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Quali sono gli apocrifi del Nuovo Testamento?

domenica, luglio 20th, 2008

La parola greca apokrypha significa “scritti nascosti.” Clemente di Alessandria la usa in questo senso letterale (Stromateis 1.15.69.9). Ma per la maggior parte, gli antichi autori cristiani la usarono per riferirsi a scritti dei loro oppositori, che consideravano falsi.  Clemente dice che i suoi oppositori “derivavano le loro dottrine da un’opera apocrifa . . . . dove hanno preso una dottrina sana e l’hanno perversamente applicata male ” (Stromateis 4.29).

Ireneo descrive “gli scritti apocrifi” come testi scritti dai  suoi oppositori “che sono ignoranti delle Scritture di verita’” (Against Heresies 1.20.1).

Tertulliano rifiuto’ di riconoscere gli insegnamenti dal Pastore di Herma perche’ esso “non trovava un posto nel  canone divino ” ed”era stata giudicata abitualmente da ogni concilio delle Chiese. . . fra gli scritti apocrifi e falsi ” (On Modesty 10.6). La frase “apocrifi del Nuovo Testamento” non era usata in antichità . Invece, e’ un titolo  moderno a ombrello non furono inclusi nel canone del Nuovo Testamento.

Per la maggior parte, gli studiosi seguono le tre categorie degli “apocrifi del Nuovo Testamento usate da Wilhelm Schneemelcher: 1) Vangeli, che includono materiale non-biblico riguardo alla vita di Gesù; 2) scritti connessi agli apostoli; 3) apocalissi e soggetti connessi .[1] Alcuni dei vangeli apocrifi, come Il vangelo dei nazareni e Il vangelo degli Ebioniti sono oggi conosciuti solo perche’ gli antichi autori cristiani li hanno citati  nei loro scritti che sono rimasti. Alcuni, come il  Vangelo di Tommaso  e Il vangelo di Giuda, furono menzionati in antiche fonti, ma sono stati scoperti solo recentemente. Alcuni testi, come Gli atti di Tommaso, erano usati sia dai gruppi “ortodossi” che “eterodossi” .

In anni recenti, gli studiosi hanno  riesaminato il ruolo gli apocrifi del Nuovo Testamento per capire la cristianità antica. La vista piu’ tradizionale e’ stata di studiarli per determinare quale luce abbiano buttato sullo sviluppo della chiesa cristiana, con particolare attenzione a come si paragonino coi testi che piu’ tardi vennero canonizzati.

Comunque una tendenza recente e in aumento e’di studiare questi testi e lasciare che parlino  indipendentemente della diversità di espressioni riguardo a cosa significasse essere un cristiano nei tempi antichi. “Circa una dozzina di vangeli  noncanonici erano noti nel II secolo e . . . l’evidenza di questi scritti apocrifi si paragona molto bene all’ evidenza dei vangeli  canonici. Le attestazioni non supportano una distinzione fra vangeli canonici e apocrifi. Scritti di entrambe le categorie furono usati e vengono citati sin dall’inizio e spesso, dagli stessi autori.”

 Helmut Koester e’ John H. Morison Research Professore di Divinita’ and Win Research Professor of Ecclesiastical History at Harvard Divinity School.

Helmut Koester, “Apocryphal and Canonical Gospels,” Harvard Theological Review 73 (1980): 110.

“Il valore nell’esercitare sforzo per capire la letteratura apocrifa e’ duplice : primo, una volta che capiamo la situazione   composizionale che circonda un testo apocrifo, possiamo accertare il suo potenziale di preservare  informazioni attendibili su Gesu’ o la chiesa che Egli fondo’ . Secondo, una volta che capiamo quanto il documento abbia influenzato le comunità cristiane, possiamo cominciare a discernere lo sviluppo storico dell’apostasia in quelle comunità .” Thomas Wayment e’ un  Professore  Associato di Scrittura Antica alla Brigham Young University.

Thomas A. Wayment, “False Gospels: An Approach to Studying the New Testament Apocrypha,” in How the New Testament Came to Be (ed. Kent P. Jackson and Frank F. Judd, Jr.; Salt Lake City: Deseret Book, 2006), 294.

 


[1] See Wilhelm Schneemelcher, ed., New Testament Apocrypha, 2 vols. (rev. ed.; trans. R. McL. Wilson; Louisville, KY: Westminster/ John Knox Press, 1992).

Cos’e’ l’ Agrafa?

Il vangelo di Marco, come gli altri testi evangelici, non contiene ogni cosa che abbia detto Gesu’. C’e’ un corpo di detti di Gesu’ conservati in altre fonti che ha attirato per molto tempo l’attenzione di studiosi e credenti. Questo materiale fa parte degli agrapha (letteralmente “non scritti”). Questi sono i detti che non furono riportati originariamente nei vangeli o furono attribuiti a Gesu’ da altre fonti diverse dal vangelo. Cosi’, per esempio, Atti 20:35 contiene il detto di Gesu’ che “E’ cosa migliore dare che  ricevere”. Un altro esempio viene dal vangelo di Marco dove un detto di Gesu’ fu aggiunto al vangelo probabilmente quasi cinquecento anni dopo che questo era stato scritto: “e ogni sacrificio dev’essere salato col sale” (Marco 9:49). La datazione di questo detto e’ attestata dal fatto che esso non appare nei manoscritti piu’ antichi di Marco, sia in latino che in greco, e perciò probabilmente era sconosciuta nelle edizioni originali di Marco..

Un altro detto di Gesu’ possibilmente autentico puo’ essere trovato in fonti cristiane  non-canoniche come il Vangelo di Tommaso, Il vangelo di Filippo, e gli scritti dei primi dirigenti cristiani come Clemente e Gerolamo. Gli scribi cristiani  hanno preservato centinaia di detti di Gesu’ fuori dai vangeli, alcuni dei quali sono autentici e altri che sono leggendari. Alcune dozzine di detti di Gesu’ probabilmente autentici sono i seguenti:

“Benedetto nella persona  chi ha lavorato ed ha percio’ trovato vita”  (vangelo di Tommaso 58)

“Non essere mai gioioso a meno che non guardi tuo fraello con amore “ (Gerolamo, Commentario su Efesini 5.4)

“Nessuno puo’ ottenere il regno dei cieli se non e’ gia’ passato attraverso la tentazione” (Terulliano, Sul battesimo).

Alcune Bibbie moderne, nel tentativo di distinguere le vere parole di dal contesto della narrazione, hanno evidenziato le parole di Gesu’ in rosso. Queste Bibbie, fronteggiano sfide significative perche’ si devono prendere delle decisioni su quale vangelo di Matteo, di Marco, o di Luca un detto di Gesu’ rappresenti piu’ da vicino il modo in cui Gesu’ lo pronuncio’ originariamente. Questo concentrarsi sul vero agire di Gesu’ ha aumentato l’ interesse degli studiosi per l’ agrafa, dove sono stati preservati altri detti di Gesu’ possibilmente genuini

 

 

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