta, cosi’ c’erano molti pastori in Palestina, ma l’angelo araldo ando’ solo su coloro che guardavano le greggi del tempio, solo loro udirono i cori celesti.

Che la  testimonianza di un solo Apostolo in merito al carattere di questi pastori non sta da sola, io cito quella di un’altra, Alma, che annuncio il principio che gli angeli avrebbero dichiarato le buone novelle della nascita del Messia a “uomini giusti e santi” (Alma 13:26).

La testimonianza speciale che questi “uomini giusti e santi” portarono sulla nascita di Cristo non era limitata alla notte della nascita del Salvatore, ma fu per ognuno di essi una chiamata durata tutta la vita.

La loro storia doveva essere raccontata a familiari, amici e vicini. Doveva essere raccontata alle corti del tempio e da la’ doveva trovarsi narrata a tutte le nazioni della terra. Luca ci dice che dopo che i pastori ebbero visto il “bambino che giaceva nella mangiatoia” fecero sapere intorno cio’ che era stato loro detto in merito a questo bambino” (Luca 2:16-17).

Tale era la commissione dell’ angelo che stette davanti a loro quella notte santa dichiarando  “buone novelle di grande allegrezza,”, che dovevano andare “a tutto il popolo” (Luca 2:10).

Sperry Symposium Classics, Joseph Fielding McConkie, 2006, Brigham Young University & Deseret Book, 112-113.

Il coro celeste: testimoni della nascita di Cristo

domenica, luglio 20th, 2008

 

 Quando i cieli furono aperti ai pastori, essi videro dapprima un angelo del Signore -supponiamo Gabriele -che diceva: “Non temete: perche’, ecco, io vi reco novelle di grande gioia, che tutto il popolo avra’. Poiche’ oggi nella citta’ di Davide e’ nato per voi un Salvatore che e’ Cristo il Signore” (Luca 2:10-11). Poi “improvvisamente,” secondo la versione del Re Giacomo , “si uni’ all’angelo una moltitudine  dell’esercito celeste che lodava Dio dicendo: Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra, benevolenza verso gli uomini ” (Luca 2:13-14).

Nel narrare la storia di Natale, c’e’ un’obiezione occasionale all’idea che la nascita di Cristo fu annunciata ai pastori da un coro celeste. Questa obiezione si basa sul fatto che il testo della Bibbia non dice che il loro messaggio fu cantato.

In risposta, osservo dapprima che ci sono traduzioni della Bibbia responsabili che riferiscono che  l’esercito di Dio stava “cantando le lodi di Dio”; secondo, sarebbe contrario all’ordine dell’adorazione per una schiera fare qualcos’altro che cantare, come afferma una molteplicità di testi scritturali; e terzo, abbiamo accenni dell’apparizione di altri cori celesti che gioivano in altre occasioni.

 La capacità musicale varia fra i talenti con cui uno potrebbe essere nato e che uno puo’ portare con se nel mondo a venire. L’anziano McConkie frequentemente predicava la dottrina che quelli con grandi talenti musicali stanno faticando dall’altro lato del velo per preparare la musica e il coro  che ci sara’ al ritorno di Cristo.

Mentre il coro cantava agli umili pastori di Giudea, forse aveva la missione dal mondo di sopra di annunciare la nascita del Salvatore fra resti sparsi delle tribù d’Israele. “Si’, e la  voce del Signore, lo proclama a tutte le nazioni per bocca degli angeli,” Alma scrisse, “si’, lo proclama, affinché essi possano avere buone novelle di grande gioia; si’ ed egli fa risuonare  queste buone novelle fra tutto il suo popolo, si’ anche a quelli che sono dispersi sulla faccia della terra; pertanto sono giunte sino a noi” (Alma 13:22).

L’inno di Natale, “A mezzanotte in ciel s’udi’ ” e’ un annuncio proprio dell’ora dell’apparizione del coro celeste ai pastori.

Quest’inno ha le sue radici da un testo dalla Saggezza di Salomone, una parte apocrifa del  Vecchio Testamento  Il passaggio afferma che “la notte nel suo rapido corso era ora per meta’ trascorsa” e  si riferisce contestualmente alla distruzione dei primogeniti degli Egiziani al tempo dell’Esodo.

Cio’ comunque non ha impedito agli scrittori cristiani dal vederlo come un riferimento al tempo della nascita di Cristo (vedere Saggezza di Salomone 18:14-15).

Sperry Symposium Classics, Joseph Fielding McConkie, 2006, Brigham Young University & Deseret Book, 113-114.

