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Come e perche’

sabato, luglio 19th, 2008

Per avere una qualche misura di apprezzamento e stima e gratitudine per cio’ che  Gesu’ compi’ per il nostro bene, dobbiamo ricordare queste vitali verita’. :

Gesu’ venne sulla terra per fare la volontà del nostro Padre .

Egli venne con una preconoscenza che avrebbe portato il fardello dei peccati di tutti noi.

Sapeva che sarebbe stato issato su una croce.

Era nato per essere il Salvatore e il Redentore di tutta l’umanità‘ .

Pote’ compiere la sua missione perche’ era il Figlio di Dio  e possedeva il potere di Dio .

Voleva compiere la sua missione perche’ ci ama.

Nessun essere mortale aveva alcun potere o capacità di redimere tutti gli altri mortali dalla loro condizione perduta e caduta , e nessun altro avrebbe potuto dare volontariamente la sua vita e perciò portare a compimento una risurrezione  universale per tutti gli altri mortali.

Solo Gesu’ Cristo poteva e voleva compiere un atto d’amore cosi’ redentivo .

Non potremo mai capire o comprendere nella mortalità come abbia compiuto cio’ che fece, ma non dobbiamo mancare di capire perche’ abbia fatto quello che fece.

Ogni cosa che fece era segnata dal suo altruistico infinito amore per noi . . . .

Poiche’ era cosi’ caratteristica della sua intera esperienza mortale il Salvatore si sottomise alla volontà del Padre  e prese la coppa amara e bevve .

Soffri’ le pene di tutti gli uomini nel Getsemani, cosi’ che essi non dovessero soffrire se si fossero pentiti .

Si sottomise alle umiliazioni e agli insulti dai suoi nemici senza protestare o fare rappresaglie.

E, in fine, sopportò il flagello e la vergogna brutale della croce. Solo allora si sottopose volontariamente alla morte. Nelle sue parole:

“Nessun uomo la prende la mia vita] , ma la depongo da me stesso. Ho potere di deporla e di riprenderla. Questo comandamento l’ho ricevuto da mio Padre ” (Giovanni 10:18).

Ezra Taft Benson, The How and the Why, The Gift of the Atonement, Deseret Book, 2004, p. 23-24.