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Quali contributi unici su Gesu’ si trovano nel vangelo di Luca?

domenica, luglio 20th, 2008

Quello di Luca e’ il piu’ lungo fra i quattro vangeli e circa meta’ del  materiale in Luca e’ unico fra i vangeli nel fornire informazioni aggiuntive su Gesù.

Il vangelo di Luca e’ la prima meta’ di un’opera in due parti (Luca-Atti). Il vangelo di Gesù informa il lettore di cio’ che Gesù disse e fece, e il libro degli Atti rivela quello che  Gesù fece tramite lo Spirito Santo dopo la sua ascensione – una continua storia che fu composta per essere letta insieme.

Il vangelo di Luca contiene una narrazione estesa della nascita, enfatizzando la storia di Elisabetta e Maria (Luca 1), ed e’ il solo vangelo che riporti la storia di Gesù che va a Gerusalemme all’eta’di dodici anni (Luca  2:41-50). Come Matteo, il vangelo di Luca fornisce una discussione dettagliata delle tentazioni nel deserto (Luca  4:1-13). Inoltre, il vangelo di Luca fornisce piu’ parabole degli altri vangeli, incluse alcune delle piu’ memorabili storie di some of Gesù come il Buon Samaritano e il Figliol prodigo (Luca  10:30-37; 15:11-32).

Come notato sopra, Luca sottolinea anche il ruolo delle donne e fornisce  importanti informazioni su Maria Maddalena, Giovanna, Susanna e molte altre (Luca 8:2-3). L’autore sembra essere interessato a Gesù come guaritore e riporta le sue attività riguardo a cio’ (vedere per esempio, Luca  8:41-56).

Luca evidenzia la settimana finale di Gesù  enfatizzando che Gesù insegnava nel tempio ogni giorno (Luca  19:47). Inoltre, Luca racconta in dettaglio come Gesù preparò i discepoli alla sua partenza .

Infine, il vangelo fornisce una discussione dettagliata di cio’ che accadde il primo giorno della settimana , quando Gesù risorse dai morti (Luca  24).

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I mezzi di fuga

domenica, luglio 20th, 2008

A un uomo che cammina per una strada capita di cadere in un fosso cosi’ profondo e scuro che non riesce a tornare alla superficie e riottenere la sua liberta’. Come puo’ salvarsi dalla sua follia? Non facendo sforzi da parte sua perche’ non c’e’ alcun modo di riemergere dal fosso. 

Chiama aiuto e qualche anima ben disposta sente le sue grida e si affretta a soccorrerlo, abbassando una scala, gli da’ i mezzi di tornare in superficie.

Questa era precisamente la condizione in cui Adamo pose se stesso e la sua posterità, quando prese il frutto proibito.  Essendo tutti insieme nel fosso, nessuno potrebbe tornare in superficie e soccorrere gli altri. Il fosso rappresenta l’essere banditi dalla presenza del Signore e la morte temporale, la dissoluzione del corpo. E fra tutti coloro che sono soggetti alla morte nessuno potrebbe fornire i mezzi di fuga .

Perciò nella sua bonta’ infinita, il Padre ha udito le grida dei suoi figli e ha mandato, il Suo figlio unigenito, che non era soggetto alla morte o al peccato, a fornire i mezzi di scampare. Egli fece questo tramite la sua espiazione infinita e il suo vangelo eterno . . . . Il Salvatore disse, “Io depongo la mia vita per le pecore . . . . io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo. Questo comandamento ho ricevuto dal Padre mio” (Giovanni 10:15, 17-18).

Joseph Fielding Smith,  The Means of Escape, The Gift of the Atonement, Deseret Book, 2002, p.3.

Cristo stesso sa quando tornera’?

giovedì, giugno 19th, 2008

La domanda sorge occasionalmente , forse a causa di quel che e’ dichiarato nel vangelo di Marco: “Il cielo e la terra passeranno; ma le mie parole non passeranno. Ma quanto a quel giorno e a quell’ora nessun uomo la conosce, no, neppure gli angeli che sono in cielo , neppure il Figlio, ma solo il Padre” (Marco 13:31-32; ). La frase “neppure il Figlio ” non si trova in Matteo o in Luca . Cristo conosce tutto ; Egli possiede la pienezza della gloria e potere del Padre (vedere Dottrina & Alleanze 93:16-17).

 Sicuramente sa quando tornera’ . Se non  sapeva il giorno esatto o il tempo del Suo ritorno in gloria quando la profezia del monte Oliveto fu pronunciata, in seguito, certamente dopo la Sua Resurrezione e glorificazione e’ arrivato a conoscerlo. Vale la pena di notare che la traduzione di Joseph Smith di questo versetto ometta la frase disputata.

Sperry Symposium Classici, Brigham Young University, Religious Studies Center, 2004, p. 201.