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Chi uccise Gesu’ ?

domenica, luglio 20th, 2008

I vangeli forniscono un ritratto dettagliato delle ultime ventiquattro ore di Gesu’, inclusa la sua esecuzione (Matteo 26-27, Marco 14-15, Luca 22-23 e Giovanni 18-20). Gli studiosi sono quasi unanimi nella loro interpretazione che i vangeli sinottici indicano che una squadra di esecuzione romana uccise Gesu’ il giorno di Pasqua in Gerusalemme in  un certo periodo verso il 30  a.C. Comunque gli autori, dei vangeli evidenziano una cospirazione per arrestare Gesu’,  che comprendeva alcuni capi giudaici di Gerusalemme (Matteo 26:3-4); almeno uno degli stessi discepoli di Gesu’, Giuda Iscariota (Matteo 26:14-16); e Ponzio Pilato, il governatore romano. Il Nuovo Testamento contiene riferimenti aggiuntivi al coinvolgimento di Pilato (vedere Atti 3:13; 4:27: 13:28; 1 Timoteo 6:13).

Cominciando con il suo arresto nel Getsemani, i vangeli notano come Gesu’ fu portato ripetutamente in vari luoghi e alla fine venne consegnato a quelli che lo misero fisicamente a morte.

Sin dal medioevo, i  cristiani europei, ora virtualmente cento per cento non ebrei , cominciarono a demonizzare tutti i giudei , passato e presenti, per la morte di Gesu’ mentre si focalizzavano su alcuni passaggi del Nuovo Testamento  che leggevano come antiebraici se non addirittura anti-semiti. Questi interpreti evidentemente dimenticarono che Gesu’ era ebreo, come lo erano i suoi discepoli. Il testo del Nuovo Testamento,  contrariamente alle raffigurazioni sulla scena e sullo schermo  rivelano una risposta complessa a Gesu’ da parte del suo popolo alla sua missione; alcuni credevano che era il Messia da lungo atteso, altri lo accettavano come un sant’uomo, un profeta, guaritore e insegnante. Alcuni erano ambivalenti al suo messaggio e alcuni erano apertamente ostili. Comunque, questo gruppo piuttosto piccolo, ma potente aveva spesso paura del “popolo” (Matteo 26:5), suggerendo che la maggior parte dei giudei che vivevano nella Palestina giudaica erano almeno in qualche grado comprensivi con Gesu’. Altri ebrei che vivevano nel bacino del Mediterraneo e nel vicino oriente, ovviamente sapevano poco o niente, delle sue attivita’ e degli  eventi successivi al suo arresto ed esecuzione fino a molto tempo dopo.

Sembra che nessuna persona o gruppo sia stata unicamente e completamente responsabile della morte di Gesu’ ma piuttosto che molti individui e gruppi vari siano stati coinvolti nei terribili eventi di quella  Pasqua fatale che fini’ nella crudele crocifissione di Gesu’ di Nazareth.

“Dopo un’entrata messianica in  Gerusalemme proprio prima di Pesah nel 30 d.C., fu arrestato come rivoluzionario potenziale ed ucciso  (tramite la crocifissione) per ordine del procuratore romano Ponzio Pilato, probabilmente dietro  istigazione di circoli ebraici che temevano le reazioni dei Romani all’agitazione messianica .”

R. J. Zwi Weblowsky and Geoffrey Widoder, eds. , The Oxford Dictionary of the Jewish Religion (New York: Oxford University Press, 1997), p. 368

“A volte si afferma che anche se gli ebrei avessero ucciso Gesu’ (come descritto dal vangelo di Giovanni ), quella dev’essere stata una cosa buona, poiche’ porto’ alla resurrezione. Ma se un effetto e’ buono o cattivo, la responsabilita’ per la causa della crocifissione dev’essere affermata onestamente . Inoltre, possano i cattolici del dopo concilio vaticano II e i protestanti liberali capire ‘gli ebrei’ come sostituti per ‘tutti noi.’ Come vedremo sotto, c’e’ una profonda verita’ in quella interpretazione di responsabilita’ unita, ma non puo’ mai scusare l’aver attribuito tale responsabilita’ universale a qualche gruppo specifico, e  certamente non agli “ebrei.”

John Dominic Crossan, professore emeritus all’ Universita’DePaul , un membro fondatore del seminario di Gesu’.