 

 

Quali sono i titoli delle parabole di Gesù ?

domenica, luglio 20th, 2008

 La parabola del seminatore

Sorprendentemente, solo due parabole di Gesù hanno un titolo nel testo o nei manoscritti del Nuovo Testamento : la “parabola del seminatore” (Matteo 13:18) e “la “parabola del loglio nel campo” (Matteo 13:36). Le altre parabole hanno titoli che sono il risultato della descrizione nei commentari, intestazioni dei capitoli nella Bibbia stampata e discussioni secondarie. Originalmente, queste altre parabole non avevano titoli standardizzati. L’importanza di queste informazioni è che l’interpretazione delle parabole è stata connessa inestricabilmente ai loro nomi. Il titolo “Il figliol prodigo” per esempio si focalizza, su un figlio traviato che dilapida l’eredità del padre. In realtà comunque, la parabola del figliol prodigo tratta di un padre amorevole che ha due figli traviati , uno che va via e si pente e uno che diventa duro di cuore a causa della gelosia . Forse lo scopo originale era di mostrare l’amore del padre, ma sfortunatamente questo intento è oscurato dal solito (e incompleto)  titolo della parabola .

Consideriamo i titoli seguenti e il loro impatto sulla comprensione del significato della parabola: “la parabola del grano e del loglio” e “il matrimonio del figlio del re.” Nel primo esempio, il nome moderno suggerisce che il grano e il loglio ricevono uguale enfasi ma quando i discepoli di  Gesù  gli chiesero di interpretarla la chiamarono “la parabola del loglio nel campo” (Matteo 13:36). La loro comprensione era stata diretta verso un interesse immediato – il riconoscimento del loglio nel regno e il loro dovere di distinguerlo – mentre il titolo moderno identifica sia il grano che il loglio come elementi uguali.

La parabola del matrimonio del figlio del re all’inizio sembra focalizzarsi su una parte di una bella storia – la vera cerimonia di matrimonio, che viene menzionata una volta ma mai raccontata (Matteo 22:2). Comunque, il tema della parabola poi si sposta verso gli ospiti invitati  e non invitati, con quelli che erano attesi ad attendere il matrimonio  che vengono cacciati  e quelli che erano stati  guardati con disprezzo che alla fine sono accolti alla cerimonia. Il titolo moderno manca la conclusione potente che un invito non garantisce l’entrata al matrimonio. Nel leggere il testo biblico, dovremmo distinguere fra vero testo e commentario piu’ recente, come le intestazioni dei capitoli, le note a pie’ di pagina e altri aiuti interpretativi.

 

 

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Quali contributi unici su Gesu’ si trovano nel vangelo di Luca?

domenica, luglio 20th, 2008

Quello di Luca e’ il piu’ lungo fra i quattro vangeli e circa meta’ del  materiale in Luca e’ unico fra i vangeli nel fornire informazioni aggiuntive su Gesù.

Il vangelo di Luca e’ la prima meta’ di un’opera in due parti (Luca-Atti). Il vangelo di Gesù informa il lettore di cio’ che Gesù disse e fece, e il libro degli Atti rivela quello che  Gesù fece tramite lo Spirito Santo dopo la sua ascensione – una continua storia che fu composta per essere letta insieme.

Il vangelo di Luca contiene una narrazione estesa della nascita, enfatizzando la storia di Elisabetta e Maria (Luca 1), ed e’ il solo vangelo che riporti la storia di Gesù che va a Gerusalemme all’eta’di dodici anni (Luca  2:41-50). Come Matteo, il vangelo di Luca fornisce una discussione dettagliata delle tentazioni nel deserto (Luca  4:1-13). Inoltre, il vangelo di Luca fornisce piu’ parabole degli altri vangeli, incluse alcune delle piu’ memorabili storie di some of Gesù come il Buon Samaritano e il Figliol prodigo (Luca  10:30-37; 15:11-32).

Come notato sopra, Luca sottolinea anche il ruolo delle donne e fornisce  importanti informazioni su Maria Maddalena, Giovanna, Susanna e molte altre (Luca 8:2-3). L’autore sembra essere interessato a Gesù come guaritore e riporta le sue attività riguardo a cio’ (vedere per esempio, Luca  8:41-56).

Luca evidenzia la settimana finale di Gesù  enfatizzando che Gesù insegnava nel tempio ogni giorno (Luca  19:47). Inoltre, Luca racconta in dettaglio come Gesù preparò i discepoli alla sua partenza .

Infine, il vangelo fornisce una discussione dettagliata di cio’ che accadde il primo giorno della settimana , quando Gesù risorse dai morti (Luca  24).

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