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Cos’e’ una parabola ?

domenica, luglio 20th, 2008

Una parabola, letteralmente un paragone (greco parabole), riferisce l’essenza delle cose piuttosto che i modi in cui le cose esistono.

Per quel motivo le parabole, trascendono i limiti del tempo e hanno significato in un mondo che cambia continuamente. Il Nuovo Testamento usa una definizione sciolta di una parabola quando paragonata al senso piu’ ristretto dato ad esse dai pensatori greci.

Invece, “parabola” nel Nuovo Testamento puo’ descrivere una metafora estesa, un’ allegoria, o una vera parabola narrativa.

Il Nuovo Testamento segue strettamente la tradizione stabilita nelle scritture ebraiche ( Vecchio  Testamento) che una parabola e’ qualsiasi cosa che paragoni due oggetti l’un l’altro. “Come puo’ Satana cacciar via Satana?” come una parabola (Marco 3:23), mentre si usa la stessa terminologia per parlare della parabola del Seminatore.

La predominanza di parabole nel Nuovo Testamento rivela che la parabola era un metodo di insegnamento preferito di Gesu’ fornendo al lettore moderno una finestra in chi egli era realmente e come vedeva il mondo. Gesu’ preferiva parlare delle cose come avrebbero dovuto, potuto e voluto essere, invece di istruire direttamente  i suoi discepoli su come gestire un problema.

Raramente interpretava le sue parabole (Matteo 13:36-43); preferiva che il compito dell’interpretazione fosse portato avanti dai suoi discepoli. Per questo motivo, le parabole offrono un invito aperto all’ interpretazione a ogni generazione che le usa.

Senza questa finestra di interpretazione continua, le parabole diventano confinate storicamente e applicabili solo a un determinato momento della storia. Nel Nuovo Testamento, il Vangelo di Matteo contiene piu’ parabole di Gesu’ che ogni altra fonte. Il suo autore era evidentemente attratto dagli insegnamenti in parabole di Gesu’.

A differenza di Marco, Luca, e Giovanni , Matteo non solo riferisce le parabole ma le ha anche raccolte in numerose collezioni concise (Matteo 13 e 25) con in mente uno scopo distinto.

Quali sono i titoli delle parabole di Gesù ?

domenica, luglio 20th, 2008

 La parabola del seminatore

Sorprendentemente, solo due parabole di Gesù hanno un titolo nel testo o nei manoscritti del Nuovo Testamento : la “parabola del seminatore” (Matteo 13:18) e “la “parabola del loglio nel campo” (Matteo 13:36). Le altre parabole hanno titoli che sono il risultato della descrizione nei commentari, intestazioni dei capitoli nella Bibbia stampata e discussioni secondarie. Originalmente, queste altre parabole non avevano titoli standardizzati. L’importanza di queste informazioni è che l’interpretazione delle parabole è stata connessa inestricabilmente ai loro nomi. Il titolo “Il figliol prodigo” per esempio si focalizza, su un figlio traviato che dilapida l’eredità del padre. In realtà comunque, la parabola del figliol prodigo tratta di un padre amorevole che ha due figli traviati , uno che va via e si pente e uno che diventa duro di cuore a causa della gelosia . Forse lo scopo originale era di mostrare l’amore del padre, ma sfortunatamente questo intento è oscurato dal solito (e incompleto)  titolo della parabola .

Consideriamo i titoli seguenti e il loro impatto sulla comprensione del significato della parabola: “la parabola del grano e del loglio” e “il matrimonio del figlio del re.” Nel primo esempio, il nome moderno suggerisce che il grano e il loglio ricevono uguale enfasi ma quando i discepoli di  Gesù  gli chiesero di interpretarla la chiamarono “la parabola del loglio nel campo” (Matteo 13:36). La loro comprensione era stata diretta verso un interesse immediato – il riconoscimento del loglio nel regno e il loro dovere di distinguerlo – mentre il titolo moderno identifica sia il grano che il loglio come elementi uguali.

La parabola del matrimonio del figlio del re all’inizio sembra focalizzarsi su una parte di una bella storia – la vera cerimonia di matrimonio, che viene menzionata una volta ma mai raccontata (Matteo 22:2). Comunque, il tema della parabola poi si sposta verso gli ospiti invitati  e non invitati, con quelli che erano attesi ad attendere il matrimonio  che vengono cacciati  e quelli che erano stati  guardati con disprezzo che alla fine sono accolti alla cerimonia. Il titolo moderno manca la conclusione potente che un invito non garantisce l’entrata al matrimonio. Nel leggere il testo biblico, dovremmo distinguere fra vero testo e commentario piu’ recente, come le intestazioni dei capitoli, le note a pie’ di pagina e altri aiuti interpretativi.

 

 

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