 

Chi e’ Ponzio Pilato?

domenica, luglio 20th, 2008

Ponzio Pilato, il funzionario romano sotto la cui autorita’ Gesu’ fu processato e condannato, fu il quinto governatore di Giudea, detenendo la sua posizione durante il periodo dal the 26-36 A.D. Come cavaliere, Pilato veniva dalla classe romana che era seconda solo all’ordine senatorio, e da cui gli imperatori romani traevano i loro funzionari amministrativi e militari. Si sa poco sulla sua carriera prima della nomina a governatore di Giudea, sebbene possa aver beneficiato della protezione politica di L. Aelius Seiano , un ministro importante dell’imperatore Tiberio (governo’ dal 14 al 37 A.D. ). Tuttavia Tacito lo chiama “procuratore” (Tacito, Annali 15:44), che e’ il titolo comune per i cavalieri governatori di piccole province imperiali dal tempo di Claudio (domino’ dal 41 al 54 A.D.) e un’ importante iscrizione di Cesarea, la capitale della Giudea romana, conferma che detenne il precedente titolo di “prefetto.”

Le fonti ebraiche del I e II secolo, Josephus e specialmente Filone, citano numerosi passi sbagliati compiuti da Pilato nell’amministrazione della Giudea, incluso aver portato a Gerusalemme gli stendardi romani offensivi alla sensibilità ebraica, rispondendo alle dimostrazioni ebraiche contro la sua politica con eccessivo rigore, e dedicando scudi d’oro all’imperatore Tiberio nel palazzo prima di Erode. I precedenti problemi di Pilato nella provincia, e forse le purghe del 31 A.D. a Roma dei sostenitori del suo, si suppone patrono, Seiano, misero Pilato in una difficile posizione politica quando fu fronteggiato col caso di Gesu’, particolarmente quando la claque ostile raccolta al processo accuso’ Pilato di non essere un amico dell’imperatore quando all’inizio cercava di rilasciare (Gesu’ 19:12). La buona relazione di lavoro che Pilato sembra aver avuto con Giuseppe Caifa, un sommo sacerdote dal 18 al 37 A.D. , puo’suggerire che o fu piu’ influenzato dall’ animosita della leadership ebraica contro Gesu’ o che stava collaborando con essa, di piu’ intimamente quello che rivelano i resoconti evangelici.

Di tutti i resoconti evangelici del processo di Pilato a Gesu’ quello di Giovanni puo’ essere il piu’ importante a causa del resoconto di due interviste private fra essi. (Giovanni 18:33-38; 19:8-11). La prima intervista conserva uno scambio memorabile fra Pilato, il rappresentante del potere fuggevole del mondo e Gesu’, il figlio di Dio: “Allora Pilato gli disse: Dunque sei tu re? Gesu’ rispose, tu dici giustamente che io sono re; per questo io sono nato, e per questo sono venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verita’. Chiunque e’ della verita’ ascolta la mia voce ” (Giovanni 18:37).

Nel 36 A.D. Pilato soppresse brutalmente un movimento religioso samaritano sul Monte Gerizim. Forse come risultato nel tardo 36 A.D. o nella primavera dell’ A.D. 37, Pilato fu sospeso dal suo incarico; e Caifa, che puo’ aver incoraggiato l’azione, fu congedato dalla sua carica di sommo sacerdote.

Cosa dice Giuseppe Flavio su Gesu’?

domenica, luglio 20th, 2008

Molti studiosi sono d’accordo che Giuseppe nel suo libro, le Antichità  giudaiche, scrisse su Gesu’.(vedere Antichità 18.3.3). Comunque siccome i cristiani, preservarono i suoi scritti essi ipotizzano che gli scribi cristiani per sostenere le loro affermazioni su Gesu’ alterarono il resoconto originale che parlava di Gesu’ come il Messia e della sua resurrezione. 

Il fatto che Giuseppe fosse stato un ebreo credente che non divenne cristiano, sembra supportare quest’ interpretazione dei dati. Inoltre, nessuno dei primi scrittori cristiani citati da Giuseppe per sostenere le loro pretese,  sembra suggerire che la composizione originale non includeva gli elementi confessionali del testo che e’ stato preservato. 

Cionondimeno, siccome la maggior parte del testo in questione e’ caratteristica del suo stile, tranne quelle parti che sono state messe in discussione sembra probabile che quella parte sia originale di Giuseppe. La citazione seguente e’ la lettura preferita del testo da parte di molti studiosi:

Dopo questo tempo apparve Gesu’, un uomo saggio. Siccome era facitore di azioni che colpivano, insegnante di persone che ricevevano la verita’ con piacere. Ed egli ebbe seguito sia fra molti giudei e molti di origine greca. E quando  Pilato, a causa di un’accusa fatta dai capi fra noi, lo condanno’ alla croce, quelli che lo avevano amato  in precedenza non cessarono di farlo. E fino ad oggi la tribù dei cristiani, chiamata dal suo nome, non e’ ancora estinta.